Miguel Angel Lopez in maglia Medellin-EPM © esciclismo.com/EFE
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Miguel Ángel... e Demoni

Miguel Ángel López, dopo il licenziamento dall’Astana, riparte dalla nuova squadra continental Medellin-EPM ma gli spettri del doping aleggiano sul suo capo

10.01.2023 13:23

La vita è fatta di scelte e quella di Miguel Ángel López, nel pieno della sua maturità agonistica, va rispettata, al di là di situazioni poco chiare emerse negli ultimi tempi e che non hanno nulla a che vedere con lo sport. Il ciclista colombiano ha deciso di scendere di categoria, passando da una squadra WT ad una Continental, per di più sudamericana, il Team Medellin-EPM, dopo il licenziamento del mese scorso da parte dell’Astana, legato al suo presunto coinvolgimento nell’Operación Ilex e sostenuto dalle indiscrezioni del giornale ABC che ha insinuato dubbi sulle dinamiche della partecipazione di López al Giro d’Italia 2022 e dei suoi rapporti con il dottor Marcos Maynar Mariño, che avrebbe spedito a López in Ungheria, prima dell’inizio del Giro 2022, una fiala di menotropina, sostanza dopante simile all’ormone della crescita. Il rapporto di López con Maynar è da equiparare a quello di Armstrong con Ferrari o a quello di Valverde con Fuentes? Sospendiamo la risposta ed il giudizio nell’attesa di capire se ci saranno ulteriori sviluppi e nel frattempo diamo una rinfrescata ai risultati sportivi dello scalatore colombiano.

Che la carriera di López potesse prendere subito una piega interessante lo si capì nel 2014 quando appena ventenne vinse il Tour de l’Avenir, mettendo in mostra la specialità della casa ovvero l’ottima confidenza con le salite. In quella edizione della corsa francese, tradizionale trampolino di lancio per molti ciclisti di successo, López diede il meglio di sé nelle tappe più impegnative, precisamente le ultime quattro, tutte caratterizzate da arrivi in salita, quando non uscì mai dalla top five e vinse anche la penultima tappa da Saint-Gervais a La Rosière. Oltre alla classifica generale si impose così anche nella classifica GPM.

Dal 2015 si aprirono per lui le porte del professionismo e del World Tour con l’Astana, squadra che lo ha visto crescere e maturare e con la quale ha avuto un rapporto quasi decennale, se si esclude la breve parentesi del 2021 con la Movistar. Proprio nel 2015 ottenne le prime vittorie da professionista alla Vuelta a Burgos, la prima condivisa con i suoi compagni di squadra nella cronosquadre della seconda tappa e la seconda facendo valere le sue doti di scalatore nella quarta tappa da Belorado a Pineda de la Sierra, quando regolò un drappello ristretto di ciclisti tra cui gli allora compagni di squadra Michele Scarponi e Rein Taaramäe. López vinse la classifica dei giovani e terminò al quarto posto in classifica generale, il risultato migliore colto in quell’anno nelle corse a tappe a cui prese parte. 

Il 2016 fu un anno in cui partì subito forte visto che tra gennaio e febbraio vinse una tappa sia alla Vuelta a San Luis che al Tour de Langkawi, entrambe con arrivo in salita. Fu in primavera inoltrata che colse la maggiore soddisfazione di quell’anno quando a 22 anni fu il primo ciclista colombiano a vincere il Giro di Svizzera. Pur non ottenendo vittorie di tappa, López ottenne due ottimi secondi posti – nella settima tappa sull’arrivo in salita di Solden e nell’ottava tappa a cronometro da Davos a Davos – che gli permisero di avvantaggiarsi sui diretti avversari e di imporsi al termine della corsa con 12 secondi di vantaggio su Ion Izagirre (Movistar Team) e 18 secondi di vantaggio su Warren Barguil (Team Giant – Alpecin). Lopez concluse la stagione con la proverbiale ciliegina sulla torta andando a vincere la sua prima corsa di un giorno in Italia, ovvero la Milano – Torino alla fine di settembre. In quell’occasione, il colombiano vinse a modo suo quando sulla salita verso la Basilica di Superga fece il vuoto negli ultimi 500 metri, distanziando irrimediabilmente Michael Woods (Cannondale Drapac Pro Cycling Team), che arrivò secondo a 9 secondi di ritardo.

Il suo esordio nei Grandi Giri avvenne alla Vuelta a España nel 2017, anno in cui iniziò imponendosi in due tappe, al Giro d’Austria ed alla Vuelta a Burgos, in entrambe le occasioni su arrivi in salita (Kitzbüheler Horn e Lagunas de Neila). Alla Vuelta terminò ottavo in classifica generale e vinse anche due tappe, l’undicesima da Lorca all’Osservatorio Astronomico di Calar Alto e la quindicesima da Alcalá la Real al versante di Sierra Nevada che porta all’Alto Hoya de la Mora.

