
Solo se c'è la Volta è Agosto in Portogallo
Agosto, finalmente: è il mese della Volta a Portugal e dell'arrivo al Santuário di Nossa Senhora da Graça in cima al Monte Farinha
Lo scorso anno fu anticipata per via delle olimpiadi, giunta quest'anno alla sua 86esima edizione, torna la corsa più seguita in Portogallo finalmente e nuovamente ad agosto come da tradizione; da quando seguo la Volta a Portugal lo dico e lo scrivo sempre:
C’è un film “Aquele querido mês de agosto” (Miguel Gomes, 2008), che narra, in luoghi diversi e non lineari, una storia inventata di amore e di altre relazioni tra un padre e una figlia, tra parenti e amici. Una storia ambientata nel profondo Portogallo del nord, dove gli emigranti portoghesi vengono in vacanza, per visitare la loro terra e i paesi che hanno lasciato da giovani, perché agosto in Portogallo è sinonimo di Volta a Portugal.
E c'e un finale di tappa sempre presente e decisiva, spesso si svolge quasi al termine del giro - quest'anno non sarà così, sarà la quarta prova della Volta in ordine cronologico - e che simbolicamente rappresenta la Volta a Portugal ad agosto: l'arrivo al Santuário di Nossa Senhora da Graça in cima al Monte Farinha.
La leggenda di Nossa Senhora da Graça, purgatorio in terra
Si racconta che quando per la prima volta questa salita fu inserita nel percorso della corsa a tappe portoghese, nel 1978, il vincitore della tappa, João Costa, un meccanico di 23 anni proveniente dall'Alentejo, intervistato dei giornalisti, dichiarò che voleva ritirarsi dal ciclismo, tanto era distrutto dalla fatica dell’ascesa. Da allora la leggenda di questa montagna continua ad alimentarsi e ad attrarre migliaia di tifosi lungo il percorso. La salita venne riproposta nel 1983 e vinse uno dei ciclisti simbolo di questo paese, Marco Chagas.
Siamo stati qui anche l’anno scorso e quella “domenica bestiale” del 2013 è stata forse la più bella giornata di ciclismo che abbiamo vissuto qui sulle strade portoghesi. Quest’anno ritroviamo gli stessi accampamenti, le stesse file di bottiglie di birra lungo il ciglio della strada; riconosciamo anche un gruppo di tifosi che ci avevano accolto l’anno scorso, con birra e bifanas, dei panini imbottiti con una fettina di carne di maiale marinata e poi fritta o grigliata. Anche loro si ricordano di noi, dei due italiani al seguito della Volta, e ci invitano di nuovo all'ombra del loro telone a far festa. La salita è dura, per quasi una decina di chilometri c’è da scalare questo monte solitario e brullo a forma di cono, che sembra il purgatorio dantesco.
I tifosi l’anno scorso ci avevano spiegato che una volta questa montagna era piena di vegetazione, ma poi gli incendi, molto frequenti da queste parti ad agosto, l’hanno resa spoglia ed esposta al sole e al vento. Tanto che a guardarla da lontano sembra, per la sua forma, uno strano albero di Natale, e i camper, le auto su cui riflette il sole e le tende colorate dei tifosi, seguendo la strada che la avvolge, la decorano come fosse una ghirlanda. La pendenza media della salita è del 7%, con punte del 12%. Il tempo di percorrenza per i primi è poco più di 20 minuti. Una salita dura dunque, ma non durissima. Anche se le ultime rampe, in particolare, sono ripidissime. Qui spesso arriva un uomo solo, come l’anno scorso, quando ha vinto lo spagnolo Sergio Pardilla.
Volta a Portugal 2014, quarta tappa: Boticas - Mondim de Basto (Alto Senhora da Graça)
Iniziata la tappa Boticas - Mondim de Basto (Alto Senhora da Graça) di 192,5 km, quest’anno è subito andata via una fuga di undici uomini, tra loro c'è António Carvalho che, sulle cime delle montagne da scalare prima di iniziare l’ultima salita (ce ne sono ben tre, e quella che conduce alla Barragem de Alvão è molto dura), fa incetta di punti utili alla classifica di “Re della Montagna”. Carvalho resta da solo, potrebbe fare una grande impresa, ma la benzina finisce anche per lui.

Viene ripreso e ad attaccare sull’ultima salita è, tanto per cambiare, David Belda, che dopo la vittoria di ieri sotto la pioggia torrenziale, ha la forza di scattare anche oggi, con questo sole impietoso. Ma nell’ultimo chilometro lo spagnolo paga la sua temerarietà e si pianta, rinvengono gli altri e scatta Edgar Pinto, il ventottenne portoghese che ieri era caduto, nel tragitto che, a corsa finita, dal traguardo portava agli autobus delle squadre.
Quel tratto ieri lo avevamo fatto anche noi a piedi, sotto la pioggia, e non si vedeva da qui a lì. Pinto, che stanotte ha dormito pochissimo, e che si porta dietro ancora i postumi della caduta, oggi ha sentito dolore per tutto il giorno. Ma, laddove a curarlo non sono riusciti il medico e lo spray antidolorifico, sono riuscite la salita e la trance agonistica.
Il ciclista della La Aluminios-Antarte sulle ultime rampe pedalava fortissimo, solo Gustavo Veloso, in maglia gialla, gli è rimasto aggrappato dietro, senza però trovare la forza di superarlo. E così su questa salita così attesa è arrivata anche la prima vittoria portoghese di questa Volta. Pinto primo, Veloso secondo, terzo, a otto secondi, Brandão, e via via gli altri.
Edgar Pinto è un ciclista che ha tanta classe quanta sfortuna. L’anno scorso qui sul Monte Farinha aveva sfiorato la vittoria di tappa, era giunto secondo dopo Pardilla. Per poi concludere la Volta al quarto posto in classifica generale, dopo che, nel 2011 e nel 2012 non era riuscito a terminare la corsa a tappe, per delle cadute. Cadute che, purtroppo, lo stanno rallentando anche quest’anno.
È un corridore molto amato dal pubblico, si vedono spesso tifosi con il suo nome sulla maglietta, così come striscioni e scritte sull’asfalto dedicate a lui. Pinto dopo questa vittoria ha preso il posto di Victor de La Parte, al secondo posto della classifica generale (De La Parte, il vincitore del prologo, è invece scivolato in dodicesima posizione).

Ora Veloso, che oggi è stato il più brillante dopo Pinto, ha conservato la maglia di leader e ha guadagnato sui diretti avversari; deve temere innanzitutto il portoghese, che lo insidia con soli 26 secondi di ritardo. Veloso ha dalla sua la cronometro della penultima giornata, ma ci sono altri due arrivi in salita che potrebbero favorire Edgar Pinto, il primo è domani a Santo Tirso e il secondo è quello della Torre, nella settima tappa (quella salita però è adatta anche a un passista-scalatore come Veloso, che l’anno scorso non a caso ha vinto proprio lì).
È tardata ad arrivare una vittoria portoghese, ma che sia arrivata proprio qui a Nossa Senhora da Graça ha per i tifosi un valore diverso.
Perché questo arrivo è davvero “speciale” e se dovessimo scegliere una tappa che simbolicamente rappresenta la Volta a Portugal, indicheremmo proprio questa.
(Tratto da C'era una Volta in Portogallo, Tuga Edizioni, 2016)