Roberto Amadio, 62 anni, è il commissario tecnico della Nazionale italiana dal novembre 2024 © Lega del ciclismo professionistico
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La confessione di Roberto Amadio: «Ho un tumore alla prostata»

Il commissario tecnico della Nazionale italiana di ciclismo ne ha parlato al settimanale Sportweek

18.03.2026 21:25

La strada è la sua principale ragione di vita. Non l'unica, però, da quando ha scoperto di essere malato: il commissario tecnico della Nazionale maschile di ciclismo, Roberto Amadio, ha scoperto da qualche mese di avere un tumore alla prostata.

Roberto Amadio: «Sto curando un tumore alla prostata»

L'ex direttore sportivo della Liquigas ne ha parlato a cuore aperto in una lunga e toccante intervista a Sportweek, il settimanale de «La Gazzetta dello Sport»: «La malattia si è presentata qualche tempo fa con alcuni strani sintomi. A quel punto, ho contattato un mio amico, il medico della Nazionale Roberto Corsetti, che mi ha consigliato di fare le analisi prima di recarmi al reparto di urologia dell'ospedale San Raffaele di Milano. I medici che mi hanno preso in cura, Francesco Montorsi e Vito Cucchiara, mi stanno seguendo come meglio non potrebbero». Nel corso dell'intervista rilasciata a Ciro Scognamiglio, il 62enne veneto - iridato con gli azzurri dell'inseguimento a squadre nel 1985 - ha spiegato di aver intrapreso una «terapia sperimentale, a base di ormoni», cui si è aggiunto un ciclo di tomoterapia, una variante della classica radioterapia. Concluso il primo periodo di cure, Amadio attende di conoscerne i risultati. Nonostante la comprensibile preoccupazione, il tecnico degli azzurri è comunque fiducioso: «Devo dire che c'è ottimismo al termine di questa fase. Dal punto di vista del morale, è stato fondamentale il supporto della mia famiglia e degli amici veri, quelli che da sempre mi sono più vicini».

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Roberto Amadio ai Mondiali di Leuven 2021 © Sito Internet Federazione ciclistica italiana

Il ritorno in ammiraglia al Tour of the Alps

Se tutto procederà per il meglio, Amadio debutterà ufficialmente sull'ammiraglia della Nazionale al Tour of the Alps, in calendario dal 20 al 24 aprile. Nelle sue intenzioni, l'Italia si schiererà al via della corsa italo-austriaca con un gruppo di giovani. Per il resto, testa e cuore sono già proiettati alla campagna d'autunno, che culminerà con i Mondiali di Montréal e i campionati europei in Slovenia. «Si tratta di grandi corse che durano un giorno, ma auspico che la “fiamma” per la maglia azzurra, la scintilla, restino accese per tutto l'anno. Gli atleti hanno i loro obiettivi con i team, com'è giusto che sia. Tuttavia, la Nazionale sia il loro filo conduttore: non è possibile pensare alla maglia azzurra soltanto nel mese che precede il grande appuntamento. Questa è la migliore delle premesse». Per il morale e, ancor di più, per la salute. In bocca al lupo, con il cuore. 

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Carmine Marino

Nato a Battipaglia (Salerno) nel 1986, ha collaborato con giornali, tv e siti web della Campania e della Basilicata. Caporedattore del quotidiano online SalernoSport24, è iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti della Campania dal 4 dicembre '23.