L'altimetria generale della Corsa Rosa 2026
Giro d'Italia

Giro d'Italia 2026 - Analisi del percorso (tutti i dettagli)

Ecco la nostra guida con tutti i segreti, i trabocchetti e i punti chiave del percorso della Corsa Rosa: quest'anno i 7 arrivi in salita sono bilanciati da una solo cronometro, lunga però 42 km

Ormai il Giro d'Italia 2026 è prossimo ad iniziare ed è giunta l'ora di vederne il percorso nel dettaglio. Abbiamo di fronte un tracciato abbastanza classico, a cui forse manca qualche guizzo in più ma offre ottimi contenuti: due rarità spiccano sulle altre, ovvero la tappa del Blockhaus da 245 km e la cronometro individuale di 42, fondamentalmente dei record per gli standard attuali dei Grandi Giri. L'assenza di un'altra crono e la brevità delle altre frazioni di montagna riducono l'entusiasmo, ma il disegno complessivo rimane interessante. Non mancano giornate di media montagna in varie salse, dalla frazione appenninica con salita dura lontana dal traguardo alla tappa tutta dentro e fuori in Liguria, passando per una frazione di muri marchigiani. In chiusura, neve permettendo, la tappa dolomitica è una perla di rara bellezza dove si può sconquassare la corsa e la successiva frazione di Piancavallo non dovrebbe narcotizzarla. Un percorso che nell'alternare momenti di estro ad altri di perplessità incarna perfettamente l'ultimo braccio di ferro tra l'ex-direttore Mauro Vegni e la cinicità dell'esigenze più pratiche di RCS Sport (per approfondire si consiglia Giro d'Italia 2026: La fine di un'era, per tutto il movimento).

Alla fine si sommano 3468 km, di cui 42 km a cronometro; le tappe in linea avranno una lunghezza media di 171.3 km (meno del solito). Alla fine ci sono 7 arrivi in salita ufficiali: 6 sono veri arrivi in quota (Blockhaus, Corno alle Scale, Pila, Carì, Piani di Pezzè, Piancavallo) mentre il settimo è quello di Fermo.

Qui di seguito trovate l'analisi del percorso, come sempre in occasione del Giro d'Italia, curata nei minimi dettagli. Nei limiti del possibile sono stati raccolti i dati di tutte le asperità anche minime che movimentano il percorso, nonché corretti eventuali errori presenti nei dati ufficiali.

 

Le tappe nel dettaglio

venerdì 8 maggio 2025 - 1a tappa: Nesebăr - Burgas (147 km)

Altimetria 1a tappa

Si parte con una frazione in linea, sicuramente per velocisti, ma non poi così scontata. Non sono certo le pur tante, ma semplici, ondulazioni che spezzano il ritmo a dover preoccupare il gruppo, quanto la costante presenza del mare al loro fianco: il tracciato non abbandona mai il litorale, percorrendo anche un lungo tratto andata e ritorno. Sul mare è pure il circuito di 22.1 km da ripetere due volte all'interno del quale è collocato il primo GPM del Giro a Cape Agalina (1.2 km al 2.2%, max 6%). Va detto che di solito il karajol, il vento che spira sulle coste bulgare, crea più problemi in inverno. Il finale è lineare e spezzato da curve piuttosto veloci che non dovrebbero ostacolare più di tanto la volata e la sua preparazione. Più importante è segnalare la pendenza presente negli ultimi 1200 metri (2% di media): la strada è quasi in vera salita nei pressi della flamme rouge, poi diventa falsopiano negli ultimi 700 metri.

 

sabato 9 maggio 2025 - 2a tappa: Burgas - Veliko Tarnovo (221 km)

Altimetria 2a tappa

La seconda tappa è una classica vera e propria, sia per la tipologia di percorso, sia per la distanza. Non è una frazione tremendamente dura, soprattutto per gli standard attuali del ciclismo, ma nella seconda metà lascia poco respiro, ancor meno di quanto l'altimetria possa far sperare. Dopo 35 km privi di salite, ma induriti da qualche falsopiano cattivo, il percorso è quasi perfettamente pianeggiante per circa 60 km. Una prima quindicina di km in falsopiano anticipano la salita del Byala Pass (7.7 km al 4.6%, max 10%) che insieme al Vratnik Pass (ignorando il fato ufficiale: 8 km di falsopiano duro, seguiti da una salita più sensibile di 5.3 km al 5.5%) consentono di valicare le montagne per dirigersi verso le colline intorno a Veliko Tarnovo. Dopo una lunga discesa inizia un tratto di avvicinamento alla salita finale, teoricamente privo di GPM, ma zeppo di salitelle (se ne contano almeno 6) che non sono durissime ma porteranno molti corridori a sfinimento e agevoleranno un po' di selezione naturale ancora prima di entrare nel vivo della corsa. A Lyaskovets, infatti, inizia la dura salita al Monastero dei Santi Pietro e Paolo (3.9 km al 6.8%), dove anche gli uomini di classifica potrebbero stuzzicarsi: dopo 500 pedalabili, inizia il tratto centrale di 2.5 km all'8.7% con punte fino al 14%, che trovandosi negli ultimi 15 km di corsa di una tappa così lunga, può fare molto male; dal monastero altri 800 metri portano al GPM in modo irregolare, offrendo il terreno per contropiedi, o ampliare il margine già conquistato sugli avversari. Da qui (10.5 km al traguardo) è quasi tutta discesa, però veloce con sole due curve, fino a poco meno di 4 km dall'arrivo; qui si entra in pianura nel centro abitato, incontrando un primo tratto in pavè prima dell'arco dei 2 km; subito dopo comincia lo strappo verso la parte alta di circa 1 km al 5.8% (max 9%), con un altro breve tratto in porfido. La strada spiana negli ultimi 900 metri verso l'arrivo, senza incontrare curve che frenino l'andatura.

