
Dorian Godon pareggia Pogačar, altra vittoria al Tour de Romandie
Il campione francese si impone nella terza tappa con arrivo in volata a Ogre, raggiungendo la maglia gialla (quarto) a quota due successi dopo quattro giorni
Il dominio di Tadej Pogačar fa male al ciclismo? La soluzione è Dorian Godon. Ovviamente è una battuta, ma in questi primi quattro giorni di Tour de Romandie il campione del mondo e il campione francese si equivalgono per numero di tappe vinte e stanno dando vita a delle belle sfide in volata. Sul traguardo di Orbe ha la meglio il corridore della INEOS Grenadiers, che aveva già vinto il prologo e altre tre tappe in corse World Tour da inizio stagione. Squadre come Picnic PostNL, Cofidis, Movistar o Groupama-FDJ hanno totalizzato 5 vittorie in gare del massimo livello nelle ultime tre o quattro stagioni, le stesse raccolte nei primi mesi con il team britannico da un corridore che sta riuscendo a massimizzare le sue qualità e tradurle in risultati come pochi altri possono permettersi.
Tour de Romandie 2026, la cronaca della terza tappa
Altra tappa con partenza e arrivo nella stessa località, a Orbe, con un disegno simile a quella di due giorni fa a Martigny ma una salita molto meno pendente. Intorno ai -40 si affronta il Col de Mollendruz, 9 chilometri al 6% con pendenze abbastanza regolari. Successivamente è solo discesa e una decina di chilometri pianeggianti verso il traguardo.
Ci vuole un po' per formare la fuga di giornata, composta da sette corridori. Insieme a Damiano Caruso (Bahrain-Victorious), Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost), Steff Cras (Soudal Quick-Step) e Sam Oomen (Lidl-Trek) ci sono tre uomini della Groupama FDJ-United, Joshua Kench, Rémy Rochas e l'italiano Lorenzo Germani. Il loro vantaggio si aggira intorno ai due minuti ai piedi della salita chiave.

Caruso se ne va da solo in salita, mentre alle sue spalle subentra la Red Bull-BORA-hansgrohe a tirare, dopo che la squadra della maglia gialla era rimasta davanti per qualche chilometro. Questa volta Pogačar non esce allo scoperto in salita, tantomeno Florian Lipowitz o altri uomini di classifica. Allo scollinamento il gruppo è abbastanza nutrito e ha quasi un minuto da recuperare alla testa della corsa.
All'inseguimento di Caruso ci sono ancora Steinhauser e Cras, che lo vanno a riprendere dopo una decina di chilometri, ai -18 dal traguardo. In quel momento il vantaggio sul gruppo è di appena 25", con l'italiano non più intenzionato a dare cambi per alimentare l'azione. Dietro è arrivata la INEOS Grenadiers a dare una grande mano all'inseguimento, perché Dorian Godon è tornato in gruppo dopo essersi staccato in salita.
I tre fuggitivi vengono ripresi a poco più di due chilometri dall'arrivo, mentre Pogačar prova un paio di volte a fare il buco in favore di Felix Großschartner, anche per forzare gli altri pretendenti alla vittoria a prendere vento. A ruota dall'austriaco si porta Carlos Rodríguez, l'ultimo uomo a disposizione di Godon, che poi va a chiudere sul tentativo del connazionale Pablo Castrillo (Movistar) intorno all'ultimo chilometro.
Lo sprint viene lanciato ai 200 metri, ed è subito un testa a testa tra il campione francese e Finn Fisher-Black (Red Bull-BORA-hansgrohe), mentre Pogačar non riesce mai a uscire. Godon è il più veloce di tutti e porta a casa la sua seconda tappa dopo il successo nel prologo, la quarta in carriera al Romandia. Terzo l'insospettabile Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), che precede la maglia gialla, mentre Albert Withen Philipsen finisce sesto per il secondo giorno consecutivo, dopo che la sua Lidl-Trek aveva contribuito a portare tutti in volata.
L'unico cambiamento ai primi posti della generale riguarda Antonio Tiberi (Bahrain-Victorious), che arriva nel secondo gruppo a 3'07" e perde la sesta posizione in classifica. Domani un'altra tappa relativamente simile, ma la differenza è che lo Jaunpauss, che si affronta per tre volte, è più duro (8 km all'8.3%) e più vicino al traguardo di Charmey.
