Niamh Fisher-Black vince a Xorret de Catí © Setmana Valenciana
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Sarà l'anno dei Fisher-Black? Niamh vince alla Valenciana

Successo per la scalatrice neozelandese a Xorret de Catí. Gaia Realini resiste in salita ma paga in discesa ed è seconda. Marlen Reusser difende il primo posto in classifica

17.02.2024 18:50

Ieri magnificavamo i numeri della SD Worx-Protime dopo la vittoria di Marlen Reusser a La Vall d'Uixó, ma abbiamo dimenticato di ricordare che tali numeri necessitano di costante aggiornamento, praticamente quotidiano. E infatti oggi è stato il turno di Niamh Fisher-Black conquistare il successo alla Setmana Valenciana, a ricordare quanto la rosa del sodalizio neerlandese sia profonda e in grado di colpire su tutti i terreni.

La 23enne scalatrice neozelandese, una delle promesse del ciclismo femminile chiamata quest'anno a un salto di qualità, si è imposta a Xorret de Catí ai danni di un'altra grande speranza (già in parte realizzatasi nel 2023) del ciclodonne, quella Gaia Realini che quando la strada sale è sempre in prima linea, epperò sconta qualche limite in discesa, fatto che a volte le pregiudica bei risultati. Tipo oggi, quando dopo essersi svenata per resistere a Fisher-Black sul durissimo Puerto de Xorret de Catí, ha dovuto abbandonare ogni velleità nei tre chilometri di picchiata verso il traguardo. L'abruzzese non è ai livelli di una Mara Abbott (che in ciò fu leggendaria), ma certo dovrà migliorare nel fondamentale se non vorrà sprecare grandi occasioni in futuro. Di sicuro ha tempo per lavorare sulla guida in discesa.

Se Niamh Fisher-Black (sorella di quel Finn che domenica scorsa ha timbrato al Tour of Oman: sarà il loro anno?) ha vinto, la sua compagna Marlen Reusser è riuscita nell'impresa di salvare la maglia arancione di leader della corsa, conquistata ieri e difesa oggi parando i colpi di Kasia Niewiadoma (che però forse avrebbe potuto gestirsi meglio nel complesso) e della stessa Niamh. Domani sulla carta l'impegno sarà più agevole per l'elvetica, che non troverà pendenze assassine vicino al traguardo e potrà certo contare sul supporto della squadra per controllare tutto ciò che andrà controllato. Ugualmente dovrà tenere però cento occhi aperti, perché il margine che ha in classifica su Niewiadoma è davvero risicato.

Setmana Valenciana 2024, la cronaca della terza tappa

Tappa clou della Setmana Valenciana 2024, la terza, da Alicante a Xorret de Catí attraverso 129 km e variegate difficoltà altimetriche. Svolgimento alquanto lineare, la frazione non ha nemmeno visto attivarsi fughe della prima ora, e il gruppo si è limitato a procedere compatto dietro alla DSM-Firmenich PostNL fino al Puerto del Collao, terza categoria svettante ai -85 e vinto da Olha Kulynych (Fenix-Deceuninck) su Elise Chabbey (Canyon//SRAM Racing) e Mischa Bredewold (SD Worx-Protime).

Ai -65, all'inizio della successiva salita, il lungo benché abbordabile Puerto de la Carrasqueta (11 km al 4.6% molto regolari), è partita dal gruppo Jessenia Meneses (Laboral Kutxa-Fundación Euskadi); un paio di chilometri più avanti son rientrate su di lei Maud Oudeman (Visma-Lease a Bike) e Antonia Niedermaier (Canyon//SRAM Racing), quindi a stretto giro sono arrivate Amanda Spratt (Lidl-Trek), le già citate Kulynych e Bredewold, Magdeleine Vallières (EF Education-Cannondale), Amber Kraak (FDJ-Suez) e Caroline Andersson (Liv AlUla Jayco).

