Seconda vittoria al Tour de Romandie per Dorian Godon ©INEOS Grenadiers (Foto Getty Sport)
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Dorian Godon pareggia Pogačar, altra vittoria al Tour de Romandie

Il campione francese si impone nella terza tappa con arrivo in volata a Ogre, raggiungendo la maglia gialla (quarto) a quota due successi dopo quattro giorni

Il dominio di Tadej Pogačar fa male al ciclismo? La soluzione è Dorian Godon. Ovviamente è una battuta, ma in questi primi quattro giorni di Tour de Romandie il campione del mondo e il campione francese si equivalgono per numero di tappe vinte e stanno dando vita a delle belle sfide in volata. Sul traguardo di Orbe ha la meglio il corridore della INEOS Grenadiers, che aveva già vinto il prologo e altre tre tappe in corse World Tour da inizio stagione. Squadre come Picnic PostNL, Cofidis, Movistar o Groupama-FDJ hanno totalizzato 5 vittorie in gare del massimo livello nelle ultime tre o quattro stagioni, le stesse raccolte nei primi mesi con il team britannico da un corridore che sta riuscendo a massimizzare le sue qualità e tradurle in risultati come pochi altri possono permettersi.

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Altra tappa con partenza e arrivo nella stessa località, a Orbe, con un disegno simile a quella di due giorni fa a Martigny ma una salita molto meno pendente. Intorno ai -40 si affronta il Col de Mollendruz, 9 chilometri al 6% con pendenze abbastanza regolari. Successivamente è solo discesa e una decina di chilometri pianeggianti verso il traguardo.

Ci vuole un po' per formare la fuga di giornata, composta da sette corridori. Insieme a Damiano Caruso (Bahrain-Victorious), Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost), Steff Cras (Soudal Quick-Step) e Sam Oomen (Lidl-Trek) ci sono tre uomini della Groupama FDJ-United, Joshua Kench, Rémy Rochas e l'italiano Lorenzo Germani. Il loro vantaggio si aggira intorno ai due minuti ai piedi della salita chiave.

Damiano Caruso ©Team Bahrain Victorious (Foto Sprint Cycling)
Damiano Caruso ©Team Bahrain Victorious (Foto Sprint Cycling)

Caruso se ne va da solo in salita, mentre alle sue spalle subentra la Red Bull-BORA-hansgrohe a tirare, dopo che la squadra della maglia gialla era rimasta davanti per qualche chilometro. Questa volta Pogačar non esce allo scoperto in salita, tantomeno Florian Lipowitz o altri uomini di classifica. Allo scollinamento il gruppo è abbastanza nutrito e ha quasi un minuto da recuperare alla testa della corsa. 

All'inseguimento di Caruso ci sono ancora Steinhauser e Cras, che lo vanno a riprendere dopo una decina di chilometri, ai -18 dal traguardo. In quel momento il vantaggio sul gruppo è di appena 25", con l'italiano non più intenzionato a dare cambi per alimentare l'azione. Dietro è arrivata la INEOS Grenadiers a dare una grande mano all'inseguimento, perché Dorian Godon è tornato in gruppo dopo essersi staccato in salita.

I tre fuggitivi vengono ripresi a poco più di due chilometri dall'arrivo, mentre Pogačar prova un paio di volte a fare il buco in favore di Felix Großschartner, anche per forzare gli altri pretendenti alla vittoria a prendere vento. A ruota dall'austriaco si porta Carlos Rodríguez, l'ultimo uomo a disposizione di Godon, che poi va a chiudere sul tentativo del connazionale Pablo Castrillo (Movistar) intorno all'ultimo chilometro. 

Lo sprint viene lanciato ai 200 metri, ed è subito un testa a testa tra il campione francese e Finn Fisher-Black (Red Bull-BORA-hansgrohe), mentre Pogačar non riesce mai a uscire. Godon è il più veloce di tutti e porta a casa la sua seconda tappa dopo il successo nel prologo, la quarta in carriera al Romandia. Terzo l'insospettabile Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), che precede la maglia gialla, mentre Albert Withen Philipsen finisce sesto per il secondo giorno consecutivo, dopo che la sua Lidl-Trek aveva contribuito a portare tutti in volata.

L'unico cambiamento ai primi posti della generale riguarda Antonio Tiberi (Bahrain-Victorious), che arriva nel secondo gruppo a 3'07" e perde la sesta posizione in classifica. Domani un'altra tappa relativamente simile, ma la differenza è che lo Jaunpauss, che si affronta per tre volte, è più duro (8 km all'8.3%) e più vicino al traguardo di Charmey.

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