 

domenica 10 maggio 2025 - 3a tappa: Plovdiv - Sofia (175 km)

Altimetria 3a tappa

La terza tappa torna a sorridere alle ruote veloci, che però avranno da soffrire. Qualunque strada si scelga tra Plovdiv e Sofia, si devono superare le montagne, perciò ecco che la tappa è nettamente spaccata in due, più o meno a ⅔ di lunghezza dal Borovets Pass. I primi 103 km sono, in un certo senso, tutti all'insù. La lenta risalita è pressoché pianeggiante per 50 km, poi si trasforma in un falsopiano sempre più cattivo. I primi tratti di salita arrivano a poco meno di 20 km dalla vetta, ma per una dozzina di km la media non supera il 3%; le pendenze si fanno più stabili negli ultimi 9.2 km che hanno una media del 5.4%, niente di trascendentale, ma comunque un terreno dove si può cercare di mettere in difficoltà i velocisti più pesanti. Ci sarà comunque terreno per rientrare, visto che il GPM si trova a 71 km dall'arrivo e la discesa termina dopo una decina. In ogni caso la strada è quasi sempre a favore fin sul traguardo, questo significa avere meno tempo di quanto si pensi per poter organizzare l'inseguimento e poi prepararsi alla volata nella capitale. I km finali sono quasi completamente rettilinei e un tratto in discesa dai -2 km alla flamme rouge renderà la volata ancora più lanciata.

 

lunedì 11 maggio - Giorno di riposo

 

martedì 12 maggio - 4a tappa: Catanzaro - Cosenza (138 km)

Altimetria 4a tappa

L'avvio all'insù è solo uno scherzetto, che oltre i 3.5 km al 4% verso Marcellinara offre lo sguardo sui successivi 70 km di pianura. Tuttavia quella che sulla carta è segnata come frazione di bassa difficoltà, propone uno scherzo ben più pesante quando si entra nelle fasi finali: Cosenza è circondata da montagne ed era inevitabile che non si potesse arrivare qui in pianura. Non si è scelta peraltro nemmeno la strada più agevole per valicare, probabilmente perché chiudere la galleria sotto la Crocetta creava problemi per il traffico. E quindi ecco la lunga ascesa a Cozzo Tunno, uno dei tanti versanti che portano appunto al passo della Crocetta, salita di circa 14.5 km al 6%, seppur senza nessun passaggio particolarmente cattivo (ufficialmente la massima è all'11%, forse un po' ottimista). Certo non si muoveranno uomini di classifica, ma per il successo di tappa la battaglia potrebbe essere interessante, nonostante nel finale si sia scelto di allungare un po' il brodo per consentire a qualche velocista di rientrare. Spezza in due la discesa (veloce, ma a tratti adatta anch'essa a far confusione) la contropendenza di Gesuiti (circa 1.2 km al 5%). Si giunge in fondovalle a poco più di 20 km dall'arrivo, pochi per organizzarsi; attenzione anche alla pendenza lieve ma sensibile verso il traguardo, abbinata alla tortuosità del tracciato: dopo vari km di falsopiano si incontra un cavalcavia a ridosso della flamme rouge, quindi con una prima curva a sinistra la strada sale per gli ultimi 900 metri (media 3%); servono altre 3 curve ad angolo retto per imboccare il rettilineo finale di 450 metri, con pendenza ancora più accentuata (3.7% di media)

 

mercoledì 13 maggio - 5a tappa: Praia a Mare - Potenza (203 km)

