Tobias Foss indossa la maglia iridata e la medaglia d'oro: il Mondiale a cronometro è suo © UCI Cycling
Tobias Foss indossa la maglia iridata e la medaglia d'oro: il Mondiale a cronometro è suo © UCI Cycling

Suvvia, non Fossilizziamoci sui soliti nomi!

Vittoria a sorpresa del norvegese Tobias Foss nella cronometro mondiale, i favoriti sono tutti battuti. Secondo Stefan Küng, terzo Remco Evenepoel, solo settimo Filippo Ganna

Arriva subito il nome che non ti aspetti nel campionato mondiale di Wollongong, e lo fa con il massimo risultato possibile: Tobias Foss è il nuovo campione del mondo delle prove contro il tempo, grazie ad una prestazione fenomenale che gli permette di battere tutti i big che avevano puntato molto sulla rassegna iridata. Il norvegese è autore di una prova di grande costanza e potenza, su un percorso veloce ma non banale, grazie alla quale si porta in prima posizione provvisora giusto prima dell’arrivo di tutti i più attesi protagonisti. Passano però i minuti e, uno ad uno, si affievoliscono sempre di più le speranze di successo per i favoriti, e la prova di Foss comincia a far paura un po’ a tutti. Pogacar e Ganna non appaiono brillanti, Evenepoel è costante ma non sembra poter ambire alla vittoria, chi invece accarezza a lungo il sogno di vittoria è lo svizzero Stefan Küng, in vantaggio nei due intermedi ma sorprendentemente beffato nel finale, dove semplicemente Tobias Foss è stato il pù forte di tutti: la maglia iridata è tanto inaspettata quanto meritata.

A dire il vero, non si può certo considerare Tobias come un signor nessuno, il norvegese classe 1998 in forza alla Jumbo-Visma è infatti già stato protagonista nelle categorie giovanili, vincendo il Tour de l’Avenir, e delle ultime tre edizioni del Giro d’Italia, mettendosi in mostra come outsider nelle cronometro, in cui ha raccolto buoni piazzamenti in top10, e soprattutto con il nono posto finale del 2021, ottenuto grazie ad una grande regolarità nell’affrontare le salite. Tuttavia la sua squadra, che può contare su tanti campioni, ha sempre lasciato velatamente intendere di non puntare troppo su di lui, preferendo concedergli spazi da capitano nelle corse minori anzichè metterlo alla prova negli appuntamenti più importanti per il team, ma c’è da aspettarsi che da oggi qualcosa possa finalmente cambiare. Infine, per quanto riguarda i colori azzurri, non può certo entusiasmare il settimo posto di Filippo Ganna, che purtroppo non trova la giornata giusta per lottare per la conferma del titolo, mentre le prestazioni di Edoardo Affini e Matteo Sobrero portano ad un tredicesimo ed un quindicesimo posto.

Il percorso della prova a cronometro della rassegna mondiale di Wollongong, cittadina australiana poco distante da Sydney, consiste nella ripetizione di un circuito di circa 17 km per due volte, per un totale di 34,2 km contro il tempo. La parte iniziale del tracciato è abbastanza tecnica, con diverse curve e quindi altrettanti rilanci e cambi di andatura per i corridori, che dopo poco devono affrontare l’unica difficoltà altimetrica del tracciato. Si tratta dello strappo di Mount Ousley, una salitella di 700 metri al 6,7%, ovviamente da ripetere per due volte. La prova si snoda poi tra la costa e le vie della città australiana, dove lunghi rettilinei in cui fare velocità sono alternati a sezioni più tecniche e delicate, ma entrambi parti egualmente importanti nel complesso della prova. Attenzione infine al vento, che soffia sulla corsa a 20 km/h e si presenta di diversa direzione a seconda del senso di marcia del percorso.

