
Non ancora, ma quasi: Pogacar fa quattro Liegi, Seixas cede solo sulla Roche-aux-Faucons
Il campione del mondo eguaglia Valverde; prova spettacolare per il talentino francese, Evenepoel arranca ma va comunque a podio
Solo, ma per meno di quanto ci saremmo aspettati: Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) vince la sua quarta Liegi-Bastogne-Liegi impegnandosi forse un po' più di quanto ci si sarebbe potuti attendere per staccare un Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) che sempre più sta dimostrando di meritare il proprio soprannome, l'Eletto. La gara sembrava inizialmente poter prendere tutta un'altra direzione: una fortuita spaccatura del gruppo dovuta a una caduta aveva infatti proiettato in testa a quasi 4' (!) un plotoncino di 52 uomini con Remco Evenepoel (RedBull-BORA-hansgrohe), che però non è riuscito ad approfittare del vantaggio accumulato. La rincorsa, tiratissima e con Tim Wellens (UAE Team Emirates) grande protagonista, ci ha regalato l'ennesimo record di quest'epoca: ben 44.400km/h di media, per una corsa che ha poi ripreso il suo consueto andamento dai -94km. Tagliato fuori da un incidente meccanico Tom Pidcock (Pinarello Q36.5), rimanevano i tre favoritissimi della vigilia a giocarsela sulla Côte de la Redoute: se Remco ha perso contatto già prima dell'attacco di Pogacar (riuscendo poi a conquistare il podio nella volata dei battuti), Seixas ha venduto cara la pelle, arrendendosi alle micidiali progressioni dello sloveno soltanto sulla Côte de la Roche-aux-Faucons. Due italiani in top10: sono ancora Christian Scaroni (XDS Astana) e Filippo Zana (Soudal Quick-Step), che concludono la Doyenne rispettivamente in ottava e decima posizione.
Liegi-Bastogne-Liegi 2026, la cronaca della gara
Quasi 260km di corsa per andare e tornare a Liegi dopo aver toccato Bastogne, con poco meno di 4500m di dislivello e 11 brevi côtes categorizzate. Le prime due, la Côte de Saint-Roche e il Col de Haussire, anticipano gli ultimi 90km circa nei quali si affronteranno Côte de Wanne (2.2km al 7.1%), Côte de Stockeu (1km all'11.4%), Côte de la Haute-Levée (2.3km al 7.4%), Col du Rosier (4.4km al 5.7%); le due mezze novità, il Col du Maquisard (2.5km al 5.3%) e la Côte de Desnié (1.7km al 6.9%), poi la mitica Côte de la Redoute (1.6km al 9.1%), la Côte des Forges (1.3km al 6.8%) e la Côte de la Roche-aux-Faucons (1.3km al 10.1%), ultima asperità prima di tornare verso Liegi.
Una caduta dopo appena 3km di Ion Izagirre (Cofidis) e Andrea Vendrame (Jayco AlUla) fa subito detonare la corsa: il gruppo si spezza in due tronconi e nella seconda parte rimane intrappolata quasi tutta la UAE Team Emirates con Tadej Pogacar e la Decathlon di Paul Seixas. Davanti sono in 52 e la presenza di Remco Evenepoel fa decollare il gruppetto, che inizia a guadagnare arrivando a quasi 4' in cima alla Côte de Saint-Roche, a circa 50km dall'inizio della gara, per poi iniziare a calare progressivamente grazie all'azione combinata degli uomini della UEA e della Decathlon. Assieme al belga il compagno di squadra Nico Denz (RedBull-BORA) e uomini interessanti anche se di secondo piano come Alan Hatherly (Jayco AlUla), Egan Bernal (INEOS Grenadiers), Ewen Costiou (Groupama-FDJ), Diego Ulissi (XDS Astana), Andreas Leknessund (Uno X- Mobility), Davide Formolo (Movistar), Marco Frigo e Krists Neilands (NSN), Frank van den Broek (PicNic-PostNL), Mathis Le Berre (TotalEnergies), Diego Uriarte (Kern Pharma).