Altimetria 5a tappa

Se quella del giorno prima era una tappa per velocisti con tradimento, questo è un vero assaggio di alta montagna, che si corre sulle stesse strade della tappa potentina del 2022. Il percorso è nel suo complesso molto più agevole, ma la salita chiave, la Montagna Grande di Viggiano, risulta leggermente più vicina al traguardo. Pensare che qualche big voglia attaccare equivale forse a sognare, ma certo è che la classifica è ancora tutta da scrivere e non ci sarà molto margine per lasciare spazio ad attaccanti (al contrario del 2022, quando l'Etna aveva già setacciato gli uomini di classifica). Dopo una quindicina di km di falsopiano potrebbe regalare un bell'avvio di corsa la salita al Valico di Prestieri: in tutto sono circa 13.5 km al 5% (qualcosa più del dato ufficiale), ma i primi 7 km sono piuttosto cattivi (media poco sotto il 7%, ufficialmente max 9%, ma forse qualcosa in più). Segue la salita del Bosco Difesa (circa 7.5 km al 3.7%), dopo la quale di rimane in fondovalle per 90 km, con il ritmo spezzato dalla salitella al traguardo volante di Francavilla in Sinni (2.5 km al 3%), lievi ondulazioni e la salita verso la Diga del Pertusillo (circa 3 km al 4%). La fase calda della tappa è aperta dalla salita verso il centro di Viggiano (5.5 km al 5.5%) preambolo alla durissima ascesa alla Montagna Grande che segue appena 3 km dopo: 6.6 km al 9.1%, ma piuttosto irregolari, con punte fino al 15%. In vetta mancano 49 km all'arrivo, mai pianeggianti: una finta discesa tortuosa e zeppa di contropendenze porta a Pierfaone, dove si inizia a salire verso la Sellata: una prima salita a gradoni di circa 3 km al 3.5% è seguita da altri 3 km di discesa, quindi inizia un ultimo tratto di salita di circa 8 km (media 2.5%) composto da un primo segmento di 2 km al 5% e 6 km ondulati sul crinale. Proprio su una delle contropendenze di questa fase è posto il Red Bull KM. Arrivati in vetta inizia una discesa di quasi 20 km (tecnica nei primi 13) con cui si arriva alle porte di Potenza. La salita verso il centro città - 2.3 km al 5.8% (ma un passaggio molto ripido all'inizio, max 15%) - è la stessa del 2021, ma il finale è diverso: si scollina a soli 4.4 km dall'arrivo e dopo 2 km abbondanti di discesa si incontra un primo zampellotto (300 metri al 5%); dopo un'altra breve discesa, sono ancora in lieve salita gli ultimi 1700 metri (media 2.5%, max 5%).

 

giovedì 14 maggio - 6a tappa: Paestum - Napoli (141 km)

Altimetria 6a tappa

Unica volata propriamente detta di queste prime tappe italiane. Fondamentalmente l'unica difficoltà presente in tutta la frazione è la facile ascesa che consente di valicare a Cava de' Tirreni (7.1 km al 2.7%; ultimi 2.5 km al 4.5%, max 8%) i rilievi della penisola sorrentina. Dunque nei fatti è una comunissima tappa per velocisti, soprattutto adesso che è stata privata del circuito finale mosso. Va però segnalato anche che il traguardo è stato spostato in Piazza del Plebiscito: questo significa che a 700 metri dal traguardo si incontra una curva a sinistra dove inizia la rampa verso la Piazza di circa 500 metri al 4% in basolato con anche un secco tornante a destra a 400 metri dal traguardo. Sarà una volata che richiederà grande potenza per rilanciarsi a bassa velocità sul basolato in pendenza: negli ultimi metri la strada spiana, ma la pietra resta fin sul traguardo.

 

venerdì 15 maggio - 7a tappa: Formia - Blockhaus (244 km)

Altimetria 7a tappa

Tappa che sa di antico, tanto per le strade percorse, quanto per il chilometraggio. Sia chiaro: che possa essere una tappa in cui si pisola fino agli ultimi 15 km è più che verosimile, ma sul piano di cosa è il ciclismo su strada, una tappa di simile chilometraggio è sempre ben accolta. In avvio si sale per 8 km (media 3.3%, max 10%) fino alla Cantoniera di Itri. Quindi si torna sul mare per costeggiarlo - con alcune sensibili ondulazioni tra Sperlogna e Gaeta - ritransitando da Formia. Quello che sembra un avvio pianeggiante è spezzato dalla salita tra Ausonia e Sant'Antonio (circa 5 km al 3%) e da una serie di ondulazioni che sull'altimetria si intuiscono appena (ma su strada rompono le balle). Si entra in montagna valicando la Nunziata Lunga in galleria (4.5 km al 4.4%), seguita abbastanza presto dalla prima salita a Rionero Sannitico, che si raggiunge dalla strada a scorrimento veloce (13.5 km al 4.8%), e dalla classica ascesa a Roccaraso dalla strada vecchia (6.9 km al 6.5%, max 12%). Da qui ci si dirige direttamente verso Roccamorice, valicando la Forchetta (qui detta Serra Malvone, 1.7 km all'8.1%) e poi il Passo San Leonardo (10 km divisi in 4 km al 5% e 1.8 km al 4%). Dopo quasi 20 km di discesa, un paio di salitelle anticipano l'impennata finale verso il Blockhaus di 13.6 km all'8.4% con il tratto centrale di circa 10 km in doppia cifra (max 14%).