Oudeman e Vallières in particolare hanno rilanciato l'andatura permettendo all'azione di prendere un minimo di consistenza. Dietro era sempre la DSM di Juliette Labous a controllare. Lungo la salita proprio l'iniziatrice della fuga, Meneses, ha perso contatto dalle altre, quindi ai -54.5 Kulynych ha vinto anche il secondo Gpm di giornata (1a categoria, questo) davanti a Niedermaier e Oudeman, e ha così preso la testa provvisoria della classifica delle scalatrici (16 punti contro gli 11 di Chabbey).

Il gruppo è transitato a 40", e le distanze non sono cambiate troppo per un po' di chilometri: al massimo le 8 battistrada hanno avuto un minutino (ai -40), e la DSM dietro ha continuato a tenere il guinzaglio corto. Kulynych è passata per prima anche sul Gpm di 3a categoria del Puerto de Canalís de Onil ai -23 (altri 4 punti per lei), dopodiché quel che doveva compiersi si è compiuto, e la fuga è stata annullata a 6.5 km dalla fine, quando il decisivo Puerto de Xorret de Catí era stato approcciato da un chilometrino e alla vetta ne mancavano 3.

Sul Puerto de Xorret de Catí l'attacco di Fisher-Black (e Realini)

Marlen Reusser è sempre in maglia arancione © SD Worx-Protime - GettySport
Marlen Reusser è sempre in maglia arancione © SD Worx-Protime - GettySport

A questo punto la leader della generale Marlen Reusser (SD Worx) si è messa a fare lei in prima persona un ritmo che non le risultasse indigesto e che comunque impedisse facili cambi di ritmo alle avversarie. La svizzera giocava in difesa ma nonostante ciò il suo passo ha frantumato il gruppo, lasciando davanti una quindicina di atlete, non di più.

Ma non a tutte andava bene la situazione, sicché ai -5.5 ci ha pensato Katarzyna Niewiadoma (Canyon) a forzare, riuscendo a prendere un minimo margine. Sulle rampe più dure della salita è stata sfida metro a metro, e ai -5 su Kasia sono rientrate Niamh Fisher-Black (SD Worx), Gaia Realini (Lidl) e la stessa Reusser. Le due piccolette erano però troppo più adatte delle altre sull'impossibile tratto al 15%, sicché Niamh e Gaia hanno staccato Marlen e Kasia, poi la neozelandese ha allungato anche sull'italiana mentre più indietro Reusser procedeva a zig-zag, riuscendo ugualmente a tenersi dietro Niewiadoma. Grande assente in tutto ciò, Juliette Labous, capitana della squadra che aveva lavorato tutto il dì.

Realini si è gestita comunque bene, non ha mai perso contatto in maniera irrimediabile dall'avversaria e a più riprese si è rifatta sotto, anche se Niamh ne aveva evidentemente di più e ogni volta con una nuova strappata riusciva a ricacciare indietro l'abruzzese. A 300 metri dallo scollinamento, ad ogni buon conto, Gaia è rientrata definitivamente, incollandosi alla ruota dell'altra.

Il problema per la 22enne nata a Pescara sono stati i 3 km di discesa fino all'arrivo: è lì che ha irrimediabilmente perso le ruote di Fisher-Black, che è andata così a vincere in solitaria con 13" su Realini. Sulla picchiata Niewiadoma è rinvenuta bene, chiudendo terza a 23", e Reusser si è fatta superare anche da Labous, che ha chiuso in crescendo la salita e poi si è piazzata quarta a 41" dalla vincitrice. Marlen si è dovuta accontentare del quinto posto a 50" dalla compagna di squadra, ma si è ampiamente consolata salvando la leadership.

Nella generale infatti l'elvetica guida ancora con 8" su Niewiadoma, 12" su Fisher-Black, 25" su Labous e 37" su Realini. Scivolata in sesta posizione a 50" Marianne Vos (Visma), che al traguardo ha pagato 1'13". Domani la Setmana Valenciana 2024 si chiude con la quarta tappa, la Sagunt-Valencia di 118 km con in particolare il Puerto de l'Oronet da scalare per quasi sei chilometri fino al Gpm posto a 32 km dalla conclusione. Tale scalata non prevede pendenze impossibili, ma ugualmente potrà fungere da trampolino per qualche tentativo di assalto last minute alla diligenza SD Worx.

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