Alec Segaert si lascia alle spalle la beffa subita alla Nokere Koerse, aggiudicandosi il Grand Prix de Denain © Sito Internet Grand Prix de Denain
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Grand Prix de Denain, Alec Segaert le gambe ad Hagenes e al gruppo

Il belga della Bahrain Victorious riscatta la beffa della Nokere Koerse al termine di un lungo braccio di ferro con il gruppo. 2° Menten, 3° Turgis. De Lie fuori dai giochi per una doppia foratura

19.03.2026 23:10

Il ciclismo dà, il ciclismo toglie. Lo sa bene Alec Segaert, che aveva accarezzato l'idea di anticipare i velocisti in cima allo strappo conclusivo della Nokere Koerse, arrendendosi a due passi dallo striscione d'arrivo. L'occasione del riscatto è arrivata 24 ore dopo al Grand Prix de Denain, seconda prova della Coppa di Francia, conquistata al termine di un esaltante testa a testa con Per Strand Hagenes - che aveva provato a sua volta a staccare il belga della Bahrain Victorious per poi rimbalzare a un paio di chilometri dalla fine - e con un gruppo più lunatico che collaborativo. Stavolta masticano amaro proprio gli sprinter: Milan Menten è il primo dei battuti davanti ad Anthony Turgis. Altra giornata grama per Arnaud De Lie, rimasto fuori dalla mischia a circa 65 chilometri dall'arrivo per una doppia foratura. 

La cronaca del Grand Prix de Denain

La prova generale della Parigi-Roubaix: la 67ª edizione del Grand Prix de Denain (200,4 km con partenza e arrivo nella cittadina della Francia settentrionale) saggia il pavé che sarà teatro dell'Enfer du Nord tra poco meno di un mese. La prima parte di corsa si sviluppa su un circuito di 27,8 km da ripetere per tre volte, senza particolari ostacoli da superare. Il coefficiente di difficoltà cresce sensibilmente nella seconda parte del tracciato: il menu propone infatti 13 settori lastricati, per un totale di 18,9 km sulle pietre. Eccoli, in rigoroso ordine di apparizione: Avesnes-les-Aubert à Carnières (2300 metri), Saint-Hillaire-lez-Cambrai à Viesly (2600 metri), Saint-Pyhton à Saint-Pyhton (1500 metri), Vertain à Saint-Martin-sur-Écaillon (2300 metri), Capelle à Ruesnes (1600 metri), Artres à Famars (1200 metri), Maing a Quérénaing (2500 metri), Quérénaing à Verchain-Maugré e Monchaux-sur-Ecaillon à Maing - ambedue di 1600 metri - Thiant à Haspres (1700 metri), Avesnes-le-Sec à Hordain (1800 metri), Mastaing à Mastaing (600 metri) e Abscon à Abscon (1600 metri), quest'ultimo posizionato a 10 km dall'arrivo. I corridori vedranno il traguardo subito dopo una semicurva che dista circa 100 metri dalla linea bianca.

La fuga buona decolla dopo un'ottantina di chilometri: all'attacco l'australiano Aaron Gate (XDS-Astana) il belga Nolan Huysmans (Sport Vlaanderen-Baloise), i francesi Antoine Berger (St. Michel-Preference Home-Auber 93) e Killian Théot (Van Rysel-Roubaix), l'italiano Alessio Delle Vedove (XDS), gli statunitensi Ashlin Barry (Visma-Lease a Bike) e Cole Kessler (Modern Cycling) e il sudafricano Morné Van Niekerk (St. Michel). Il gruppo di testa accumula un vantaggio massimo di circa 2' sugli inseguitori, pilotati a turno da Alpecin-Premier Tech, Decathlon CMA CGM, Groupama-FDJ United e UAE Emirates-XRG. 

