Volta ao Algarve em Bicicleta 2026 - Analisi del percorso
La corsa portoghese ritorna a proporre il format tradizionale, con arrivi in salita a Foia e Malhão inframezzati da una cronometro più o meno per specialisti
La Volta ao Algarve 2026 non solo resta sulle strade che già conosce, ma recupera anche lo schema classico del percorso: due volate si alternano alle due tappe con arrivo in salita a Foia e Malhão e ad una cronometro di media lunghezza. Continua comunque ad essere presente una piccola dose di sperimentazione: la salita di Foia verrà scalata da un nuovo versante (diverso sia da quello classico e da quello inaugurato l'anno passato) e il circuito di Malhao è più ampio rispetto a quello tradizionale.
Le tappe nel dettaglio
Mercoledì 19 febbraio - 1a tappa: Villa Real de Santo António - Tavira (183.5 km)

La prima tappa è destinata a chiudersi con quasi assoluta certezza in volata. In verità il tracciato è spesso mosso nei primi 120 km in linea verso Tavira, che includono il GPM di Mercador (circa 6 km al 4.5%), ma poi si fa più semplice negli ultimi 60, con l'ascesa molto semplice di Faz Fato (4.7 km al 3.2%) che non dovrebbe spaventare nessuno. Le strade restano leggermente complicate (anche se pianeggianti) fino al traguardo volante, dopo il quale invece si fanno ben più lineari: i 25 km che mancano per arrivare al traguardo sono in compenso tutti sul mare e potrebbero essere battuti da vento laterale, quindi occhio ai ventagli.
Giovedì 20 febbraio - 2a tappa: Lagoa - Alto de Fóia (147.2 km)

Alla seconda giornata il gruppo incontrerà il primo arrivo in salita. Fin dall'inizio si trovano alcune asperità abbastanza arcigne, tra le quali i due GPM di Picota (circa 1.5 km al 7.5%) e Alferce (4.3 km al 6.1%), presumibilmente utili solo ad accumulare fatica. Le cose cambiano negli ultimi 20 km con la salita di Casais (2 km al 7.7%) a fare da antipasto a quella finale dell'Alto da Foia, scalato da un versante inedito (8.8 km al 6.2%): già i numeri complessivi ce la mostrano più impegnativa rispetto al passato, ma si deve considerare anche l'irregolarità della pendenza; spiccano soprattutto una prima rampa di 1.4 km al 9% in avvio di salita e una di 1.7 km al 9.7% che termina a circa 2 km dal traguardo.
Venerdì 21 febbraio - 3a tappa: Vilamoura - Vilamoura (19.5 km - Cronometro individuale)

Cronometro fondamentale per chi ambisce al successo finale di lunghezza piuttosto considerevole se rapportata ad una gara di soli 5 giorni senza grandi montagne. Il tracciato è sostanzialmente pianeggiante, solo lievemente mosso, ma soprattutto è ricco di rotonde ed altri cambi di direzione.
Sabato 22 febbraio - 4a tappa: Albufeira > Lagos (175.1 km)

Nuova frazione per ruote veloci, animata da continui saliscendi comunque non terribili: non dovrebbe certo spaventare la salita di Nave (5.3 km al 4.8%). Va detto che il tracciato è comunque raramente pianeggiante e potrebbe favorire i velocisti più resistenti. Da segnalare infine un intenso zampellotto di 300 metri posto a 2 km dal traguardo, ottimo trampolino per i finisseur e, in ogni caso, punto chiave per l'impostazione della volata.
Domenica 23 febbraio - 5a tappa: Faro - Alto do Malhão (148.4 km)

Nella frazione conclusiva si torna a salire, stavolta per superare due volte l'Alto do Malhão. Dopo 20 km si incominciano già d incontrare i primi tratti di salita pedalabile, ma si entra nel vivo dopo aver fatto ingresso nel circuito finale. Qui si sale una prima volta a Soidos (2.1 km al 7%), senza incontrare discese, ma un tratto ondulato che porta ai piedi della prima scalata all'Alto de Malhão (rampa di 2.6 km al 9.3%). In vetta mancheranno oltr 40 km per niente banali: dopo un lungo tratto ondulato in altopiano, inizia la discesa, spezzata da uno strappo di circa 1 km al 10%; dopo un tratto più semplice si sale nuovamente a Soidos quando mancano circa 13 km all'arrivo, posto in cima alla seconda scalata all'Alto de Malhão.
