Francesco Mazzoleni (2007-2026) © Profilo Instagram @goodshop_ita
Ciclismo Giovanile

Un'altra giovane vita spezzata in allenamento: è morto il 18enne Francesco Mazzoleni

Il corridore della Goodshop Yoyogurt è stato investito sulle strade di Barzana, in provincia di Bergamo

15.02.2026 22:09

Ancora una volta, il mondo del ciclismo piange la giovane vita di un ragazzo che ha perso la vita in allenamento: Francesco Mazzoleni, 19 anni da compiere a marzo, è morto nel primo pomeriggio di domenica sulle strade di Barzana, a pochi chilometri da Bergamo.

Francesco Mazzoleni investito e ucciso in allenamento

Come riferisce il quotidiano «L'Eco di Bergamo», il corridore della Goodshop Yoyogurt è stato investito da un'auto sulla Strada provinciale 175. Lo scontro è stato violentissimo: Mazzoleni è stato sbalzato ad alcuni metri di distanza dal punto in cui è avvenuto l'impatto, che ha chiaramente distrutto la sua bici

Nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori, i traumi subiti nell'incidente gli sono stati fatali. A giudicare dalle foto scattate nel luogo della tragedia, si può presumere che la causa della tragedia sia l'alta velocità o una distrazione del conducente dell'auto, in quanto le condizioni meteo nella zona erano ottime. 

Studente del Liceo delle Scienze applicate di Ponte di Presezzo, il corridore bergamasco era stato ingaggiato dalla formazione Under-23 piemontese nel 2025 dopo aver concluso il suo apprendistato da junior alla Travel&Service di Grumello del Monte (Bergamo).

Il presidente della Lega del ciclismo professionistico Pella:

La morte di Mazzoleni ha riportato in primo piano l'irrisolto nodo della sicurezza sulle strade, particolarmente sentito dal presidente della Lega del ciclismo professionistico, il parlamentare Roberto Pella: «Lo stato di emergenza che riguarda la sicurezza dei ciclisti sulle nostre strade non ci lascia immobili. Da luglio stiamo lavorando intensamente, con il contributo attivo e l’esperienza dei campioni del ciclismo, perché intervengano modifiche efficaci sul Codice della Strada per la sicurezza degli utenti più deboli, con l’obiettivo primario di garantire maggiori tutele proprio durante l’attività sportiva, in allenamento e in gara. Serve un cambio culturale nel rapporto tra utenti della strada, un rafforzamento dei controlli e una cornice normativa chiara e applicabile».

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Il numero 1 della Lega del ciclismo professionistico, Roberto Pella © Profilo Instagram @roberto_pella

Alle parole seguiranno davvero i fatti? Quante altre tragedie serviranno per pretendere il rispetto delle più elementari regole di civiltà sulle strade? Non solo: quando prenderemo coscienza dei rischi che ciclisti e pedoni corrono ogni giorno per colpa di automobilisti imprudenti e insofferenti, senza dimenticare per questo le responsabilità degli stessi cicloamatori? Ripetiamo queste cose da anni. E, per quanto sia difficile agire sulla sensibilità di persone che vedono i ciclisti come un intralcio, noi continueremo a sostenere questa battaglia di civiltà. In nome di Francesco e di tutti i ragazzi che hanno perso la vita, per amore della bicicletta e dello sport

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Carmine Marino

Nato a Battipaglia (Salerno) nel 1986, ha collaborato con giornali, tv e siti web della Campania e della Basilicata. Caporedattore del quotidiano online SalernoSport24, è iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti della Campania dal 4 dicembre '23.