Tadej Pogačar e Paul Seixas alla Liegi-Bastogne-Liegi 2026 ©A.S.O./Billy Ceusters
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Seixas: "Sulla Redoute ero al limite, ma il test è superato". Pogačar: "Pensavo allo sprint"

Le dichiarazioni al termine della Liegi-Bastogne-Liegi 2026: Seixas impressiona Pogačar, Evenepoel pensa di aver ottenuto il massimo, Cosnefroy spiega le scelte UAE

Tadej Pogačar ha vinto la sua quarta Liegi-Bastogne-Liegi, eguagliando il primato di Alejandro Valverde e Moreno Argentin al termine di una gara corsa a medie record (44,4 km/h). Lo sloveno ha piegato la resistenza di un eroico Paul Seixas, secondo al traguardo, riuscendo a staccarlo definitivamente solo sulla Roche-aux-Faucons. Il podio è stato completato da Remco Evenepoel, che ha regolato il gruppo degli inseguitori in volata dopo una giornata complicata. Da segnalare le ottime prestazioni degli italiani Christian Scaroni (8°) e Filippo Zana (10°).

Tadej Pogačar vince la Liège-Bastogne-Liège 2026 © Liège-Bastogne-Liège via X
Tadej Pogačar vince la Liège-Bastogne-Liège 2026 © Liège-Bastogne-Liège via X

Ecco le dichiarazioni dei principali protagonisti della Liegi-Bastogne-Liegi 2026:
 

Tadej Pogačar: "Ero già pronto a sprintare contro Seixas, sembrava così forte"

“Oggi è davvero successo molto" -ha dichiarato il campione del mondo nel flash interview al termine della corsa- "Nella fase iniziale ero in fondo al gruppo e stavo solo seguendo le ruote. Sentivo già che si andava fortissimo, ma quando mi sono guardato avanti ho visto che il gruppo si era spezzato in due. Dopo venti minuti però avevamo capito: non è poi una situazione così brutta. Era un drappello numeroso, ma in questi casi la collaborazione non è sempre ottimale. Anche se Remco [Evenepoel, ndr] è ovviamente in grado di andare da lontano. Ero dunque un po' nervoso, ma siamo riusciti a mantenere il controllo e a un certo punto è venuta ad aiutarci anche la Decathlon. I miei compagni di squadra hanno fatto un lavoro straordinario. Alla fine avevamo tutto sotto controllo. Sulle rampee della Redoute  stavo davvero spingendo a fondo. Potevo vedere che Paul [Seixas] era al suo limite, ma in cima mi è passato accanto. Sono rimasto un attimo impressionato. Poi abbiamo continuato a spingere forte, allontanandoci dagli inseguitori. Era una buona situazione per noi. Dopo la Redoute avevo già in testa uno sprint, perché Paul era così forte, ma ho deciso di accelerare ancora una volta sulla Côte de la Roche-aux-Faucons. Conosco bene la salita e mi si addice. In quel momento sono riuscito a staccarlo, ma ero anche pronto a sprintare contro Paul. Questo mi fa molto piacere. È una delle gare più grandi del calendario. Non corro molte gare, quindi non ho molte occasioni per vincere. C'è dunque molta pressione da onorare in giornate come queste. Sono molto felice che ci siamo riusciti. Sono davvero orgoglioso della mia squadra.”
 

Remco Evenepoel: “Abbiamo ottenuto il massimo possibile”

"Semplicemente non avevo più le gambe sulla Redoute. Ero sempre ben posizionato, ma ho sentito subito che non avrei giocato un ruolo significativo. Fin dai piedi della salita il ritmo è stato troppo alto per me. La posizione era corretta questa volta, ma non avevo le gambe. Nella fuga iniziale ero in trentesima posizione e improvvisamente si è creato un buco. Si andava piuttosto forte e all'improvviso eravamo via. È stato uno sviluppo sorprendente. È successo per caso, ma non ho sprecato molte energie in quel frangente. Ho deciso di restare calmo e di concentrarmi sulla Côte de la Roche-aux-Faucons e sulla volata, perché sapevo di poter ancora finire sul podio. Nel gruppo inseguitore ho potuto giocare ogni tanto la carta di Jai [Hindley, suo compagno alla Red Bull-Bora-Hansgrohe], riuscendo così a stare un po' a ruota. In momenti come quello del finale devi valutare bene la situazione e giocare un po' a poker. Ho puntato tutto sull'ultima salita e sullo sprint finale. Non è stato facile, ma sono felice di poter regalare alla squadra un posto sul podio. Abbiamo ottenuto il massimo possibile."
 

