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Cicloturismo

Ferrovie dismesse? Diventano ciclovie, ecco alcuni esempi

Il fascino di pedalare tra sport e storia rivivendo le emozioni dei viaggiatori di ieri

09.04.2026 15:31

Dai vecchi treni a vapore (rimasti tuttavia attivi sino ad oltre la metà del Novecento) alle attuali biciclette supertecnologiche: il ritratto di un mondo che cambia con rapidità

Le caratteristiche delle ciclovie su ferrovie dismesse

Ciclovie implementate lungo ferrovie dismesse sono presenti un po’ in tutta Italia, con caratteristiche diverse in rapporto alla conformazione geografica locale ed al precedente tracciato ferroviario. Dei circa 5000 km di vecchie reti ferroviarie, più o meno un migliaio è stato riconvertito, sottraendolo a vandalismi e ad una invasione disordinata della natura. La riconversione può fungere anche da volano per i territori attraversati. Alcuni esempi sono caratteristici. 

ferrovie dismesse
ciclovie su vecchie ferrovie©pixabay

Trieste e la Val Rosandra

Una ventina di km circa su terreno misto tra asfalto e sterrato, con punto di partenza facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. La scarsa pendenza e l’altitudine massima di circa 300 metri ne fanno un percorso adatto pressoché a tutti. Interessante dal punto di vista naturalistico (oasi WWF di Miramare) e geologico, con il tipico ambiente carsico ricco di forre, rocce a diverse stratificazioni e corsi d’acqua. Viadotti sospesi e gallerie assicurano un paesaggio splendido. Attiva sino ai primi del Novecento, l’omonima ferrovia fu costruita dagli Asburgo per facilitare il transito di merci e persone tra linee transalpine e Trieste. 

Altri esempi 

Diversa è invece la situazione della ciclovia del Sulcis in Sardegna. Una cinquantina di km fra Siliqua e Tratalias, recupero in fieri della vecchia linea a scartamento ridotto. Fondo sterrato ed una piccola parte di asfalto ne fanno un tracciato ancora impegnativo. Va ricordata soprattutto la presenza delle storiche miniere carbonifere e delle strutture collegate: un complesso riconosciuto patrimonio UNESCO. La ferrovia serviva ai passeggeri, perlopiù lavoratori locali, e soprattutto al trasporto del carbone sino ai punti di imbarco ed ai collegamenti con altre reti ferroviarie. In Trentino-Alto Adige la ciclovia corre sulle linea della vecchia ferrovia della Val di Fiemme: una trentina di km su sterrato salendo fino a circa 1000 metri tra Ora e Molina di Fiemme. Meleti e vigneti si alternano a ponti e viadotti. La vecchia ferrovia di costruzione asburgica passò la Regno d’Italia nel dopoguerra e rimase attiva fino agli anni Sessanta. 

Le ferrovie dismesse, un patrimonio di storia

Dei circa 5000 km di ferrovie dismesse in Italia, di cui esiste un apposito database, circa un migliaio è stato convertito in ciclovie. Un recupero in linea con la cultura e la società attuale, per incrementare la mobilità dolce, tutelare gli aspetti ambientali senza ulteriore consumo di suolo e recuperare vecchie strutture. Le ferrovie dismesse sono certamente il sedime, ma anche caselli e stazioni, ponti, viadotti, gallerie: un patrimonio che consente di ripercorrere la storia delle ferrovie e la storia d’Italia. Strutture talora danneggiate dalla seconda guerra mondiale la cui ristrutturazione era troppo onerosa, oppure sostituite da tratte e materiali più efficienti e/o dallo sviluppo del trasporto su gomma. 

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