
Gery al Girò, Longo Borghini mattatrice, Van der Breggen trema
Elisa all'attacco in discesa, vince in fuga la giovanissima francese. Caduta per la maglia rosa che però salva la pellaccia. Domani il Finestre
Elisa Longo Borghini non conosce giornate interlocutorie: ogni numero attaccato alla maglia può significare fantasia, azione, cavalli motore e vento nel vento, poi non sempre - vedi oggi - la vittoria arriva, e non sempre - arivedi oggi - arrivano sostanziali guadagni in classifica, ma vuoi mettere il divertimento di essere quel che si è?
La splendida ossolana ha movimentato da par suo il finale di una tappa, la terz'ultima del Giro Women, che sarebbe altrimenti scorsa abbastanza innocua (al netto di una caduta che ha coinvolto tra le altre la maglia rosa Van der Breggen: hai detto niente!). La vittoria se l'è presa una giovanissima promessa, la francese Célia Gery, che in gruppo già si muove da veterana, in primavera ha conquistato due belle classichette (Freccia del Brabante e GP di Chambéry) e oggi si è presa il lusso di infilarsi nel supplemento di fuga che ha deciso la tappa, restando passiva mentre affilava le unghie che le avrebbero permesso di scorticare (sportivamente parlando… facciamo “sporticare”?) una certa Lucinda Brand.
Degna di nota la giornata di Chantal Pegolo, anche lei giovanissima promessa (19 anni), medagliata a Mondiali ed Europei juniores nel 2025, e bravissima oggi a conquistare il podio di tappa, risultato tutt'altro che scontato per la rappresentante della Isolmant.
Giro d'Italia Women 2026, la cronaca della settima tappa
Sorbolo Mezzani-Salice Terme di 159 chilometri in gran parte pianeggianti ma con la salita di Pietragavina piazzata a 30 dalla fine a rappresentare l'imprevisto, questa la settima e terz'ultima tappa del Giro d'Italia Women 2026. Partenza turbo sul piano, poi al km 15 fuga a cinque con Chantal Pegolo (Isolmant-Premac-Vittoria), Marjolein van ‘t Geloof (Laboral Kutxa-Fundación Euskadi), Alison Jackson (St Michel-Preference Home-Auber93), Sara Luccon (Top Girls Fassa Bortolo) e Gaia Segato (Vini Fantini-BePink).
Due coppie sono tardivamente uscite all'inseguimento delle prime, prima Sara Fiorin (Laboral Kutxa) e Robyn Clay (Picnic PostNL), poi anche Eleonora La Bella (Aromitalia Vaiano) e Giorgia Serena (Mendelspeck E-Work), ma non c'è stata gloria per queste azioni. Le prime sono arrivate ad avere 8'30" di vantaggio sul gruppo, al km 45, ma da lì in avanti il plotone si è messo in moto e ha fatto tutto quanto in proprio potere per contenere e poi via via riavvicinare la fuga.
Problemi per Anna van der Breggen: cade la maglia rosa!
Il tranquillo tran tran che avrebbe portato all'eventuale volatone o volatina è stato bruscamente interrotto a 53 km dalla conclusione, allorquando nientemeno che la maglia rosa è finita per terra. Anna van der Breggen non è stata la sola: a parte alcune compagne della SD Worx-Protime (Barbara Guarischi e Femke Gerritse), con lei sono andate giù Marlen Reusser (Movistar), Monica Trinca Colonel (Liv AlUla Jayco), Chiara Consonni (Canyon//SRAM) e diverse altre atlete. Più paura che altro, e poi fatica supplementare per riprendere il gruppo - che comunque non s'è dannato l'anima per elevare il coefficiente di difficoltà dell'inseguimento di Anna e le altre. In una quindicina di chilometri lo strappo è stato ricucito, anche con notevoli dietromacchina.
Intanto la fuga cominciava a perdere pezzi: sulla salita verso Pietragavina si sono staccate prima Van ‘t Geloof, poi Luccon (quest'ultima ha fatto in tempo a vincere il traguardo volante di Zavattonello, ai -32). Al Gpm dei -27 (vinto da Segato) non rimanevano che un paio di decine di secondi al terzetto di testa, che ormai mentalmente si predisponeva a essere riassorbito. Ma c'erano ancora sorprese in serbo in discesa.
Sulla picchiata verso Varzi sono uscite dalla testa del gruppo Silvia Persico (UAE ADQ) e Célia Gery (FDJ United-SUEZ), e fin qui non si sono alzati sopraccigli; poi è rientrata Lucinda Brand in libera uscita dal trenismo Lidl-Trek (Elisa Balsamo era la naturale favorita della tappa a quel punto); quando però si è buttata nell'azione anche Elisa Longo Borghini (UAE), ecco che dietro qualcuna s'è irrigidita.
Elisa Longo Borghini rende speciale un giorno normale
L'azione UAE è stata eccellente per tempismo e scaltrezza. Persico si è dissipata per lavorare per Longo, che per prima non risparmiava ovviamente una pedalata. Ferme Brand e Géry (date le compagne che avevano dietro), ferme per esaurimento scorte Pegolo e Segato, solo Jackson dava qualche cambio alle due UAE, ma tanto è bastato per portare il vantaggio a 35" e tenerlo lì a lungo, a lungo. Ancora a 6 km dalla fine il vantaggio delle prime era quello.
Poi però la strada (sempre in leggera discesa fino al traguardo) s'è fatta più difficile per le battistrada, mentre dietro vari rientri (anche di velociste che si erano staccate in salita) hanno moltiplicato le gambe disponibili a girare per un ricongiungimento. Delle prime, però, avrebbero ripreso solo Persico.
Silvia, finite le energie, si è sfilata ai due chilometri. Il margine andava progressivamente calando, 30" ai -5, 20" ai -3, appena dieci secondi alla flamme rouge dell'ultimo chilometro. Bastavano per anticipare il gruppo, non più per mettere in cascina troppo di buono in chiave classifica generale.
La vittoria di Célia Gery su Lucinda Brand e Chantal Pegolo
Le ragazze rimaste passive hanno provato naturalmente a passare all'incasso, Brand è stata la prima a lanciarsi ai 250 metri, prima dell'ultima curva a sinistra, ma ha dovuto subire il ritorno di Gery, che sul rettilineo finale ha rimontato la celebrata crossista andando a conquistare a vent'anni il terzo successo nel ciclismo maggiore, mentre Pegolo si assicurava un soddisfacente podio di giornata. Cronometrati 3" per Longo Borghini, mentre il gruppo, aperto da Lara Gillespie (UAE) su Consonni, ha chiuso a 8".
La generale cambia poco poco, solo i secondini rosicchiati da Elisa che non le permettono di scalare manco una posizione. Resta sesta, a 2'07" da Van der Breggen, la quale conserva il suo bravo minutino tondo sulla più temibile di tutte, Demi Vollering (che oggi ha festeggiato il successo della compagna Gery).
Domani l'ottava tappa del Giro d'Italia Women 2026 sarà massimamente decisiva: 105 km da Rivoli a Sestrière, e soprattutto un Colle delle Finestre da scalare dai -46 ai -27, prima dell'ascesa verso il traguardo, altri dieci chilometri in cui si potranno scavare solchi. Non ci saranno manfrine e giochi tattici, sarà un brutale faccia a faccia tra le big della classifica.
Giro d'Italia Women 2026, le classifiche della settima tappa
