
Paul Seixas è già imbattibile, non c'è storia nella seconda tappa dell'Itzulia
Il diciannovenne francese attacca ai -26 su San Miguel de Aralar e arriva da solo al traguardo. A 1'25" il gruppetto regolato da Skjelmose
È così che va il mondo, è così che va il ciclismo del 2026. Paul Seixas vince la seconda tappa dell'Itzulia Basque Country con un attacco in salita a 26 chilometri dal traguardo, si ripete dopo la cronometro inaugurale e mette subito due minuti di distanza tra se stesso e il resto del mondo in classifica generale, e non c'è nulla di cui stupirsi. Il fenomenale teenager della Decathlon CMA CGM è già arrivato a quel livello: sa di avere i numeri per poter vincere dominando, i suoi avversari (tutti scalatori di altissimo livello) sanno che sarà lui a fare la corsa e che per seguirlo ci vuole qualcosa di speciale, chi lo guarda mentre si abbatte sul ciclismo mondiale si sta già abituando a una grandezza spropositata per un diciannovenne.
La corsa basca non è ancora finita, ma l'evidenza dei fatti invita a dare già per scontato qualcosa che non si è ancora mai visto e va ancora esplorato, considerando che Seixas non ha ancora mai vinto una gara a tappe da professionista. La Francia e la allora AG2R non vincono una corsa di una settimana del massimo livello dal Giro del Delfinato 2007 di Christophe Moreau, quando il World Tour ancora non esisteva e il protagonista di oggi doveva ancora compiere un anno. Ma è così che va il ciclismo.
Itzulia Basque Country 2026, la cronaca della seconda tappa
Dopo la partenza da Bilbao, la corsa si sposta in Navarra per la prima tappa in linea, 164 chilometri da Pamplona alle grotte di Mendukilo, nella Sierra de Aralar. Un zona mai esplorata nella storia della corsa e un arrivo inedito per il ciclismo professionistico, mentre la precedente salita di San Miguel de Aralar (9.4 km al 7.8%) è già stata inserita nel percorso della Vuelta, per l'ultima volta nel 2020. Non ripartiti Hannes Wilksch e Yannis Voisard (Tudor Pro Cycling), Mathieu Kockelmann (Lotto Intermarché) e Luca Vergallito (Alpecin-Premier Tech), caduto durante la cronometro.
Fuga iniziale composta da sette corridori: Ethan Hayter (Soudal Quick-Step), Frank van den Broek (Team Picnic PostNL), Raúl García Pierna (Movistar), Bruno Armirail (Team Visma Lease a Bike), Iker Mintegi (Euskaltel-Euskadi), Adrián Fajardo (Burgos Burpellet BH), il primo a staccarsi e a essere ripreso dal gruppo, e Joan Bou (Caja Rural-Seguros RGA), che passa in testa ai primi tre gran premi della montagna. Il loro vantaggio non decolla mai, con la Decathlon CMA CGM sempre in pieno controllo della situazione.
I sei fuggitivi arrivano con un minuto e mezzo di vantaggio ai piedi della salita decisiva di giornata, mentre i compagni della maglia gialla mettono subito il gruppo in fila. Dopo le trenate di Jordan Labrosse e Nicolas Prodhomme, già a sette chilometri dal gpm di San Miguel de Aralar arriva l'attacco di Paul Seixas. Solo Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) prova a rimanergli a ruota per qualche metro, ma il prodigio francese fa immediatamente il vuoto e va saltare rapidamente i componenti della fuga, Bou per ultimo.
Alle sue spalle prova ad allungare anche Florian Lipowitz (Red Bull-BORA-hansgrohe), e quando il tedesco viene raggiunto strappa anche Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG). Inizialmente lo seguono solo Ion Izagirre (Cofidis), Cian Uijtdebroeks (Movistar) e Primož Roglič con il compagno di squadra, poi dopo un rallentamento riescono a rientrare anche Skjelmose, Alex Baudin (EF Education-EasyPost), Ben Tulett (Team Visma Lease a Bike) e Clément Champoussin (XDS Astana). La collaborazione e le gambe nel secondo gruppo non sono ottimali, Lipowitz riesce nuovamente a staccare gli altri ma viene ripreso allo scollinamento, quando il distacco è superiore ai cinquanta secondi.

Seixas guadagna ulteriromente in discesa e arriva allo strappo conclusivo con 1'20", mentre Skjelmose discute con Lipowitz che non vuole collaborare per favorire il rientro di Roglič, scivolato nel terzo gruppo insieme a Del Toro e tre Astana, con Harold Tejada e Sergio Higuita che hanno raggiunto Champoussin. Sono questioni solamente per il secondo posto, perché dopo due giorni e una sola tappa in linea ci sono già due minuti tra la maglia gialla e il resto del mondo.
Sul podio virtuale ci sono entrambi i capitani della Red Bull-BORA, con Roglič a 1'59" e Lipowitz a 2'08". Lo sloveno chiude la tappa al terzo posto, battuto solo da Skjelmose nella volata per il piazzamento a 1'25" dal vincitore. Del Toro si stacca ulteriormente nel finale e arriva a 1'43", appena fuori dalla top ten. Arriva dodicesimo a 2'29" Juan Ayuso (Lidl-Trek), che conferma le sensazioni negative della cronometro. Faceva parte dello stesso gruppo anche Mikel Landa (Soudal Quick-Step), caduto in discesa ma giunto comunque al traguardo.