 

sabato 16 maggio - 8a tappa: Chieti - Fermo (156 km)

Altimetria 8a tappa

Tappa di muri in versione soft che comunque può regalare spettacolo. Tranne alcune lievi ondulazioni in avvio, i primi 100 km scarsi sono sostanzialmente pianeggianti. A Cupra Marittima si sale nell'entroterra fino a Montefiore d'Aso (10 km al 3.7%, max 9%; la massima ufficiale del 12% appare eccessiva) e Monterubbiano (4.7 km al 5.8%, max 9; stesso discorso della salita precedente), prima di raggiungere Fermo: qui in successione si sale a Rione Murato (3.3 km al 4.9%) e a Tirassegno, il primo vero muro di 700 metri all'11%, con punte al 20%, a 24 km dall'arrivo, dove peraltro è collocato anche il Red Bull KM. Si incontra adesso una fase più agevole di 14 km per arrivare a Lido di Fermo, dove inizia la salita a Capodarco, la stessa dello storico GP U23, di 2.6 km al 6.3%, con il breve muro al 18% nel finale. Subito a seguire si raggiunge Fermo dal terribile muro del Calderaro (800 mt al 14.3%, max 22%). Dopo altri 400 metri di salita pedalabile si percorre 1 km pressoché pianeggiante, prima degli ultimi 1400 metri di salita (media 6%, max 10%) con alcuni metri in lastricato.

 

domenica 17 maggio - 9a tappa: Cervia - Corno alle Scale (184 km)

Altimetria 9a tappa

La prima settimana si chiude con un secondo arrivo in salita, stavolta praticamente unipuerto. Il lungo attraversamento della Romagna fino alle porte di Bologna è completamente pianeggiante. Si vira verso l'Appennino a San Lazzero di Savena per affrontare più avanti la salita del Monte della Capanna (3.4 km al 5.3%, max 11%) seguita da ripida discesa. Niente di rilevante visto che servono altri 40 km di fondovalle prima di arrivare ai piedi della salita finale, divisa fra la prima ascesa di Querciola (11.3 km al 4.3%, ma con muro centrale a Gaggio Montano di 1.5 km al 9.6%, max 15%) e dalla salita vera e propria che inizia subito dopo di 12.8 km al 6.1% fino a Corno alle Scale (formalmente l'imbocco è stato collocato 2 km più avanti, dopo il Red Bull KM). Anche in questo caso, falsopiani e brevi discese alterano molto il valore della pendenza media: sono gli ultimi 5.5 km a rimanere stabilmente impegnativi (media 8.5%), impennando soprattutto dai -3 km alla flamme rouge (max 15%).

 

lunedì 18 maggio - Giorno di riposo

 

martedì 19 maggio - 10a tappa: Viareggio - Massa (Cronometro individuale - 42 km)

Altimetria 10a tappa

Giornata campale del Giro: se è vero che nell'insieme non è un Giro particolarmente equilibrato, è pur vero che una cronometro completamente pianeggiante di 42 km è un elemento di forte rottura, un tipo di prova su cui gli attuali uomini di classifica non si sono praticamente mai cimentati. La prova sarà per specialisti puri, visto che oltre ad essere liscia come la lama di un rasoio, sarà composta di lunghissimi rettilinei: una quindicina di curve complica i 15 km, poi si resta sul lungo mare per quasi 20 km senza incontrare un ostacolo; negli ultimi 6 km soltanto 3 curve ed un'inversione in cima ad un tratto di leggerissima salita spezzano il ritmo di una prova in cui si possono scavare ampi distacchi. Attenzione, ovviamente, anche al vento.

 

mercoledì 20 maggio - 11a tappa: Porcari - Chiavari (195 km)