Paul Seixas: "Sulla Redoute ero al limite, ma il test è superato"

“Onestamente, mi sono sentito davvero bene. - ha detto Seixas nell'intervista dopo l'arrivo- Ovviamente lo sforzo che ho fatto sulla Redoute è stato uno sforzo totale, ero davvero al massimo in cima, quindi mi sono detto che dovevo cercare di resistere fino alla fine per provare a fare uno sprint decisivo. Alla fine però lui [Pogačar] è stato semplicemente più forte. Non riuscivo più a seguirlo bene e ho chiuso con quello che avevo. La Redoute è passata velocissima. Sinceramente ero davvero al limite di scoppiare e poi, in quello che possiamo chiamare un tratto più facile, anche se comunque si saliva ancora un po’, lui ha smesso di spingere, o comunque ha rallentato. Questo mi ha fatto bene e sono riuscito a restare agganciato fino in cima. Penso che il nostro vantaggio sia stato collaborare fino alla Roche-aux-Faucons per giocarci la vittoria tra noi due. Poi, niente, lui è stato più forte e ha vinto. Io comunque sono stato al 100% per tutta la corsa, così come la squadra, che mi ha tenuto in buona posizione benissimo per tutta la giornata. È stata una giornata molto dura per tutti. Hanno fatto davvero un lavoro eccezionale, io ho dato tutto e non ho avuto problemi di posizionamento: oggi era la cosa più importante. Sì, il test è stato superato: un secondo posto importante ed è davvero positivo. Sinceramente, non so ancora bene cosa pensare, ma di sicuro fa piacere e so di poter competere con i migliori e giocarmela davanti. Quindi lo terremo in considerazione per il futuro. Adesso prima un po’ di vacanze, poi vedremo il calendario. Sicuramente valuteremo come impostare il programma e poi si vedrà. Mi farebbe piacere ritrovarli, ma vedremo come organizzare tutto. Cosa mi ha detto Pogačar? Mi ha detto che gli avevo fatto male alle gambe, e io gli ho risposto che anche a me facevano male le gambe. Penso sia normale.”

Benoît Cosnefroy: “Non volevamo chiudere su Evenepoel per poi restare senza uomini”

“Direi una vittoria arrivata con il gruppo, con la squadra. –ha detto Cosnefroy a Cycling Pro Net- È chiaro che Tadej [Pogačar]  ha concluso il lavoro in modo magnifico, ma da fuori può sembrare strano che non abbiamo mai sprintato per chiudere subito sulla fuga iniziale. Personalmente ho sempre pensato che fosse meglio mantenere un ritmo alto: preferisco avere tutti noi attorno a Tadej in gruppo piuttosto che essere davanti con un solo compagno. Non è una buona situazione essere davanti con Tadej e un solo gregario, quindi sinceramente non abbiamo mai davvero sprintato. Da fuori può sembrare un po’ folle, ma noi siamo rimasti concentrati su quello che dovevamo fare: volevamo tenere un ritmo elevato e la corsa ci ha portato a farlo, quindi alla fine è stato un male per un bene.

La situazione che descrivete, restare davanti ma con un solo compagno, non l’abbiamo considerata ideale. Certo, avere Remco [Evenepoel] davanti è una minaccia, ma per noi era meglio avere tutti gli uomini attorno a Tadej. Non era tanto una questione legata a Remco in sé, ma al fatto che per un leader è sempre un po’ stressante trovarsi in fuga.

Non credo fosse il piano previsto nel briefing per Remco: quando hai una strategia e finisci in una situazione diversa, diventa complicato. Alla fine, per noi era meglio restare compatti attorno a Tadej nel gruppo. Ci siamo ritrovati in un piano che non era il nostro, quindi alla fine credo che sia stato meglio restare attorno a Tadej. Nell’ultimo frangente, anche dopo quello che è successo, abbiamo dovuto un po’ riorganizzare la squadra nel modo di correre e nell’impostare un ritmo così elevato. Quando Tim [Wellens] ha preso il comando, lo ha fatto nel modo giusto e lo ha fatto molto bene. Poi in gruppo è stato davvero durissimo: a un certo punto io e Pavel [Novak] abbiamo avuto anche qualche dubbio, ci siamo detti: ‘wow, ma abbiamo davvero buone gambe?’. Poi però tutto è rientrato. Penso che quando hai dei compagni sia meglio riuscire a sfruttarli tutti, e oggi tutta la squadra UAE ha portato a termine il proprio lavoro, ed è stato magnifico. Credo che non si possa chiedere di meglio: usare tutta la squadra e vedere il leader vincere. Utilizzare Tim forse è stato un po’ prematuro, ma allo stesso tempo ha fatto un lavoro straordinario. Tutti hanno dato il loro contributo, quindi non si può che essere positivi.”

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