Søren Wærenskjold tra Alec Segaert e Leo Hayter sul podio dei Mondiali crono U23 © UCI Cycling
Søren Wærenskjold tra Alec Segaert e Leo Hayter sul podio dei Mondiali crono U23 © UCI Cycling

And Wære the Champions… of the World!

Crono mondiali a tutta Norvegia: Søren Wærenskjold imita il connazionale Tobias Foss e vince la prova Under 23 davanti al belga Alec Segaert e al britannico Leo Hayter. Per l’Italia Lorenzo Milesi 10° e Davide Piganzoli 16°

C’era tanta attesa per la prova a cronometro degli Under 23, che fornisce molte indicazioni in chiave futura. Anche oggi la cittadina di Wollongong si prepara ad ospitare gioie e dolori dei futuri campioni delle due ruote.

La prova di oggi ripropone parzialmente il percorso delle prove élite, con un circuito cittadino di 14 chilometri da percorrere due volte. La prima parte è caratterizzata da rettilinei brevi e curve strette, che sorridono ai corridori con spiccate doti tecniche. Il punto più atteso è lo strappo di Dumfries Ave, lungo 700 metri e con una pendenza media del 6.7%, in cima al quale è posizionato il primo riferimento cronometrico. Segue una discesa che porta verso la sezione finale, dove i corridori troveranno rettilinei più lunghi in cui dare tutto in vista del traguardo. Rispetto alle prove di ieri, oggi il vento sarà più calmo e non dovrebbe condizionare le prestazioni dei corridori.

Alle 13.23 australiane, mentre in Italia il sole sta ancora dormendo, Simon Tesfagaber (Eritrea) si presenta sulla pedana di partenza. È lui il primo a prendere il via, seguito due minuti dopo dal kazako Gleb Brussenskiy, autore di un arrembante Tour de l’Avenir in cui ha colto il 15° posto finale. Quando Tesfagaber transita all’intermedio con un tempo piuttosto modesto, alla partenza si presenta il primo favorito; è il belga Lennert van Eetvelt, uscito di scena sul più bello durante il Tour de l’Avenir e ancora alla ricerca di una buona condizione per il finale di stagione. La sorpresa del primo blocco di partenti è però Carl Frederik Bevort, danese al primo anno tra gli Under 23 che l’anno scorso chiuse al quarto posto nella prova juniores e ora corre nell’ambiziosa Uno-X. Nei due intermedi dimostra di essere in giornata di grazia e al traguardo fa segnare un ottimo tempo, chiudendo la sua prova in 34’52” e dando il primo riferimento per i big. Van Eetvelt è lontano e al traguardo paga più di un minuto.

Il secondo blocco di partenti si chiude con tre nomi particolarmente attesi: Davide Piganzoli (Italia), Leo Hayter (Gran Bretagna) e Ivan Romeo (Spagna). Piganzoli transita al primo intermedio dopo 9’14”, ma alle sue spalle giunge un velocissimo Hayter che ferma il cronometro in 8’55” e fa subito la voce grossa. Destino meno clemente con Romeo che dopo una cronometro sofferta deve abbandonare la prova. Piganzoli taglia il traguardo in 35’57”, battuto anche dal bermudiano Kaden Hopkins (35’46”) che indipendentemente dal risultato finale potrà vantare la miglior prestazione in carriera. Leo Hayter mette tutti d’accordo con 34’37”, un tempo da top 5 con cui si incolla alla poltrona che ospita il primo provvisorio. La classifica vede Hayter al comando, seguito da Bevort e Hopkins.

Il neerlandese Mick van Dijke e l’elvetico Alexandre Balmer, che corrono già nel World Tour con Jumbo Visma e BikeExchange, sono le stelle attese del terzo blocco. Per entrambi però una prova sottotono: Balmer non va oltre il nono tempo provvisorio, a più di due minuti da Hayter, mentre Van Dijke, dopo il terzo intermedio, ha un problema meccanico e abbandona ogni ambizione: sarà fuori dalla top 10 a fine giornata. Mentre Hayter si gusta un piatto di pasta, l’attesa per gli ultimi protagonisti cresce. Al via si presentano Michel Hessmann (Germania) e Søren Wærenskjold (Norvegia), trascinatori delle rispettive nazionali nella cronometro a squadre del Tour de l’Avenir e papabili vincitori della prova iridata. Nella prima parte di corsa Hayter è irraggiungibile, ma Hessmann fa paura e resta vicino al britannico pagando una ventina di secondi al primo passaggio sul traguardo. C’è però qualcuno che fa ancora meglio e segue Hayter come un’ombra: è Wærenskjold, che al primo intermedio paga solo 6″ da Hayter e con l’avanzare dei chilometri si avvicina al britannico. Al terzo intermedio si porta al comando e aumenta il vantaggio nell’ultima parte, chiudendo la sua prova in 34’13”. Il norvegese spazza via il tempo di Hayter e si candida prepotentemente al successo finale. Hessmann chiude la sua prova in 34’52” dopo una seconda parte difficile e abbandona i sogni di podio.

L’ultimo gruppo di corridori è un parterre di qualità assoluta: su tutti, il francese Eddy Le Huitouze, il neozelandese Logan Currie e soprattutto il belga Alec Segaert, diciannovenne, grande promessa del ciclismo fiammingo e dominatore della disciplina al campionato europeo a inizio luglio. La lotta per l’oro è tra lui e Wærenskjold.

Il primo intermedio è positivo per Currie, che transita dopo 9’03”, e per Segaert, che dà uno scossone alla classifica e con un ottimo 8’54” fa meglio di tutti. La lotta si fa serrata al secondo intermedio: Segaert pareggia il tempo di Hayter e conserva 3″ su Wærenskjold. Nella seconda parte, però, il belga deve cedere il passo al ritmo del norvegese e comincia a perdere terreno: al terzo intermedio perde tutto il vantaggio e insegue a 9″. Currie si allontana dal podio con una prova da 34’46” che lo relega alle spalle di Hayter, mentre un compostissimo Segaert cerca le traiettorie migliori in discesa per ribaltare un risultato che sembra ormai certo. Sul traguardo sono sedici i secondi che lo separano da Wærenskjold; ventiquattro ore dopo il suo connazionale, il nativo di Mandal può festeggiare la maglia iridata dopo l’amaro quarto posto del 2021.

Il momento è magico per la Norvegia, che con Wærenskjold conquista il secondo oro in questa rassegna iridata e si conferma fucina di ottimi passisti. Segaert può sorridere: a soli diciannove anni conquista un argento iridato, battuto solo da un veterano della categoria. A 24″ dall’oro, un ottimo Leo Hayter che conferma la sua versatilità. Quarto posto per Currie, sorpresa positiva di giornata, a 33″, seguito da Hessmann e Bevort a 39″. Settima piazza per Le Huitouze che lascia sul piatto 51″, davanti allo spagnolo Raul Garcia e al ceco Mathias Vacek, rispettivamente a 1’02” e 1’03” dal vincitore. La top 10 è chiusa da una maglia azzurra: è quella di Lorenzo Milesi, che paga 1’05” e può ritenersi soddisfatto. L’altro azzurro, Davide Piganzoli, giunge 16° a 1’44”.

Molti di questi nomi li rivedremo nella prova in linea, in programma venerdì. Dopo la lotta serratissima di oggi ci sono tutte le premesse per assistere a un grande spettacolo.

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