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In Spagna si corre tanto... e vince sempre Valverde!

01.03.2022 23:38

Piccolo riepilogo dell'ultimo mese di gare nella penisola iberica. Tra i successi di Covi e Lutsenko nelle nuove corse in linea, da segnalare l'infinito Don Alejandro che si prende il primo posto nell'albo d'oro della O Gran Camiño


Mai come quest'anno il calendario spagnolo è tornato a rinfoltirsi, vedendo la conferma di quasi tutti gli appuntamenti tradizionali, nonché l'introduzione di due corse inedite, entrambe di grande interesse. Dopo le gare del debutto tra Valencia e Maiorca, è stato il turno di una tre giorni di fuoco tra sabato 12 febbraio e lunedì 14: le storiche Vuelta a Murcia e Clasica de Almería, seguite dall'inedita Clásica Jaén Paraiso Interior.

La prima si è disputata tra Fortuna e il porto di Cartagena, su 188 km che prevedevano a metà percorso la salita simbolo di questa corsa, ovvero il Collado Bermejo, da alcuni anni intitolato alla memoria di Marco Pantani; a 22 km era posta la salita decisiva dell'Alto El Cedacero, dove non si sono fatti attendere gli attacchi degli scalatori. È stato Brandon McNulty (UAE Team Emirates) a fare maggiormente la differenza, seguito invano da Miguel Ángel López (Astana Qazaqstan); anche l'americano ha dovuto però arrendersi al vento contrario che spirava negli ultimi chilometri pianeggianti, vento che però non ha spaventato il compagno di squadra Alessandro Covi, scattato in contropiede a 5 km dal traguardo. A quel punto si è trattato di portare a termine una stupenda azione da finisseur, impreziosita dal secondo posto di Matteo Trentin, che ha completato il lavoro di squadra vincendo la volata del gruppo inseguitore. Sul terzo gradino del podio è salito il francese Matis Louvel (Team Arkéa Samsic), classe '99, interessante prospetto, già quinto al Trofeo Alcudia e ottimo 14esimo alla Omloop Het Nieuwsbald di sabato scorso; chiudono la top5 Jonas Koch (BORA-Hansgrohe) e Loïc Vliegen (Intermarché-Wanty). Da segnalare anche un buon decimo posto per il nostro Marco Tizza (Bingoal Pauwels Sauces WB).

Storia completamente diversa per la Clasica de Almeria, 188.2 km ondulati soltanto nelle prime fasi, destinati ad una volata; il pronostico è stato assolutamente rispettato, con il successo di Alexander Kristoff (Intermarché) davanti a Nacer Bouhanni (Arkéa) e Giacomo Nizzolo (Israel-Premier Tech).

Infine è stato il turno della Clásica Jaén Paraiso Interior, novità del calendario iberico, modulata sul modello della Strade Bianche, ma dal percorso più improntato sulle lunghe salite. 196 km tra Baeza e Ubeda, con 40 km di sterrato, praticamente tutti in salita. Il primo passaggio sulla salita finale - sterrata - verso Ubeda ha aperto le danze per il successo, facendo sì che la fuga del mattino venisse ripresa mentre il gruppo si spezzava in molteplici tronconi; non si è dovuto aspettare molto per assistere al momento decisivo: sulla successiva ascesa in sterrato verso Santa Eulalia, con ancora 45 km da percorrere, Alexey Lutsenko (Astana) se n'è andato in solitaria; alle sue spalle si selezionava un quartetto con gli uomini che poi si sarebbero giocati i piazzamenti in top5, ovvero - seguendo l'ordine d'arrivo - Tim Wellens (Lotto Soudal), Loïc Vliegen (Intermarché), Lennard Kämna (BORA) e Connor Swift (Arkéa); da segnalare come inizialmente facesse parte di questo gruppo Matis Louvel, in grande spolvero in questo fine settimana, tra i primi a muoversi in supporto di Swift, ma poi crollato e giunto soltanto 21esimo.

Le settimane seguenti sono state invece caratterizzate da due corse a tappe: la Vuelta a Andalucía, che abbiamo già ampiamente raccontato, e l'inedita O Gran Camiño, svoltasi in Galizia su 4 tappe e conclusasi domenica scorsa. Il percorso era molto vario e senza dubbio completo, con una prima tappa dedicata ai velocisti, due destinate a delineare la classifica generale in salita e infine una cronometro conclusiva.