Inizia alle 13:42, ovvero le 5:42 in orario italiano, il campionato mondiale a cronometro 2022 con la partenza del primo corridore, il maltese Daniel Bonello. Arrivano tuttavia poco dopo i primi attesi protagonisti, o quantomeno outsider, con le partenze di Luke Plapp (Australia) ed Edoardo Affini (Italia). Come prevedibile, infatti, sono Affini e Plapp a darsi battaglia sul filo dei secondi in questa prima fase di gara, ma alla fine è il padrone di casa a fare meglio del mantovano, fissando così un primo tempo interessante in 41’26”. Arriva intanto la notizia del forfait dell’ultimo minuto di João Almeida (Portogallo) che non prende il via mentre sulla rampa di partenza cominciano ad avvicendarsi diversi nomi noti. Partono in successione atleti come Yves Lampaert (Belgio), Stefan Bissegger (Svizzera) e Matteo Sobrero (Italia), ma questo secondo blocco di atleti molto quotati sembra faticare molto ad eguagliare i tempi del duo Plapp-Affini nella prima parte, per poi migliorare notevolmente i tempi nella seconda metà di gara, forse anche a causa di una variazione del vento. Sono Bissegger, Lampaert e Bruno Armirail (Francia) i migliori in questa fase, mentre sembra meno efficace l’azione di Sobrero.

Il primo a battere il tempo di Plapp è Armirail, immediatamente scavalcato da Lampaert per soli 4 decimi di secondo, ma a mettere tutti d’accordo ci pensa un grande Bissegger. Lo svizzero fissa il miglior tempo a 40’49”, primo a scendere sotti i 41’, e si candida come serio candidato per il podio e punto di riferimento per i big che devono ancora scendere in pista. Sobrero migliora nel settore finale e taglia il traguardo in sesta posizione provvisoria, mentre il terzo blocco di corridori che prende il via non vede in programma nomi altisonanti, vista l’assenza di Luke Durbridge (Australia), previsto al via ma non partente. È Magnus Sheffield (Stati Uniti) ad aprire il quarto ed ultimo blocco di partenze, ed il giovane americano sembra fare sul serio: il tempo del primo intermedio viene migliorato da lui come da Tobias Foss (Norvegia) e Ethan Hayter (Gran Bretagna). In poco tempo prendono tutti il via, e gli ultimi 4 a prendere il via sono anche i più attesi: in ordine troviamo Stefan Küng (Svizzera), Tadej Pogacar (Slovenia), Remco Evenepoel (Belgio), ed infine il campione del mondo in carica Filippo Ganna (Italia).

Il primo intermedio è indicativo anche per quest’ultima tornata di favoriti: Küng è il migliore, seguito con brevissimo ritardo da Evenepoel e Ganna, mentre Pogacar perde già 15” dallo svizzero. Più avanti nel circuito viene colpito dalla sfortuna Hayter, che a causa di un salto di catena è costretto a cambiare bicicletta perdendo concentrazione e secondi preziosi. Continua invece la cavalcata di Foss, che demolisce il tempo nel secondo intermedio e s’invola verso la prima posizione provvisoria, mentre viene segnalata una caduta per Sheffield. Foss taglia il traguardo con uno straordinario 40’02”, superando per più di 45” Bissegger e sperando ora in un posto sul podio finale. Continua la propria eccellente prova Stefan Küng, che si porta in prima posizione anche nel secondo intermedio, con Pogacar che invece saluta definitivamente le velleità di successo ed Evenepoel che invece riesce a limitare i danni perdendo 15” dallo svizzero. Chi invece perde, e perde veramente tanto, è purtroppo Filippo Ganna, che naufraga a 40” da un fenomenale Küng al secondo intermedio. Ormai manca solo l’arrivo per decretare il vincitore finale, ma incredibilmente sembra che il sorpasso di Küng su Foss sia tutt’altro che certo, ed infatti lo svizzero chiude con 3” di ritardo dal norvegese, che ora può vedere concretizzarsi un successo inimmaginabile. Arriva anche Evenepoel, che si piazza in terza posizione dietro Foss, mentre Ganna non riesce a recuperare nulla e chiude addirittura in settima posizione dopo due vittorie consecutive.

È il momento delle lacrime di gioia e commozione per Tobias Foss, campione del mondo a cronometro battendo per soli 3” Stefan Küng, che vede sfumare la vittoria nei chilometri finali, mentre il bronzo va a Remco Evenepoel con 9” di ritardo. Quarta posizione poi per un ottimo Ethan Hayter a 40”, che senza il problema meccanico avrebbe potuto competere per una medaglia. Quinto poi Stefan Bissegger a 47” e sesto Tadej Pogacar a 48”. Settima posizione per Filippo Ganna a 56”, seguito da un ritrovato Nelson Oliveira (Portogallo) ottavo a 59”, Yves Lampaert nono a 1’09” ed infine decimo Bruno Armirail a 1’10”. Gli altri italiani presenti, Edoardo Affini e Matteo Sobrero, concludono rispettivamente tredicesimo e quindicesimo a 1’28” e 1’34”.

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