Tour de France 2022 – Analisi del percorso

Riparte la Grande Boucle, con un percorso che presenta qualche bella sorpresa e i soliti difetti; tornano protagoniste le prove contro il tempo, mentre i chilometraggi restano tremendamente risicati

Il percorso 2022 della corsa più importante di ogni stagione presenta alcune interessanti novità, ed altri graditi ritorni, anche se purtroppo continua a mettere in mostra un’anima vueltesca quantomeno stucchevole. Il lato positivo (molto positivo) è che nessun giorno sarà deputato per forza alla noia, con sole 4 tappe per velocisti puri, di cui le prime due in Danimarca potrebbero essere mosse dal vento; il resto è diviso tra tappe di montagna ed altre diversamente ondulate, con alcune di queste indubbiamente rivolte alle fughe; in mezzo ci sta la tappa del pavè, che senza dubbio rientra tra i graditi ritorni. Se buona parte delle tappe di montagna prese a sé sono ben disegnate, con vette importanti ed impegnative messe al punto giusto, permangono un paio di tendenze perverse: l’assenza di un tappone vero e proprio (la tappa di montagna più lunga è quella di Chatel di 193 km, seguita da Foix con 178.5 e Alpe d’Huez con 165.1) e un paio di arrivi su rampe da garage già viste e per le quali nessuno aveva chiamato il “bis”, ovvero Super Planche e Peyragudes. Detto questo non può non passare inosservato il ritorno sul Col de Granon o l’inserimento (finalmente) del Col de Spandelles. Insomma luci ed ombre su un Tour de France in cui molto, come sempre, dipenderà da come i corridori lo vorranno interpretare. (A cura di Francesco Dani)

Le tappe

Venerdì 01/07 - 1a tappa: Copenhagen - Copenhagen (Cronometro-13.2 km)

Partenza: Copenhagen ore 16.00 (Partenza primo corridore)
Arrivo: Copenhagen ore 19.10 circa (Arrivo ultimo corridore)

Analisi del percorso: Pronti via e già gli uomini di classifica sono messi sotto pressione con una cronometro piuttosto breve, ma comunque molto più lunga di un prologo. Soprattutto per gli scalatori meno abili sul passo potrebbe rappresentare uno scoglio importante da superare: al primo giorno, con energie fresche, i cronoman guadagnano sempre più che a fine corsa. Da sottolineare, però, che presenta una planimetria piuttosto tortuosa, con oltre 20 curve. Soprattutto in chiave successo di tappa, questo potrebbe favorire corridori più esplosivi, adatti a frequenti rilanci, piuttosto che coloro in grado di tenere alte velocità per lungo tempo.

Sabato 02/07 - 2a tappa: Roskilde - Nyborg (202.2 km)

Partenza: Roskilde ore 12.35
Arrivo: Nyborg ore 16.55-17.25

Sprint: Kalundborg km 126.9
Gpm: Côte d’Asnæs Indelukke (61 m-4a cat.) km 62.0, Côte d’Høve Stræde (62 m-4a cat.) km 72.5, Côte de Kårup Strandbakke (83 m-4a cat.) km 84.0,

Analisi del percorso: La prima tappa in linea è piuttosto lunga e perlopiù pianeggiante. Il disegno si arriccia nel secondo quarto di gara per transitare dai primi tre GPM di questo Tour, percorrendo una trentina di km particolarmente insidiosi soprattutto dal punto di vista planimetrico. La seconda metà della gara è invece molto più lineare, ma potrebbe comunque rivelarsi qualcosa di più rispetto ad un banale trasferimento chiuso da una volata; la tappa si snoda in questo tratto quasi sempre lungo la costa, ma soprattutto si svolge per una ventina di km letteralmente sul mare: a 21 km dal traguardo il gruppo farà il suo ingresso sul Storebæltsbroen, ovvero il doppio ponte che attraversa dritto per dritto lo stretto del Grande Belt; si torna sulla terraferma soltanto a circa 3.5 km dal traguardo e questo significa rimanere in balìa del vento su un rettilineo quasi ininterrotto di circa 18 km. Ventagli?

