Il podio della crono iridata juniores con Joshua Tarling tra Hamish McKenzie ed Emil Herzog © UCI Cycling
Il podio della crono iridata juniores con Joshua Tarling tra Hamish McKenzie ed Emil Herzog © UCI Cycling

The Joshua Trip, un viaggio da medaglia

Il britannico Joshua Tarling batte il padrone di casa Hamish McKenzie ed è Campione del Mondo juniores contro il tempo. Il tedesco Emil Herzog chiude il podio. L’Italia fa esperienza con Nicolas Milesi (13°) e Renato Favero (25°)

Le prove contro il tempo di questa rassegna iridata volgono verso il termine. Con le maglie delle categorie élite e under 23 già assegnate e la Mixed Relay in programma domani, oggi è stato il turno delle categorie junior che, come gli under 23, hanno percorso due giri del circuito di Wollongong, tecnico nella prima parte e più scorrevole nella seconda. Grande importanza ha avuto anche oggi la salita di Dumfries Ave: 700 metri con una media del 6.7%, che a questi livelli possono garantire diversi secondi di margine. In totale, 28 chilometri per scoprire l’erede del danese Gustav Wang.

Il primo a lasciare la pedana di partenza è stato il nipponico Koki Kamada, seguito poco dopo dal ben più quotato Louis Leidert (Germania), che poche settimane fa ha guidato la Germania verso l’argento europeo nella mixed relay di categoria. Al primo intermedio, Leidert ha fermato il cronometro in 9’28” facendo segnare un tempo molto interessante. Poco dopo di lui è partito il padrone di casa, Hamish McKenzie, uomo di punta dell’Australia nelle cronometro di categoria e che ha approfittato della quasi totale assenza di vento per partire il prima possibile. La sua scelta si è rivelata più che azzeccata, quando all’intermedio ha fatto segnare un clamoroso 9’04, e nei chilometri successivi ha continuato ad aumentare il ritmo dimostrando una grande confidenza anche con i tratti più difficili del percorso. Con tutti i suoi rivali concentrati negli ultimi blocchi, McKenzie si è guadagnato un intero pomeriggio sulla hot seat. Il suo è sembrato subito un tempo da medaglia: l’australiano ha tagliato il traguardo dopo 35’18”.

La prima maglia azzurra è comparsa poco prima dell’arrivo di McKenzie. A indossarla c’era Renato Favero, primo dei due italiani in gara, tra i migliori specialisti nazionali delle prove contro il tempo in vista dei prossimi anni. Con un primo intermedio identico a quello di Leidert, che intanto aveva chiuso la sua prova alle spalle di McKenzie in 36’52”, la prestazione di Favero è sembrata buona. L’azzurro è stato tra i primi partenti di un blocco molto interessante con, tra gli altri, Cameron Rogers (Australia), Frank Aron Ragilo (Estonia) e Duarte Marivoet (Belgio). Al primo intermedio, il più vicino è stato Ragilo che ha pagato solo 16″ dal tempo migliore, seguito da Marivoet con 18″ di ritardo e Rogers che ha lasciato sul piatto 25″. La musica è cambiata nella seconda metà della prova, quando il ritardo di tutti e tre si è avvicinato al minuto; Ragilo, che quest’anno ha vinto la Junioren Rundfahrt, ha tagliato il traguardo in 36’37”, piazzandosi al secondo posto provvisorio. Marivoet lo ha tallonato terminando la sua prova in 36’39”, mentre Rogers, nipote del celebre Michael, era transitato con un discreto 36’57”. Favero è calato nelle ultime fasi della corsa e ha terminato la sua prova lontano dai migliori, a oltre 2’30” da McKenzie.

Nicolas Milesi è stato il secondo azzurro a disputare la cronometro, unico nome rilevante nel suo turno di partenze. Milesi, dopo una prima parte poco convincente, è riuscito a mettersi in moto negli ultimi dieci chilometri e ha pareggiato il tempo di Rogers entrando virtualmente nei primi dieci. Nel frattempo, si è presentato al via lo statunitense Artem Shmidt, primo protagonista dell’ultimo blocco che poteva vantare al suo interno corridori di livello assoluto. Per Shmidt c’è stato poco da fare: nonostante una buona prestazione nei primi due intermedi, in cui il suo ritardo è stato sui livelli di Marivoet, il neoacquisto della Hagens Berman ha terminato la sua prova a più di un minuto da McKenzie, installandosi provvisoriamente al secondo posto. Il sogno di McKenzie si è fatto sempre più concreto, mentre gli ultimi atleti lasciavano la pedana: Romet Pajur (Estonia) ha corso una prova in crescita e ha scalzato Shmidt, diventando il primo corridore a scendere sotto al minuto di ritardo dal primo.

Dopo i segnali negativi forniti da Jorgen Nordhagen (Norvegia), Mathieu Kockelmann (Lussemburgo) e Jens Verbrugghe (Belgio), i nomi da tenere d’occhio per ribaltare il risultato sono presto diventati tre: Jan Christen (Svizzera), Emil Herzog (Germania) e Joshua Tarling (Gran Bretagna), ultimo partente della prova odierna. Christen, campione del mondo di categoria nel ciclocross e autentico gioiello della squadra juniores di Tadej Pogačar, ha lasciato solo 8″ sul piatto rispetto al tempo di McKenzie. Herzog ha faticato limitando i danni con 17″ di ritardo. Dietro di loro, però, l’argento uscente e neoacquisto della Ineos Grenadiers, Tarling, ha rifilato 9″ a McKenzie riducendo al lumicino le speranze del padrone di casa. Mentre Christen cominciava a perdere terreno, vittima di qualche piccolo problema con il cambio, Herzog ha mantenuto i nervi saldi e con una grande seconda metà di prova ha sfiorato la prima posizione, chiudendo a 14″ da McKenzie e conquistando una medaglia sicura. Tarling, che a metà prova è transitato 19″ più veloce di McKenzie, non si è scomposto e ha mantenuto lo stesso vantaggio fino al traguardo. Tarling, ragazzone di quasi due metri, ha così conquistato la medaglia d’oro davanti a McKenzie e Herzog.

Per la compagine britannica è stata una giornata da incorniciare: dopo l’oro di Zoe Bäckstedt nella prova femminile, è arrivato anche il successo di Tarling. Secondo posto per McKenzie, sorprendente protagonista di una bella giornata per i colori australiani, e terza piazza per Herzog che a Tarling ha pagato 33″. Giù dal podio Christen a 59″ dal vincitore, seguito da Pajur a 1’07”, Shmidt a 1’37”, Ragilo a 1’38”, Marivoet a 1’40” e Nordhagen a 1’41”. Stesso tempo per il francese Thibaud Gruel, che chiude la top 10. Nicolas Milesi, 13esimo a 1’57”, è stato il primo degli italiani. Favero si è posizionato 25esimo a 2’54” da Tarling.

Si chiude così il programma delle cronometro individuali del Mondiale di Wollongong. Domani è prevista la Mixed Relay, prima del giorno di riposo che precederà un fine settimana ricco di emozioni con le prove in linea.

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