Altimetria 11a tappa

Frazione molto nervosa, dove anche i big dovranno ugualmente tenere gli occhi aperti, soprattutto al netto delle modifiche sopraggiunte sul Garibaldi. I primi 80 km sono fondamentalmente pianeggianti, spezzati solo dal falsopiano con cui si risale la Val Freddana fino alla lieve ascesa di Montemagno (3 km al 2.8%). Dopo Sarzana inaugura il toboga la salita di Arcola e Baccano (2.3 km al 5.6%; primi 1.1 km all'8.2%, max 13%) con discesa stretta e tecnica. È solo un antipasto, seguito dal più semplice attraversamento di La Spezia (8 km pianeggianti), che precede l'intensa seconda metà di corsa. Dopo un primo tratto di lieve ascesa, si incontra La Foce (2.6 km al 6.8%, max 10%), subito seguita dalla salita di Trezzo (2 km al 7.2%, max 11%) e dal Passo del Termine (7.4 km al 5%, max 10%). Una discesa ripida e molto tecnica piomba su Levanto prima di salire l'asperità più esigente, il Valico Guaitarola (9.9 km al 6.2%, max 11%). In vetta si incontrano 6.5 km in altopiano di cui gli ultimi 2.5 in lieve ascesa (media 1.8%) fino al Passo del Bracco. Inizia quindi un'altra discesa molto insidiosa fino a Sestri Lavante, dove mancheranno ancora 37 km all'arrivo. Si incontra abbastanza presto la Colle dei Scioli, forse la salita più dura del giorno: dopo 3 km di falsopiano si arriva all'imbocco formale, dopo il quale altri 1300 metri sono ancora agevoli (media 1.5%); ignorando il dato ufficiale quindi sono circa 4.5 km all'8.2% di salita, con gli ultimi 2 km quasi interamente in doppia cifra (max 15%). Si scollina a 28 km dall'arrivo, entrando in una discesa ripida e molto tecnica di 3 km; dopo 7 km molto veloci (media -1.8%) si imbocca subito la salita di Cogorno: 4.3 km al 7.1% che procedono a gradoni (max 13%) in vetta ai quali è posto anche il Red Bull KM. Altra discesa altamente tecnica di 6 km su Lavagna, dove rimangono 6.4 km per andare all'arrivo: dopo 1400 metri pianeggianti si incontra un ultimo dislivello di 1.2 km al 4.1% (max 7%) fino a Piazzale Rocca riducendo ad appena 2700 metri il tratto pianeggiante conclusivo.

 

giovedì 21 maggio - 12a tappa: Imperia - Novi Ligure (175 km)

Altimetria 12a tappa

Frazione per velocisti, ma tutta da interpretare, non solo per l'attraversamento dell'Appennino. L'avvio in salita non deve spaventare: dopo 10 km di fondovalle a salire, bastano 3 km al 5.1% per raggiungere la galleria che supera più in basso il Colle San Bartolomeo. Dopo 25 km di fondovalle a favore si raggiunge Albenga e da qui si resta lungo mare fino ad Albissola. È la seconda metà di gara ad offrire qualche spunto, a partire dal pur semplice Colle del Giovo (11.5 km al 4.2%, max 10%); le cose si fanno più interessanti quando si capisce che senza incontrare una vera discesa, si raggiunge Sassello (500 mt al 4%) e si imbocca presto la salita a Bric Berton (5.5 km al 6%, con rampa di 1 km al 9% vicino alla vetta) che a qualche velocista può risultare indigesta. I 54 km che dalla vetta mancano per arrivare a Novi Ligure teoricamente lasciano aperta la possibilità di rientrare, ma il percorso nervoso complica le cose. Innanzitutto in vetta la strada resta a lungo sul crinale, incontrando prima della discesa almeno altri due tratti di vera salita; poi appunto arriva la discesa con alcuni tratti tecnici. Un tratto di 18 km in fondovalle è l'unico realmente semplice che favorisce l'inseguimento, perché giunti a Capriata d'Orba si sale in paese (1.4 km al 5.7%, con muretto iniziale di 800 metri, max 15%), dove è posto anche il Red Bull KM; questa è la prima pendenza di un tratto costantemente ondulato: si segnalano strappi a Giora (500 metri al 6%), Francavilla Bisio (due brevi rampe di 200 e 300 metri) e Pasturana (500 metri all'8%). Quest'ultimo trovandosi ad appena 7.5 km dal traguardo può comunque essere fonte di ulteriore confusione, soprattutto se la fuga arrivasse a giocarsi il successo. Sarà quasi tutta pianura, eccetto una breve discesa per entrare nel centro di Novi Ligure, fino al traguardo, posto dopo un unico rettilineo di quasi 4 km in lieve pendenza (media 1%; ultimi 700 metri al 2.3%).

 

venerdì 22 maggio - 13a tappa: Alessandria - Verbania (189 km)

Altimetria 13a tappa

Frazione più semplice da interpretare, ma decisamente più complicata nel finale. Le leggerissime ondulazioni dei primi 40 km nel Monferrato non spaventano nessuno e i successivi 120 sono di fatto un lungo tratto pianeggiante, spezzato dalla discesa che picchia su Arona. Qui i motori inizieranno a scaldarsi, perché costeggiando il Lago Maggiore, pur restando in pianura, il tracciato meno lineare combinato all'attesa delle salite più importanti faranno crescere la tensione. La prima rampa verso Bieno (2.4 km al 5.5%, max 9%) non spaventa molto, ma sarà importante nel determinare la posizione di ingresso sull'ascesa conclusiva di Ungiasca (4.7 km al 7.1%), più arcigna ma anche più stretta: dopo un primo tratto di 500 metri di salita, si incontra quasi 1 km di falsopiano prima del tratto più duro con punte fino al 13%. 1300 metri di falsopiano precedono la discesa, piuttosto complicata, che termina a soli 6.5 km dall'arrivo. Qualche curva anima il finale pressoché pianeggiante e agevola gli attaccanti nel scomparire dalla vista degli inseguitori.

