
«Primo maggio, su coraggio»: a Francoforte canta Georg Zimmermann. 5° Simone Gualdi
Splendida volata del campione nazionale tedesco, che si aggiudica uno sprint ristretto a una dozzina di uomini, avvantaggiatisi sull'ultimo Mammolshain. 2° il favorito della vigilia, Tom Pidcock, davanti a Tulett
Gli organizzatori della Eschborn-Frankfurt hanno raggiunto il loro scopo: indurire il più possibile la corsa per scoraggiare il festival delle ruote veloci. Che, in verità, hanno sperato fino all'ultimo di riaprire la corsa, ma sono stati anticipati da un gruppo di 12 corridori, entrati in azione sull'ultima salita del percorso, il Mammolshain. La volata ristretta ha premiato il 28enne tedesco Georg Zimmermann, che ha messo in riga il grande favorito della vigilia, Tom Pidcock, e l'altro britannico Ben Tulett. Una volata perfetta per scelta di tempo e progressione che gratifica tanto il campione nazionale in linea, quanto la Lotto-Intermarché, che può sorridere anche per il 5° posto di Simone Gualdi. Con queste premesse, il bergamasco potrà fare molto bene anche al Giro d'Italia.
La cronaca della Eschborn Frankfurt
Non c'è festa dei Lavoratori senza l'appuntamento con il Gran Premio di Francoforte, che ha assunto da qualche anno la denominazione di Eschborn-Frankfurt. La 63ª edizione della classica tedesca (Eschborn-Francoforte sul Meno, 210 km) si presenta in una veste profondamente diversa dal passato: non più una comoda parata per i velocisti, bensì una gara abbastanza esigente dal punto di vista altimetrico, con un dislivello prossimo ai 3500 metri. Dopo un primo tratto pianeggiante in direzione della capitale economica della Germania, i corridori scaleranno la prima delle otto salite del percorso, il Sandplacken: 8 chilometri con una pendenza media del 4,6% e un picco del 6%. Poco più avanti, ecco la grande novità della corsa: il Burgweg, una rampa di 500 metri all'11%. Tra il primo e il secondo passaggio sul Burgweg, la carovana si arrampica sul Feldberg (3500 metri al 7,7% e punte vicine al 16% nel primo tratto), posizionato dopo 52 chilometri di corsa. Doppiata la boa di metà corsa, il percorso torna a indurirsi con le salite di Mammolshain (2,3 chilometri all'8,3% che si spingono fino al 14%), il secondo Feldberg e il Burgweg-ter. Concluso il circuito di Eppstein, il menu prevede ancora due passaggi sul Mammolshain, l'ultimo dei quali è posizionato a poco meno di 35 chilometri dalla linea bianca. A quel punto, non resta che affrontare l'anello conclusivo di 6,6 chilometri da ripetere per tre volte, caratterizzato da continui cambi di direzione. Ultima curva a 600 metri dalla linea bianca.
Dopo una prima fase abbastanza concitata, ma senza episodi di rilievo, entrano in azione dopo una decina di chilometri i francesi Thomas Gachignard (TotalEnergies) e Samuel Leroux (TotalEnergies), inseguiti dal ceco Matyáš Kopecký (Unibet ROSE Rockets) e dal tedesco Jonas Rutsch (Lotto-Intermarché). Le due coppie si uniranno a 193,5 chilometri dal traguardo, ma la caccia alla fuga non è ancora terminata: il campione nazionale lituano Aivaras Mikutis (Tudor) proverà a rientrare sulla testa della corsa, che ha guadagnato nel frattempo circa 1'20" sul gruppo. Dopo alcuni chilometri di rincorsa, Mikutis rientra sulla testa: un quintetto al comando a 177 km dalla fine con un vantaggio massimo superiore ai 7' sugli inseguitori, che procedono a ruota degli uomini della Pinarello-Q36.5 - in corsa con il britannico Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5) e della Uno-X Mobility, che schiera invece il danese Magnus Cort Nielsen (Uno-X Mobility).

