
Altro che gita fuori porta: Paul Seixas domina la cronometro d'apertura dell'Itzulia
Il 19enne francese della Decathlon CMA CGM vince nettamente il duello con Ayuso e Del Toro, lasciandosi alle spalle Vauquelin e Groβschartner
L'alba di un nuovo regno sul ciclismo internazionale? In tutta onestà, ipotecare la carriera di un 19enne alla sua prima, vera stagione da professionista non è soltanto prematuro, ma anzitutto inopportuno. Comunque la si pensi, benvenuti nel mondo di Paul Seixas che, dopo aver chiuso al posto d'onore la Strade Bianche, si sblocca in massima serie nella crono inaugurale dell'Itzulia Basque Country. Il rampante francese della Decathlon CMA CGM ha primeggiato a Bilbao dopo una performance di rara solidità e qualità tecnica, rifilando distacchi già pesanti ai suoi due rivali più accreditati, Isaac del Toro (attardato di 50") e Juan Ayuso - al rientro dopo l'incidente alla Parigi-Nizza - che ha invece lasciato sul piatto 1'16". La controprestazione del messicano e dello spagnolo ha aperto la porta a un corridore di sostanza come Kévin Vauquelin, che ha completato la doppietta transalpina, e a un outsider puro come Felix Groβschartner. Nel complesso, il migliore tra gli uomini di alta classifica è stato Primož Roglič, 4° a un'incollatura dall'austriaco della UAE, davanti al compagno di squadra Florian Lipowitz. Classifica alla mano, ci aspetta un Paesi Baschi molto interessante sia per pesare la leadership di Seixas, sia per valutare le contromosse della concorrenza, nettamente sconfitta dal teen-ager lionese.
La cronaca della 1ª tappa dell'Itzulia Basque Country
Com'è ormai consuetudine da alcune edizioni a questa parte, l'Itzulia Basque Country - ultima reincarnazione del Giro dei Paesi Baschi - si apre con una cronometro individuale di 13,9 km sulle strade di Bilbao. Subito dopo la partenza, i corridori affrontano lo strappo di Santo Domingo (2400 metri al 7,3% e un paio di tratti che salgono all'11%), seguito da un tratto di relativo alleggerimento, con una serie di saliscendi che precedono l'unico settore per specialisti puri. Finale spaccagambe: la rampa conclusiva di circa 600 metri (pendenza media del 7,2%) sfiora il 20%.
Non c'è bisogno di aspettare molto per assistere alla prestazione di rilievo del pomeriggio: prima ancora che inizi la diretta televisiva, lo sloveno Primož Roglič (Red Bull-BORA-Hansgrohe) conclude la sua prova in 17'37". Prima ancora dell'arrivo dei migliori, i più vicini all'ex saltatore sono gli spagnoli Ion Izagirre (Cofidis, 18'10") e Markel Beloki (EF Easy Post, 18'15"). Roglič osserva con una certa attenzione le prestazioni del norvegese Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) e del britannico Ben Tulett (Visma-Lease a Bike): nessuno dei due, però, riuscirà a migliorare il tempo del capitano della Red Bull, che rifila 29" allo scandinavo e 24" al britannico. Una minaccia più pericolosa sembra arrivare dallo statunitense Matthew Riccitello (Decathlon CMA CGM), che migliora di 1" il tempo di Roglič al secondo intertempo (7'41"). Tuttavia, l'ex corridore della IPT cala alla distanza, incassando mezzo minuto dal leader provvisorio: 18'07" il responso dell'orologio. Meglio di lui il compagno di squadra e campione francese a cronometro Bruno Armirail (Decathlon), che si isserà momentaneamente al 2° posto, seppure con 22" di distacco dal veterano sloveno. Piuttosto deludente, invece, la prestazione dell'italiano Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), che incasserà 56" dal momentaneo capobanda.
La lista dei partenti propone a metà crono tre dei nomi più interessanti nella corsa alla vittoria finale: il francese Paul Seixas (Decathlon), il danese Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) e il tedesco Florian Lipowitz (Red Bull). Intermedi alla mano, l'emergente corridore d'Oltralpe dimostra di poter attaccare il primato di Roglič: avanti di 12" al km 5, Seixas allarga le distanze nella parte centrale della crono - in teoria più favorevole allo sloveno - fino a stabilire il nuovo miglior tempo in 17'09". Poco dopo arriva Lipowitz, che taglia il traguardo in in 17'42", mettendosi alle spalle anche la seconda punta della Lidl-Trek, momentaneamente 4° in 17'54". Dunque: Seixas al comando con 28" su Roglič, 33" su Lipowitz, 45" su Skjelmose, 48" sullo spagnolo Javier Romo (Movistar) e 50" su Armirail.