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Lo statunitense Cole Kessler affronta in testa il primo settore di pavé del GP Denain © Pagina Facebook Grand Prix de Denain

Poco prima che si accendano le telecamere per la diretta tv, si sfilano dai primi Berger, Huysmans e Theot. Tuttavia, anche gli altri fuggitivi dovranno arrendersi di lì a poco all'evidenza: tutti insieme a poco meno di 70 chilometri dalla fine. Nel frattempo, si verifica il colpo di scena più eclatante del pomeriggio: il belga Arnaud De Lie (Lotto-Intermarché) è costretto a rincorrere per una foratura. Come se non bastasse, il Toro di Lescheret è costretto a fermarsi qualche chilometro più avanti per un nuovo incidente meccanico che, nei fatti, lo costringerà alla resa. Stessa sorte per l'olandese Cees Bol (Decathlon CMA CGM), uno dei nomi da seguire in caso di volata più o meno ristretta. 

Ripresi gli uomini di testa, la corsa vive una fase di sostanziale anarchia: i settori di strada lastricata incoraggiano attacchi su attacchi, nessuno dei quali giunge a compimento. Tuttavia, la svolta è nell'aria e si concretizza tra il settore numero 7 e il settore numero 6: in azione il belga Alec Segaert (Bahrain Victorious) e il norvegese Per Strand Hagenes (Visma-Lease a Bike). Da quel momento in avanti, la coppia al comando ingaggia un duello serratissimo con gli inseguitori, pilotati a turno dagli Alpecin - in corsa con l'olandese Tibor Del Grosso (Alpecin-Premier Tech) - dagli UAE, che schierano il colombiano Juan Sebastian Molano (UAE Emirates-XRG) e il portoghese António Morgado (UAE Emirates) e… gli stessi uomini della Visma-Lease a Bike, che possono contare sul francese Axel Zingle (Visma) in caso di arrivo allo sprint. Il margine di Hagenes e Segaert oscilla costantemente tra i 15" e il mezzo minuto, ma in gruppo non c'è accordo. A questo punto, c'è spazio per i battitori liberi: ci provano i belgi Aimé De Gendt (Pinarello-Q36.5) e Brent van Moer (Pinarello), ma senza successo. Ai -18 dal traguardo, poi, si sganciano 7 corridori: i belgi Jonas Geens (Alpecin) e Gianni Vermeersch (Red Bull-BORA-Hansgrohe, che aveva peraltro cercato di attaccare a circa 50 km dalla fine), l'italiano Alessandro Romele (XDS), il tedesco Nils Politt (UAE Emirates) e i ripescati De Gendt, Del Grosso e Van Moer. Il blitz dei 7 contrattaccanti, però, perde pian piano mordente: il resto della compagnia ricuce lo strappo ai -5.

Ad ogni modo, Hagenes e Segaert tengono testa alla concorrenza e si presentano all'ultimo settore di pavé, Abscon à Abscon, con una ventina di secondi da difendere. Il norge della Visma decide a questo punto di accelerare, guadagnando un'inezia sul belga della Bahrain, che non perde mai la scia dell'avversario. La tattica di Segaert si rivela propizia: dopo aver lasciato lo scandinavo al vento per quasi 8 chilometri, il passista fiammingo opera il sorpasso a circa 2500 metri dalla fine. Finale sul filo dell'incertezza: il battistrada teme la seconda beffa in 24 ore, ma la sorte è benevola con Segaert, che conquista così il suo 3° successo da professionista. Alle sue spalle, il connazionale Milan Menten (Lotto, a 2") regola il francese Anthony Turgis (TotalEnergies), il tedesco Henri Uhlig (Alpecin) e Zingle. A seguire il belga Arne Marit (Red Bull), il francese Axel Huens (Groupama-FDJ United), il belga Jenthe Biermans (Cofidis), Del Grosso e l'altro belga Gianluca Pollefliet (Decathlon CMA CGM).

L'ordine d'arrivo

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Carmine Marino

Nato a Battipaglia (Salerno) nel 1986, ha collaborato con giornali, tv e siti web della Campania e della Basilicata. Caporedattore del quotidiano online SalernoSport24, è iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti della Campania dal 4 dicembre '23.