Il primo gruppo approccia il Col de Haussire con 2'30" di vantaggio, mentre dietro risale Tim Wellens per fare il cambio a Domen Novak (UAE Team Emirates): è testa a testa tra il campione belga e il connazionale Laurens De Plus (INEOS Grenadiers) che tira davanti, dove ha concluso il suo lavoro Denz. De Plus si rialza nel critico tratto di falsopiano dopo l'Haussire, dove la testa della corsa deve riorganizzarsi, perdendo notevolmente rispetto all'azione di Wellens, che continua a macinare come rullo compressore. Il riavvicinamento che ne consegue sveglia dal torpore tattico la Decathlon, che ricomincia a dare il proprio contributo: a 110km dal traguardo lo svantaggio si attesta attorno al 1'30", ma nel gruppetto di testa sta iniziando a venire meno la collaborazione. Intanto, problema meccanico nel momento più sbagliato per Tom Pidcock: l'inglese rimane da solo a lungo, poi viene raggiunto da un compagno di squadra, ma lo svantaggio è di quasi 2' e il rientro sembra già una mission impossible. In testa si avvantaggiano Pascal Eenkhoorn (Soudal Quick-Step), Hugo Houle (Alpecin Premier Tech), Gijs Leemreize (PicNic PostNL) e Alexander Kamp (Uno X-Mobility), che partono a 103km dal traguardo, sui quali rientra, con una sparata delle sue, Baptiste Veistroffer (Lotto Intermarché).
Quest'azione non fa altro che certificare la fine dell'avventura della prima parte del gruppo, che viene ripreso a 94km dal traguardo, poco prima dell'imbocco della Côte de Wanne, sulla quale lo svantaggio del gruppo rispetto ai cinque nuovi battistrada è minimo. Houle, Kamp e Leemreize, rimasti soli davanti, vengono ripresi sulle prime pendenze della Côte de Stockeu, con la UAE Team Emirates sempre davanti anche sulla successiva Côte de la Haute-Levée. Alla conclusione della salita prova a mettere il naso fuori dal gruppo Maximilian Schachmann (Soudal Quick-Step): il tedesco prendere una cinquantina di metri, ma senza riuscire a fare la differenza, venendo presto ripreso. Il ritmo della UAE rimane sostenuto ma regolare sul Col du Rosier e sulle successive Col du Maquisard e Côte de Desnié: non soffrono Paul Seixas e Remco Evenepoel, francobollati a ruota di Tadej Pogačar dal momento del ricongiungimento tra i due tronconi del gruppo.

I treni delle vari squadre si ricompongono nell'avvicinamento alla Côte de la Redoute per la volata verso l'imbocco della salita spartiacque della corsa. Davanti c'è la Bahrain-Victorious, poi Benoit Cosnefroy si impone in testa per impostare lo scatto di Pogačar: alla ruota del campione del mondo c'è Seixas, mentre Evenepoel sembra faticare più dietro e si stacca. Sfiamma subito Tadej Pogačar a 1km dalla vetta: solo Seixas gli rimane a ruota, mentre dietro l'unico inseguitore è Mattias Skjelmose (Lidl-Trek). Caracolla sui pedali Seixas, che però non molla il campione del mondo e riesce a scollinare con lui nel tempo monstre di 3'45", iniziando subito a collaborare nel tratto di risciacquo tra la Redoute e la Côte des Forges. Skjelmose rimane un po' a bagnomaria, poi viene ripreso dal gruppetto inseguitore tirato da Evenepoel, che paga 40" a 30km dal traguardo. Sembra che il belga stia lavorando per Jai Hindley, che prova ad allungare portando con sé Pello Bilbao (Bahrain-Victorious), Quentin Pacher (Groupama-FDJ) e Tobias Johannessen (Uno X-Mobility), ma a poco a poco rientrano tutti gli altri e gli inseguitori si riappallano, perdendo oltre 1'.
Pogačar riparte subito all'imbocco della Côte de la Roche-aux-Faucons: più scomposto Seixas, che disperatamente cerca di rimane ruota del campione del mondo, ma cede di schianto a 570m dalla vetta, prendendo subito una ventina di secondi. Dietro di lui, Giulio Ciccone (Lidl-Trek) lancia Skjelmose, che si avvantaggia sul resto degli inseguitori: litiga con tutti Evenepoel che poi con una sparata si riporta sul danese e con lui tutto il gruppo. Veleggia solo verso Liegi Tadej Pogačar, che arriva sul traguardo di Quai des Ardennes con un dito al cielo in ricordo dell'ex compagno di squadra Christian Camilo Munoz, scomparso due giorni fa. Dietro lo sloveno, Paul Seixas difende il proprio vantaggio sugli inseguitori, conquistando il secondo gradino del podio davanti a Remco Evenepoel, che regola tutti gli altri in volata.