La prima tappa si è corsa tra O Porriño e Vigo, su un percorso di 165 km lievemente ondulato, che tuttavia non ha permesso di scongiurare una volata a ranghi compatti. L'ordine d'arrivo è in ogni caso piuttosto insolito, vista l'assenza di velocisti puri di alto rango: ha vinto il danese Magnus Cort (EF Education-EasyPost) davanti a Giovanni Lonardi (Eolo-Kometa), Alejandro Valverde (Movistar), Orluis Aular (Caja Rural-Seguros RGA) e Daniel Freitas (Rádio Popular-Paredes); da segnalare anche il 9° posto di Filippo Fiorelli (Bardiani-CSF).

La seconda tappa partiva da Bertamirans per raggiungere con un percorso mosso di 177.6 km la micidiale rampa del Mirador de Ézaro, 1.8 km al 14.8% con una pendenza massima del 28%. Il gruppo ha ripreso i fuggitivi della prima ora pochi km prima dell'impennata finale, teatro di una poderosa performance di Michael Woods (Israel) che sul tratto più impegnativo si è tolto di ruota la coppia Movistar formata da Valverde e da Iván Ramiro Sosa; il primo ha difeso il secondo posto giungendo a 17" dal canadese, mentre Sosa è stato superato da Rubén Fernández (Cofidis) proprio a ridosso del traguardo a circa 37" secondi dal vincitore. Da segnalare un buon 9° posto di Davide Villella (Cofidis).

La terza tappa era senza dubbio la più impegnativa: i 148.4 km tra Maceda e Luintra prevedevano ben 4 GPM per quasi 3000 metri di dislivello totali, concentrati quasi esclusivamente negli ultimi 50 km. È stata soprattutto la Movistar a tenere la corsa sotto controllo e creare selezione per favorire i propri capitani, facendo sì che il gruppo arrivasse ai piedi dell'ultima salita (Alto de Moura; 7.9 km al 7.5%; max 24%) già molto sgranato (appena 21 unità) ed allungato. Nonostante una violenta accelerazione sul primo ripidissimo tratto della salita, il leader Woods non ha dato segni di cedimento e addirittura ha chiesto a Jakob Fuglsang di alzare l'andatura. L'elevato ritmo ha immediatamente prodotto una rapida selezione da dietro fino al momento in cui a 5 km dal GPM è stato lo stesso Woods ad accelerare, sapendo di dover acquisire maggior margine in vista della cronometro conclusiva; così si è subito formato il terzetto che poi si è giocato il successo di tappa, formato da Woods, Sosa e Valverde.

Nonostante i ripetuti scatti del canadese, la coppia Movistar non si è scomposta, con Sosa che si è messo a scandire il ritmo per Valverde, il quale a questo punto annusava la possibilità di ribaltare la classifica generale il giorno successivo. In vetta, quando ormai mancavano soltanto 1800 metri al traguardo, i tre avevano 50" di vantaggio su Mark Padun (EF), il più brillante tra i battuti, che un attimo dopo è stato ripreso dalla coppia Cofidis formata da Ion Izagirre e Rubén Fernández e da Igor Arrieta (Kern Pharma). Valverde non ha fatto altro che attendere la linea del traguardo per mettere in mostra il suo spunto veloce e vincere la tappa, recuperando 6" di abbuono a Michael Woods, probabilmente ingannato dalla strada in discesa che non lasciava spazio a rimonte sul rettilineo d'arrivo; ovviamente ha chiuso il podio Sosa. A 51" è stato Igor Arrieta a vincere la volata per il quarto posto davanti a Mark Padun. Poco più dietro, a 1'31", è giunto all'ottavo posto Filippo Zana (Bardiani), raggiungendo la medesima posizione anche nella classifica generale provvisoria.

L'ultima tappa a cronometro di 15.8 km ormai vedeva la lotta per il successo finale chiusa ai primi due, separati soltanto da 10". Mark Padun è stato ottimo vincitore davanti a Jesús Herrada (Cofidis) e proprio il murciano, più veloce di Michael Woods (giunto decimo) di 17", più che sufficienti per conquistare la prima edizione della corsa a tappe galiziana. Completano la top5 Ion Izagirre e il giovane canadese Derek Gee (Israel).

Per quanto concerne la classifica generale, Valverde ha dunque vinto davanti a Woods (+7"), Mark Padun (+1'49"), Rubén Fernández (+1'55") e Iván Ramiro Sosa (+1'57"), sprofondato nella cronometro finale. La stessa sorte è purtroppo toccata a Filippo Zana (undicesimo), che ha visto svanire l'ambita top10 per 22".
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