 

sabato 23 maggio - 14a tappa: Aosta - Pila (133 km)

Altimetria 14a tappa

Prima frazione da 5 stelle di difficoltà, anche se in verità non tremendamente dura, tanto per il chilometraggio ridotto quanto per l'assenza di ascese veramente impegnative. Si parte praticamente subito in salita con i 18 km al 5.9% verso Saint-Barthélémy (formalmente inizia più avanti, ascesa in verità molto irregolare, che include sia tratti di lieve discesa che rampe fino al 13%. Una discesa lunga ed insidiosa porta a Nus, dopo la quale il gruppo può respirare per 10 km scarsi, prima di salire in Valpelline, con un primo tratto di 3.5 km al 5.5% fino a Closellinaz, un secondo di 1.5 km al 5% fino a Roisan, quinda l'ascesa al GPM di Doues di 5.8 km al 6.4% (ultimi 3 km all'8.3%, max 13%). La successiva discesa, spezzata da alcuni tratti da pedalare, porta all'imbocco del tratto determinante della corsa, con pendenze leggermente più cattive alla giusta distanza dal traguardo per tentare i primi assalti: l'accoppiata delle salite a Lin Noir (7.4 km al 7.9%, max 12%) e Verrogne (5.6 km al 6.9%, max 12%) separate da 4 km di falsopiano a scendere. Si scollina a 41 km dall'arrivo, di cui 15 sono di discesa tecnica, ottima per ampliare il distacco (o accorciarlo, in base alla necessità). Soltanto 9 km separano la discesa dalla successiva salita, peraltro non pianeggianti, ma mossi e con alcuni tratti di vera discesa che accorciano le distanze. A incutere un po' di paura e suggerire di attendere il finale ci pensa però un'ascesa finale molto lunga, certo non ripidissima, di 16.5 km al 7.1%: dopo 2 km pedalabili le pendenze si fanno cattive e costanti; leggermente più duri il primo tratto e gli ultimi 5 km, dove si incontrano brevi passaggi in doppia cifra (max 11%). Come spesso succede, se uno scalatore fosse in netto ritardo per la cronometro ed altri intoppi, allora niente vieta di attaccare prima, magari appoggiandosi a un compagno in avanscoperta; con una classifica corta la salita finale basta ad un testa a testa per capire se la sfida è equilibrata o qualcuno è in grado di sbaragliare la concorrenza.

 

domenica 24 maggio - 15a tappa: Voghera - Milano (157 km)

Altimetria 15a tappa

La seconda settimana si chiude con il biliardo di questo Giro d'Italia. Poco da dire su una frazione che finalmente accontenterà i velocisti puri in tutto e per tutto. Il circuito finale di 16.3 km si percorre interamente per 4 volte: leggermente tortuosa la prima parte del circuito, poi si sta a lungo sui viali di circonvallazione per entrare in Corso Venezia (rettilineo finale) a 2 km dall'arrivo.

 

lunedì 25 maggio - Giorno di riposo

 

martedì 26 maggio - 16a tappa: Bellinzona - Carì (113 km)

Altimetria 16a tappa

Come di consueto l'ultima settimana inizia con una frazione di montagna, anche se le divergenze tra RCS e comitato organizzatore hanno portato ad un disegno piuttosto blando. Non si può dire che sia un unipuerto, ma certo il circuito in Val di Blenio non basta a cambiare il canovaccio, perciò la salita finale di Carì rimarrà il punto focale. Dopo una quindicina di km pianeggianti fino a Biasca, la strada comincia a salire dolcemente per poi inasprirsi verso il GPM di Torre (4.7 km al 5.5%, max 10%), di fatto primo troncone della salita verso il Lucomagno; poco dopo però si abbandona la scalata per tornare indietro e imboccare la salita breve ma cattiva verso Leontica (3 km all'8.5%, max 14%). Con una discesa abbastanza tecnica di 5.5 km si torna in fondovalle, per iniziare la seconda tornata e ripetere le due ascese. Al secondo passaggio invece si torna a Biasca in lieve discesa. A questo punto rimangono 30 km tutti in ascesa, inizialmente di facile falsopiano. Già a Giornico si incontra un segmento di salita vera (6 km al 3.9% ma irregolari, max 10%), quindi altri due strappi di circa 1 km (max 10%) prima di arrivare a Faido, dove inizia ufficialmente la salita finale, con le gambe però già molto appesantite: a Carì si arriva con 11.6 km all'8% di media, divisi in un primo troncone abbastanza regolare di 7.8 km all'8.3% e un secondo di 3.4 km all'8.3%, con il tratto più duro (max 12%) proprio nell'ultimo km.

