L'esultanza di Sam Welsford, alla settima vittoria in carriera al Tour Down Under
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Non è Tour Down Under senza il timbro di Welsford. Il caldo cancella Willunga Hill

Secondo successo in terra australiana per la Ineos. Battuti Andresen e il kiwi Bower. Invariata la generale. Le temperature estreme cancellano Willunga

Che Tour Down Under sarebbe, senza una vittoria di Sam Welsford? Il velocista australiano, sbarcato da pochi mesi alla Ineos-Grenadiers, non si è lasciato sfuggire l'occasione, stringendo i denti nei tanti momenti complicati, che la terza frazione della corsa a tappe australiana gli ha proposto nel corso dei 141 km da Henley Beach a Nairne, e sfoderando una volata regale sul rettilineo finale, grazie alla quale si è messo alle spalle il vincitore della prima tappa, Tobias Lund Andresen, e il 21enne neozelandese della Groupama-FDJ United Lewis Bower.

Invariata la classifica generale, nonostante gli ultimi 50 km altimetricamente - e non solo - molto nervosi. Jay Vine resta in maglia ocra, nonostante una caduta negli ultimi tre chilometri, che ha coinvolto Liam Walsh, lo abbia rallentato, fortunatamente senza conseguenze, grazie alla neutralizzazione nei tre chilometri. La vittoria del secondo Tour Down Under in carriera si avvicina per l'australiano, dato che, a causa del caldo estremo (previste per domani temperature superiori ai 40°C) e dell'elevato rischio di incendi, il profilo della quarta tappa è stato rivisto, con la rimozione di tutti e tre i passaggi prevista sull'iconica salita di Willunga Hill. Salvo nuovi cambiamenti, la tappa di Stirling sarà l'ultimo ostacolo tra Vine e la conquista della corsa.

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La corsa è ripartita con la Lotto-Intermarché orfana di due corridori, Jonas Rutsch e Lennert Van Eetvelt. Coinvolti entrambi in una brutta caduta nel corso della frazione di ieri, i due sono stati sottoposti a vari esami, che hanno escluso fratture e conseguenze più gravi, ma le abrasioni e le contusioni riportate hanno reso impossbile a entrambi ripartire questa mattina.

La prima parte della corsa ha vissuto sul tentativo a lunga gittata di un terzetto, composto dal leader della classifica dei gpm, il norvegese della Uno-X Mobility Martin Urianstad Bugge, e dai due francesi Baptiste Veistroffer (Lotto-Intermarché) ed Enzo Paleni (Groupama-FDJ). Il gruppo, condotto da Ineos, Visma e Decathlon, non ha lasciato ai tre più di due minuti e mezzo di vantaggio, ma questo non ha impedito al terzetto di fuggitivi di rimanere in testa praticamente per tutta la corsa, anche quando questa si è accesa, nell'ultimo terzo di gara.

Con i tre in vantaggio di un minuto e mezzo, dal gruppo hanno cercato di evadere diversi corridori, tra i quali Chris Hamilton, i due Bahrain-Victorious Robert Stannard e Santi Buitrago e pure Embret Svestad-Bårdseng, compagno di squadra di Welsford. La UAE non ha lasciato spazio, grazie soprattutto al lavoro di un Adam Yates, totalmente devoto alla causa Vine. Registrato anche un velleitario tentativo di Titouan Fontaine, all'attacco nonostante la presenza del compagno di squadra Paleni in testa alla corsa, il finale è stato caratterizzato dalla lotta tra i due fuggitivi, forti di un vantaggio di poco superiore al minuto, e il gruppo, dove tutte le squadre dei velocisti si sono impegnate a fondo per permettere ai propri capitani di giocarsi la vittoria di tappa.

Sarebbe bastata un po' di indecisione per mancare l'obiettivo, visto che Paleni ha resistito fin dopo il triangolo rosso, venendo ripreso negli ultimi 500 metri. Il francese della Groupama è stato l'ultimo ad arrendersi, dopo che Urianstad aveva alzato bandiera bianca a una ventina di km dal traguardo, mentre Veistroffer era stato protagonista di un lungo tira e molla, prima di arrendersi poco dopo l'ultimo strappo. Mentre Paleni veniva ripreso, la Ineos lanciava la volata vincente di Welsford.

Sam Welsford mostra i muscoli anche dopo l'arrivo (Cor Vos)
Sam Welsford mostra i muscoli anche dopo l'arrivo (Cor Vos)

Ben Swift ha preso il comando delle operazioni, lanciando perfettamente il proprio capitano. A Welsford, 30 anni compiuti quattro giorni fa, non è rimasto nient'altro da fare, che completare il lavoro dei compagni, tagliando la linea del traguardo con una bicicletta di vantaggio su Andresen e Bower, rispettivamente secondo e terzo. Quarto Jake Stewart, in una top ten monopolizzata da australiani e neozelandesi - tre e tre. Solo dodicesimo Matthew Brennan, delusione di giornata, mentre il miglior italiano è stato Jacopo Mosca, 18esimo.

«È una delle vittorie più speciali per me, è stata davvero durissima», ha confessato Welsford. «Non era, sulla carta, una delle corse più adatte a me, ancor di più dopo la stagione che ho vissuto l'anno scorso, che mi la tolto molta della fiducia di cui uno sprinter ha bisogno per dare il massimo. A un certo punto, ci siamo trovati nella coda del gruppo, eravamo nei guai; sull’ultima salita ero veramente al limite. Per fortuna, avevo intorno a me i miei compagni di squadra, che mi ripetevano di stare tranquillo, che ce l’avremmo fatta ad arrivare alla volata. Questa fiducia ha significato tantissimo per me», ha puntualizzato un Welsford più che mai raggiante.

E per Welsford, domani, ci sarà un'altra possibilità, vista la già citata decisione di eliminare i tre passaggi previsti su Willunga Hill. «La cancellazione di Willunga Hill è una brutta notizia per gli appassionati, ne siamo consapevoli», ha dichiarato il direttore di corsa Stuart O’Grady, «ma la sicurezza dei corridori e degli spettatori è sempre la priorità numero uno per noi». La nuova tappa, che partirà un’ora prima rispetto a quanto inizialmente previsto, sarà accorciata a 131 km e si concluderà nella città di Willunga, in High Street, ricalcando il finale della prima tappa del Tour Down Under femminile, vinta da Amy Wollaston.

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