Tom Pidcock vince in solitaria sul traguardo di Boom
Ciclocross

Mathieu fa Boom, Pidcock ringrazia

Dominio di Tom Pidcock: il britannico anticipa Van der Haar e Iserbyt sul traguardo di Boom. Van der Poel cade e chiude solo 13°

L’ultimo mese dell’anno è forse il più atteso per i fan del ciclocross; i valori in campo mutano, le tre competizioni principali entrano nel vivo, gli appuntamenti più importanti si susseguono senza sosta. E poi, da qualche anno a questa parte, dicembre è diventato il mese dei grandi ritorni, in cui i mostri sacri di questo sport, ormai dediti a tempo pieno alla strada, si buttano nella fangosa mischia dei crossisti. Il celebre tracciato di Boom, dove si disputa la quarta prova del Superprestige, è il luogo perfetto per l’atto secondo della sfida tra Mathieu van der Poel e Tom Pidcock. Il figlio di Adrie ha esordito appena sei giorni fa, vincendo la prova di Coppa del Mondo a Hulst. A parte qualche imprecisione, Van der Poel ha dato prova di essere in uno stato di forma più che buono, sebbene la condizione ideale sia attesa a ridosso del Mondiale, suo obiettivo per questa stagione. Dall'altra parte, il campione del mondo in carica, che ha vinto a Kortrijk - ma senza il neerlandese al via - e a Hulst ha pagato cara una sbavatura con conseguente rottura della ruota posteriore mentre navigava saldamente in seconda posizione: troppo lontano dai box, ha optato per il ritiro. La sfida tra Van der Poel e Pidcock non è fine a sé stessa: quella di oggi è infatti l’ultima prova prima dell’attesissimo ritorno di Wout van Aert – che tra l’altro a Boom vinse appena un anno fa. Il belga farà il suo esordio tra ventiquattr’ore, quando la carovana del cross si sposterà ad Anversa per l’ottava tappa di Coppa del Mondo.

A sfidarsi su un percorso esigente come quello di Boom non possono di certo mancare i crossisti puri; Laurens Sweeck ha ingranato a dovere e vuole difendere la testa della classifica generale, di cui è leader con 44 punti, da Lars van der Haar ed Eli Iserbyt, rispettivamente a quota 41 e 39 punti. Van der Haar è ormai una certezza su ogni tracciato e a Boom ha colto due terzi posti, oltre a un successo nel lontano 2015. Discorso diverso per Iserbyt, che non ha ancora risolto i problemi al tendine del ginocchio sinistro e conta di guarire completamente entro fine anno. Sarà della partita anche Michael Vanthourenhout, quarto in classifica con un bottino di 37 punti. Il campione europeo non vanta una condizione esemplare, ma trova un percorso che gli si addice e in cui può fare più che bene.

Il termometro segna 2°C quando si accendono le luci verdi e prende il via la quarta prova del Superprestige. Scatta forte lo svizzero Kuhn, ormai noto specialista delle partenze, ma a prendere la testa della corsa è Pidcock, che cerca subito di seminare Van der Poel, partito in quarta fila, con un ritmo forsennato, seguito da Van der Haar e Iserbyt. Partenza più complicata per Vanthourenhout che dopo poche curve è in coda ai primi dieci, preceduto da Sweeck. Il tentativo di Pidcock dura un paio di minuti: alle sue spalle, scortato da Vandeputte, sopraggiunge uno scatenato Van der Poel. Si forma così una coppia al comando, composta dalla maglia iridata e dal neerlandese. Al termine del primo giro i primi inseguitori, vale a dire Van der Haar e Iserbyt, pagano già 7”. Tutto è pronto per un duello di livello assoluto, ma dopo una manciata di secondi cambia tutto. Nella curva che precede l’imbocco del tratto di pavé, Van der Poel perde il controllo del mezzo: la ruota anteriore della sua Canyon slitta e il neerlandese cade rovinosamente, mandando giù anche Pidcock.