 

mercoledì 27 maggio - 17a tappa: Cassano d'Adda - Andalo (200 km)

Altimetria 17a tappa

Tappa in montagna, ma senza montagne, quasi sicuramente destinata ad una lotta tra fugaioli; in ogni caso è una frazione lunga e dispendiosa che avrà un suo ruolo nell'accumulo di fatica nell'ultima settimana. Dopo oltre 50 km di pianura, comincia la prima salita, la più dura, al Passo dei Tre Termini (8.2 km al 5.9%, max 10%), presto seguita dalla Cocca di Lodrino (8.2 km al 4%, max 10%). Scesi in Valsabbia, inizia un tratto transitorio a fianco del Lago d'Idro e risalendo la Valle del Chiese che resta quasi pianeggiante (con lievi ondulazioni) per quasi 40 km. Inizia adesso una serie di salite mai veramente dure, ma una in fila all'altra, che può regolare spettacolo almeno per il successo di tappa. Inaugura la collezione la Sella di Bondo (4.8 km al 5%, max 9%, fino a Roncone, poi falsopiano), seguita dal tratto a gradoni verso Stenico (in tutto 10.5 km al 2.3%, tratto finale fino a Sclemo di quasi 2 km al 5.5%). A questo punto inizia la salita alla Paganella, con il primo tratto di 3 km al 6.3% (max 9%) attraverso Dorsino e San Lorenzo, quindi 9 km di pianura e falsopiano a fianco dei laghi di Nembia e Molveno, prima dell'ultimo tratto verso Andalo (senza passare dal traguardo) di 8.3 km al 3.6% (max 8%). Discesa ripida su Cavedago, prima di valicare la Sella di Andalo (2.5 km al 6.2%, max 8%) a 1500 metri dall'arrivo (pressoché pianeggianti).

 

giovedì 28 maggio - 18a tappa: Fai della Paganella - Pieve di Soligo (171 km)

Altimetria 18a tappa

Tappa tutto sommato non molto diversa dalla precedente, ma ufficialmente per velocisti. Le salite sono meno e più brevi, tuttavia forse non meno influenti. Si scende da Fai nella Piana Rotaliana in trasferimento, per dare il via ufficiale alle porte di Mezzolombardo. Da qui 20 km scarsi di pianura conducono a Trento, dove inizia la salita alla Tagliata di Civezzano (5.2 km al 5.9%, primo km al 9.5%), seguita da quelle a Madrano (2.6 km al 5.1%) e alla Sella di Vignola (2.1 km al 4.5%). Si scende tutta la Valsugana con poche ondulazioni fino a Primolano, dove si salgono le Scale, fino al GPM di Fastro (ignorando il dato ufficiale, 2.4 km al 5.6%, max 8%). Con una trentina di km di nuovo lineari ai arriva al finale movimentato, aperto dalla salitella in centro a Quero (1.6 km al 5.6%, max 10%), poi seguita da quelle di San Vito (1.2 km al 4.2%), San Pietro di Barbozza (2 km al 5.1%, max 11%) e Combai (2 km al 5.3%, max 9%). Dopo la discesa su Folina si respira di nuovo per una manciata di km, fino alla lieve pendenza di Fratta (1.2 km al 3.6%) che si presta al Red Bull KM; dopo un'altra discesa si imbocca il temibile Muro di Ca' del Poggio (1.1 km al 12.2%, max 18%) che termina a soli 9.3 km dall'arrivo. Una contropendenza di 400 metri al 7% e un altro zampellotto di 200 metri a Refrontolo sono gli ultimi trampolini di lancio a 6 km dall'arrivo.

 

venerdì 29 maggio - 19a tappa: Feltre - Piani di Pezzè (151 km)