Gli attaccanti viaggiano per più di metà corsa con un margine superiore ai 5' prima che il gruppo - sempre pilotato da Pinarello e Uno-X, a cui si aggiungeranno i Bahrain Victorious - decida di accelerare i tempi del riaggancio: poco meno di 3' da recuperare in cima al secondo e ultimo Feldberg, circa 1'30" ai piedi del Burgweg, dove si sfilerà Mikutis. Alle spalle dei primi, la corsa si scalda nel tratto che precede gli ultimi due passaggi sul Mammolshain: uno dopo l'altro, si muovono l'irlandese Jamie Meehan (Cofidis) e i belgi Emiel Verstrynge (Alpecin-Premier Tech) e Tim Wellens (UAE Emirates-XRG). Nonostante una piccola frattura intorno ai -85, il quartetto al comando viaggia compatto verso le ultime salite della Eschborn-Frankfurt, ma il vantaggio è ormai ridotto in polvere: 1' scarso da difendere alle soglie dei -70.
Ad ogni modo, il rientro di Meehan, Verstrynge e Wellens - avvenuto a 67,5 chilometri dalla fine - rilancia l'andatura in testa alla corsa, al punto che lo scarto torna a salire al di sopra del giro d'orologio. Tuttavia, il ritmo imposto dal campione nazionale belga nel tratto pianeggiante riduce il gruppo di testa in brandelli: alla sua ruota rimane soltanto il connazionale Verstrynge. La nuova coppia al comando affronta il secondo Mammolshain con circa 45" sul resto della concorrenza, che ha intanto riassorbito i vari Gachignard, Kopecký, Leroux, Meehan e Rutsch. Non solo: il passo sostenuto in testa al gruppo ha sensibilmente ridotto il novero dei migliori, ormai ridotto a non più di 50 unità. Ad ogni modo, lo scenario cambia ancora nei chilometri che precedono il Mammolshain-ter: ai -38 dal traguardo, Verstrynge abdica ai crampi e dà il via libera a Wellens, che si presenta ai piedi dell'ultimo strappo del percorso con un vantaggio di 50".
Com'era ampiamente prevedibile, il fiammingo finisce nel mirino degli inseguitori per poi cedere la strada al britannico Ben Tulett (Visma-Lease a Bike) e al francese Alex Baudin (EF EasyPost), che saranno poi raggiunti da una decina di uomini: Pidcock, il danese Michael Valgren (EF), l'eritreo Natnael Tesfatsion (Movistar), l'italiano Simone Gualdi (Lotto-Intermarché), gli spagnoli Pello Bilbao (Bahrain Victorious), Ion Izagirre (Cofidis) e Adriá Pericas (UAE Emirates) e i tedeschi Felix Engelhardt (Jayco-AlUla), Florian Stork (Tudor) e Georg Zimmermann (Lotto). Dopo qualche tentennamento, la nuova testa della corsa procede di comune accordo, al punto che il margine supera il mezzo minuto all'alba degli ultimi 25 chilometri.
Benché l'intesa tra i primi sia ancora buona, le squadre tagliate fuori dall'attacco - la Decathlon CMA-CGM, la INEOS Grenadiers, la Lidl-Trek e la Red Bull-BORA-Hansgrohe - non si rassegnano alla sconfitta: ritardo di circa 30" all'ingresso in città. Il braccio di ferro prosegue incerto anche nel corso della penultima tornata: poco più di 20" al suono della campana per gli attaccanti, rincorsi a stretta distanza dal Toro Rosso, in gara con il neozelandese Laurence Pithie (Red Bull-BORA-Hansgrohe).
Ad ogni modo, la situazione resta incertissima fino al triangolo rosso: i fuggitivi difendono non più di 7-8" di margine e sembrano destinati a essere raggiunti dal gruppo, nel quale spiccano i nomi di Pithie e del danese Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM). Tuttavia, un'ultima accelerazione di Valgren mette al riparo i primi da cattive sorprese. Volata per pochi eletti, dunque: Bilbao parte ai 200 metri, tallonato da Zimmermann e Tulett. Il campione tedesco, però, esce alla distanza e può esultare davanti al pubblico di casa: 5° successo da professionista (il primo del 2026) per il corridore della Lotto-Intermarché davanti a Pidcock - rimasto un po' chiuso nel momento-chiave dello sprint - e Tulett. A seguire Bilbao, Gualdi, Izagirre, Tesfatsion, Baudin, Stork, Pericas ed Engelhardt. Lund Andresen (12°) apre la sfilata degli sconfitti - pardon: beffati.