A questo punto, non resta che attendere gli ultimi due grossi calibri al via dell'Itzulia: lo spagnolo Juan Ayuso (Lidl) e il messicano Isaac del Toro (UAE Emirates-XRG), senza dimenticare lo statunitense Brandon McNulty (UAE Emirates), il francese Kévin Vauquelin (INEOS Grenadiers) e il belga Cian Uijtdebroeks (Movistar). Per intanto, sbuca dal mazzo il nome dell'austriaco Felix Groβschartner (UAE Emirates), che batte Roglič di un solo secondo (17'36") e si accomoda alle spalle del giovane francese di casa Decathlon. Al contrario, il plurivincitore della Vuelta di Spagna resiste al ritorno del belga Ilan van Wilder (Soudal Quick-Step), temporaneamente 4° in 17'38".

La candidatura di McNulty svanisce abbastanza prematuramente: lo statunitense - già attardato al km 5 - chiude in 17'52" e si piazza per il momento all'ottavo posto. Al contrario, il francese di casa INEOS chiude in crescendo: 2° a 23" dal giovane connazionale. Ritardo pesante, invece, per Uijtdebroeks: il belga di casa Movistar rende addirittura 1'26" a Seixas. Ed eccoci arrivati ai due nomi più attesi del lotto: Ayuso e del Toro. Il capitano dei giallorossi parte molto piano: 23" da recuperare al primo rilevamento cronometrico. Complessivamente meglio il campione messicano, che paga invece 14" dopo la prima parte della sua prova. Lo scenario non cambia neppure all'inizio della discesa: Ayuso - penalizzato anche da traiettorie piuttosto imprecise - è attardato di 32", mentre del Toro è indietro di 24". Niente da fare: la leadership di Seixas non è più in discussione. E la sentenza dell'orologio è impietosa per entrambi: il catalano - battuto anche da Skjelmose - paga addirittura 1'16" al vincitore, mentre il centroamericano chiude a 50", preceduto sia da Groβschartner, sia da McNulty.
Per chiudere: Paul Seixas conquista il suo 3° successo stagionale in 17'09", precedendo Vauquelin (a 23") e l'austriaco della UAE, attardato di 27". A seguire Roglič (a 28"), van Wilder (a 29"), Lipowitz (a 33"), lo statunitense Andrew August (INEOS, a 40"), McNulty (a 43"), Skjelmose (a 45") e il canadese Michael Leonard (EF EasyPost, a 46"). Tra gli sconfitti di giornata c'è anche Tiberi, che ha rimediato un disavanzo di 1'24". Naturalmente, la classifica generale è lo specchio fedele della cronometro.
L'ordine d'arrivo
Martedì le prime montagne
Doppiato il test contro le lancette, la 65ª edizione della Volta al Pais Vasco prosegue con l'intrigante Pamplona/Iruña-Mendukilo Kobazuloa per complessivi 164,1 chilometri. Subito dopo la partenza, la carovana affronta il GPM di Extauri (2ª categoria, 6,7 chilometri con una pendenza media del 6,5%. Strada ancora mossa e ondulata fino all'Alto de Lizarraga - che non assegnerà punti per la classifica dei GPM - a cui segue un tratto di fondovalle che tende costantemente all'ingiù. A seguire, un paio di salite ravvicinate che induriranno ulteriormente le gambe dei corridori: Zuararrate (3ª categoria, poco più di 7 chilometri con una pendenza media del 4,8%) e Aldatz, un altro 3ª categoria di 4700 metri al 3,9%, che presenta però le pendenze più dure (superiori al 7%) appena prima di scollinare. Ancora una quarantina di chilometri abbastanza ondulati, infine il gigante della tappa: la salita di San Miguel de Aralar (1ª categoria, 9,5 chilometri al 7,7% medio e un paio di incursioni al 9%), posizionata a meno di 20 chilometri dal traguardo. Anche il finale volge all'insù: gli ultimi 4000 metri oscillano tra il 6 e il 7%.
Diretta streaming su Eurosport 1 (visibile anche su Prime Video, DAZN e TIMVision), Discovery+ e HBO Max dalle 15.30.