Il 2018 lo vide ancora protagonista fin dalle prime corse a cui partecipò. Prima di esordire al Giro d’Italia colse buoni risultati tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, con la vittoria di una tappa e della maglia bianca al Tour of Oman, della maglia bianca all’Abu Dhabi Tour e della seconda tappa del Tour of the Alps da Lavarone all’Alpe di Pampeago. Al Giro fu spesso protagonista sulle Alpi pur non ottenendo vittorie di tappa ma la sua costanza gli permise di salire sul gradino più basso del podio alle spalle di Chris Froome (Team SKY) e di Tom Dumoulin (Team Sunweb). In quell’edizione della Corsa Rosa vinse comunque la maglia bianca davanti ad un certo Richard Carapaz (Movistar Team). Ad agosto partecipò alla Vuelta a Burgos dove vinse la terza tappa da Sedano a Espinosa de los Monteros ed anche la classifica a punti. Alla successiva Vuelta a España migliorò l’ottavo posto dell’anno precedente, terminando in terza posizione alle spalle di Simon Yates (Team Mitchelton Scott) ed Enric Mas (Team Quick-Step Floors). In autunno non riuscì a bissare la vittoria del 2016 nella Milano-Torino, terminando secondo a 10 secondi di ritardo dal vincitore Thibaut Pinot (Team Groupama-FDJ). 

Nel 2019 si distinse principalmente nella prima metà della stagione, vincendo il Giro di Colombia a febbraio, una tappa, la classifica generale finale e la maglia bianca del Giro di Catalogna a marzo e di nuovo la maglia bianca al Giro d’Italia, quando concluse in settima posizione. Partecipò anche alla successiva Vuelta a España dove ottenne la quinta posizione finale, pur non vincendo tappe. 

Nel 2020, prima dello stop imposto dalla pandemia, López vinse la quarta tappa della Volta ao Algarve da Albufeira a Malhão. Alla ripresa estiva il colombiano partecipò al suo primo Tour de France vincendo la diciassettesima tappa da Grenoble al Col de la Loze e terminando in sesta posizione in classifica generale. All’inizio di Ottobre prese il via al Giro d’Italia ma proprio nella cronometro iniziale da Monreale a Palermo cadde e fu costretto al ritiro, concludendo di fatto la stagione.

Il 2021 fu l’anno del passaggio al Team Movistar, con cui vinse la terza tappa e la classifica generale della Vuelta a Andalucía a maggio ed il Mont Ventoux Dénivelé Challenge a giugno, prima di affrontare un Tour de France del tutto anonimo e dal quale si ritirò al termine della diciottesima tappa. Nel corso della successiva Vuelta a España López dava la sensazione di poter raggiungere la top five finale, se non addirittura il podio, e riusciva anche a vincere la diciottesima tappa da Sala all’Altu d'El Gamoniteiru ma durante la ventesima tappa da Sanxenxo a Mos Castro de Herville, quando era terzo in classifica generale, smise di pedalare ritirandosi dalla corsa, adducendo la sorprendente motivazione di aver “deciso di smettere di combattere una battaglia praticamente persa”. 

Il 2022 di López è stato il più travagliato dal punto di vista del rapporto con la squadra. Tornato all’Astana, ha iniziato discretamente bene la stagione con le partecipazioni a Vuelta a Andalucía, Tirreno-Adriatico e Tour of the Alps. In quest’ultima corsa si aggiudicava anche la quarta tappa da Villabassa a Kals am Grossglockner, salvo poi ritirarsi al successivo Giro d’Italia durante la quarta tappa da Avola all’Etna a causa di uno stiramento alla gamba rimediato nelle tappe precedenti in Ungheria. Il colombiano dopo un soggiorno in Colombia, al ritorno in Spagna veniva fermato dalla Guardia Civil a metà luglio all’aeroporto di Madrid dove gli veniva notificata la posizione di indagato nell'inchiesta legata al dottor Marcos Maynar Mariño, personaggio controverso a sua volta indagato per traffico di droga, traffico di doping e riciclaggio di denaro. L’Astana sospendeva immediatamente López salvo reintegrarlo in squadra in tempo per la Vuelta a Burgos che iniziava all’inizio di agosto ed in cui il colombiano si aggiudicava la classifica scalatori. Alla Vuelta a España sfiorava il podio finale, terminando in quarta posizione ma non dando mai la sensazione di poter competere per il podio. In autunno chiudeva la stagione in Italia dove otteneva il suo miglior risultato al Giro del Veneto, quando chiudeva in quarta posizione. 

Adesso con l’approdo al Team Medellin-EPM per López si apre un nuovo capitolo della sua vita, ci auguriamo soltanto sportiva e non anche giudiziaria.

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