Altimetria 19a tappa

Da un punto di vista relativo è il tappone dolomitico del Giro d'Italia 2026, anche se in valore assoluto la distanza rende complicato chiamarlo tappone in senso proprio. Questo non toglie che sia una delle tappe meglio disegnate mai viste in un Grande Giro e che potrebbe risultare ulteriormente valorizzata in un percorso non tremendo, nel quale peraltro il doppio Piancavallo all'indomani non dovrebbe spaventare nessuno. Di 6 GPM, almeno 4 sono prevalentemente in doppia cifra e il tratto di fondovalle più lungo sono i miseri 4.4 km che precedono l'ascesa finale; il doppio passaggio a oltre 2000 metri (ma nemmeno così in alto da far paura per eventuali chiusure) completa il capolavoro. La partenza è praticamente già in salita, inizialmente in falsopiano, poi più impegnativa per raggiungere Cesiomaggiore (4 km al 3.3% irregolari, max 9%), seguita da quelle molto blande a San Gregorio nelle Alpi (5 km al 2.7%, max 7%) e Sospirolo (3 km al 2.9%, max 8%). Iniziano quindi gli oltre 20 km di risalita del fondovalle fino ad Agordo, dove si entra nel vivo con il Passo Duran (12.1 km all'8.2%, tratto di 5.5 km al 9.9%, max 14%). Discesa tecnica di 8 km e subito la strada si impenna per Coi (5.8 km al 9.7%, max 19%), di fatto il primo troncone della salita a Forcella Staulanza, su cui si rientra dopo 2 km di discesa tecnica per salire ulteriormente di 6.3 km al 6.7% (max 10%). Altra discesa, stavolta più pedalabile e lineare, prima di imboccare l'ascesa più importante, nonché Cima Coppi: il Passo Giau, di 9.9 km al 9.3% di media, che non molla quasi mai ma offre di tanto in tanto qualche rinforzo (max 14%). Terminando a 49.4 km dall'arrivo è nel posto perfetto per invitare ad attacchi da lontano. Dopo una discesa di 10 km, ancora una volta tecnica, la successiva salita a Passo Falzarego (10.1 km al 5.6%, falsati in verità da oltre 2 km di falsopiano; max 10%) è la classica asperità un po' più pedalabile dove se il colpo va a buon fine i distacchi possono crescere a dismisura. A questo punto si chiude un capitolo e la successiva discesa di 20 km, a tratti insidiosa, ma meno delle precedenti, insieme al breve tratto pianeggiante verso Alleghe rimescolerà le carte prima di dare tutto sull'ultima ascesa, ripida ma breve e per questo non troppo spaventosa agli occhi di chi avrà bisogno di attaccare sul Giau: per arrivare ai Piani di Pezzè servono in tutto 5 km al 9.6%, ma qualche tratto di respiro fa salire la massima al 15%.

 

sabato 30 maggio - 20a tappa: Gemona del Friuli - Piancavallo (200 km)

Altimetria 20a tappa

Frazione potenzialmente decisiva, dove c'è ancora spazio per inventarsi qualcosa, anche se è necessario un po' di coraggio. I primi 60 km arzigogolati intorno alla partenza servono a toccare tutte le località colpite dal terremoto del 1976, ma al tempo stesso sono più insidiosi di quanto sembrino, con alcuni tratti piuttosto tortuosi ed ondulati. Prime vere difficoltà sono lo strappo verso Susans (1.2 km al 6%, max 10%) e quello ancora più arcigno verso Forgaria nel Friuli (1.3 km al 7.7%, max 14%), antipasto alla salita di Clauzetto (6.9 km al 5.7%, max 9%). Dopo 5 km di discesa tecnica, inizia un tratto transitorio di circa 40 km prevalentemente pianeggiante, con cui si arriva ai piedi della prima ascesa a Piancavallo: in tutto sono 14.5 km al 7.8%, ma il tratto iniziale è il più ripido, visto che dopo 1.5 km si incontrano già le prime rampe in doppia cifra, che proseguono nei successivi 4.5 km (media 9.9%, max 14%); un ultimo tratto in doppia cifra a 6.5 km dall'arrivo precede pendenze più dolci (6/7%) alternate ad un paio di falsopiani. Il primo passaggio avviene a 52.7 km dall'arrivo, non pochissimi, ma meno di quanto sembrino. Dopo 14 km di discesa tecnica si entra nel fondovalle, 24 km sfavorevoli agli attaccanti, ma quasi tutti in lieve discesa e per questo passeranno molto più in fretta del normale. Quindi si sale di nuovo al traguardo, per l'ultima sfida in salita di questo Giro.

 

domenica 31 maggio - 21a tappa: Roma - Roma (131 km)

Altimetria 21a tappa

Il via ufficiale della kermesse finale viene dato dall'EUR, per poi percorrere andata e ritorno Via Cristoforo Colombo per raggiungere il Lido di Ostia. Si entra nel circuito finale all'altezza delle Terme di Caracalla, per poi affrontare 8 giri completi di 9.5 km. È previsto lo stesso tracciato dello scorso anno, con il circuito già collaudato più volte e il traguardo nei pressi del Circo Massimo: si percorre un anello intorno alle Terme di Caracalla (con un tratto in lieve ascesa), per poi immettersi su via San Gregorio; dopo aver fiancheggiato il Colosseo e percorso i Fori Imperiali, si raggiunge il Lungotevere, che si percorre verso sud fino al Circo Massimo, dove è posto l'arrivo in lieve ascesa (5% negli ultimi 300 metri). Da ricordare anche che ad ogni giro si affronteranno nel complesso 1000 mt di sampietrini.

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Francesco Dani
Volevo fare lo scalatore ma non mi è riuscito; adesso oscillo tra il volante di un'ammiraglia, la redazione di questa testata, e le aule del Dipartimento di Beni Culturali a Siena, tenendo nel cuore sogni di anarchia.