Il campione del mondo non ha problemi e riparte indisturbato, mentre un dolorante Van der Poel, sopravanzato da buona parte del gruppo, torna in sella alla sua bici quando è ormai fuori dalla lotta per la vittoria. L’attesissimo scontro tra i due è di fatto rimandato: Van der Poel transita sul traguardo con quasi tre minuti dal leader. Per Pidcock la gara si fa più semplice del previsto: il britannico pennella le curve senza commettere errori e guadagna terreno, tanto che all’inizio del quarto giro può vantare 25” su un interessante terzetto composto da Van der Haar, Iserbyt e Vanthourenhout. Dopo una partenza in sordina, l’inseguitore più in palla è proprio quest’ultimo, che si mette al servizio di Iserbyt e guida il terzetto per sfavorire il rientro di Sweeck, quinto a circa 15” dai tre.

Dopo gli stravolgimenti iniziali, le posizioni si cristallizzano e la gara procede senza colpi di scena; a metà gara il vantaggio di Pidcock è invariato nonostante il grande ritmo imposto da Vanthourenhout. Durante il quinto giro, il campione europeo commette un paio di errori e Sweeck rosicchia qualcosa al terzetto portandosi sotto i 10” di ritardo. Iserbyt decide così di entrare in azione in quella che diventa una sfida a distanza con Sweeck; passa appena un giro prima che il leader di Coppa del Mondo decida di rinunciare all’inseguimento, forse con l'obiettivo di preservare la gamba in vista dell'imminente prova di Coppa del Mondo.

In testa alla gara, Pidcock non sbaglia una virgola e amministra i 30” di vantaggio senza strafare. Il terzetto inseguitore, dove i valori sono apparsi identici fino a questo momento, si sfalda all’inizio della penultima tornata; Iserbyt riesce ad allungare, seguito come un’ombra da Van der Haar, e mette in seria difficoltà Vanthourenhout, che dice addio alle speranze di salire sul podio. Van der Haar risponde prontamente e sul tratto di sabbia guadagna una manciata di metri. Poco più avanti, Pidcock comincia ad assaporare la vittoria e all’inizio dell’ultimo giro transita con una ventina di secondi di vantaggio su Van der Haar, che non riesce a sbarazzarsi di Iserbyt. Tra i due nasce una sfida appassionante che anima l’ultima tornata. Il belga accusa il colpo ma non perde il contatto visivo dalla maglia neerlandese e approfittando di un errore del rivale riesce a rientrare. Il tratto di sabbia favorisce Van der Haar, così Iserbyt tenta il tutto per tutto e attacca. Ancora una volta Van der Haar si muove meglio sulla sabbia, rientra e riesce ad allungare in maniera definitiva lasciandosi Iserbyt alle spalle.

Pidcock trionfa in solitaria in poco meno di un’ora di corsa e conquista la seconda vittoria stagionale dopo Kortrijk. Van der Haar chiude la sua prova a 10” dal vincitore, davanti a Iserbyt (+13”). Giù dal podio Vanthourenhout, che paga 43”, e Sweeck, giunto a 1’10”. La top 10 è completata da Ryan Kamp, a 1’17”, Jens Adams, a 1’21”, Kevin Kuhn, a 1’28”, Jente Michels, a 1’32” e Niels Vandeputte, a 1’46”. Al 13° posto, preceduto da Joris Nieuwenhuis e Toon Vandebosch, giunge un redivivo Van der Poel. Il corridore della Alpecin Deceuninck si è ripreso quasi subito dalla caduta e nella seconda metà di gara ha inanellato tre giri più veloci di quelli di Pidcock. Domani, come lui stesso ha dichiarato, dovrebbe essere al via della prova di Anversa. È pur vero che l’errore di oggi farà dormire sonni più tranquilli a Wout van Aert.

Il Superprestige si anima; la classifica è guidata da Sweeck e Van der Haar, appaiati a 55 punti, davanti a Iserbyt, terzo a quota 52, e Vanthourenhout, quarto con 49 punti. Dopo quattro delle otto prove in programma, la sfida per questo ambito trofeo è più aperta che mai.

Nel frattempo, Pidcock appare sempre più a suo agio con il ciclocross e la sua forma è in notevole crescita. I due Van sono avvertiti: quest’anno il britannico potrebbe scombinare i loro piani più del solito.

In un freddo pomeriggio belga, Boom! Van Alphen!
Il ragazzo che abbattè il re dello sprint mondiale