Lunedì 03/07 - 3a tappa: Vejle - Sønderborg (182.9 km)

Partenza: Vejle ore 13.15
Arrivo: Sønderborg ore 17.10-17.35

Sprint: Christiansfeld km 90.5
Gpm: Côte de Koldingvej (55 m-4a cat.) km 27.3, Côte de Hejlsminde Strand (40 m-4a cat.) km 82.8, Côte de Genner Strand (61 m-4a cat.) km 123.3

Analisi del percorso: La terza ed ultima tappa in terra danese si svolge sulla falsariga della precedente: leggermente più corta, con altre tre côte sparse sul tracciato ed alcuni tratti planimetricamente insidiosi. Ci si avvicina a Sønderborg su strade ampie e lineari, superando subito prima del centro cittadino (a circa 11 km dal traguardo) uno zampellotto di 500 metri e una discesa (da pedalare) di oltre 1 km. Sarà un punto molto importante per l’organizzazione della volata, considerando che la velocità si alzerà moltissimo, congelando le posizioni conquistate un attimo prima di attraversare il centro cittadino: dopo aver superato il ponte sull’Als Sund, si percorre un tracciato piuttosto tortuoso, prima di tornare su strade più lineari a circa 6 km dal traguardo. A questo punto si percorre un lungo tratto scandito da alcune semicurve, ma senza effettivi cambi di direzione, che porta direttamente all’ultima curva. Il rettilineo finale misura 750 metri. Attenzione al vento anche in questa tappa: il mare è sempre a vista.

Martedì 05/07 - 4a tappa: Dunkerque - Calais (171.5 km)

Partenza: Dunkerque ore 13.30
Arrivo: Calais ore 17.10-17.35

Sprint: Lumbres km 63.2
Gpm: Côte de Cassel (148 m-4a cat.) km 30.7, Côte de Remilly-Wirquin (133 m-4a cat.) km 71.8, Côte de Nielles-lès-Bléquin (170 m-4a cat.) km 97.2, Côte de Harlettes (199 m-4a cat.) km 102.7, Côte du Ventus (166 m-4a cat.) km 123.6, Côte du Cap Blanc-Nez (107 m-4a cat.) km 160.7

Analisi del percorso: Si riparte dopo il giorno di riposo con una tappa dal sapore quasi fiammingo, sicuramente da classica del nord. Lo si capisce subito, quando dopo 30 km si sale il Mont-Cassel da uno dei suoi versanti più tradizionali (1.7 km al 4.2%, quasi tutto in pavè). Il tracciato rimane nervoso per tutta la sua parte centrale e complica le cose ai velocisti fino agli ultimissimi km. A circa 27 km dal traguardo si valica una salita non segnalata di 2 km al 5% (Mont de la Louve), poi un altro zampellotto di circa 700 metri quando mancano 22 km, un attimo prima di riabbracciare la costa, quindi il vento. I restanti km non saranno solo battuti dalla brezza, ma anche mossi da altre asperità, particolarmente ghiotte a chi vuol tentare colpi di mano: ai -13 si supera un primo strappo di 1 km al 5%, poi subito dopo si sale all’ultimo GPM di giornata con 900 metri piuttosto impegnativi (media 7.5%); la strada scende per oltre un km e torna pianeggiante soltanto a 9 km dal traguardo, con questi ultimi sempre lungo il mare. Insomma i velocisti se la dovranno conquistare e gli uomini di classifica dovranno tenere gli occhi aperti.

Mercoledì 06/07 - 5a tappa: Lille Métropole - Arenberg Porte du Hainaut (157.0 km)

Partenza: Lille Métropole ore 14.00
Arrivo: Arenberg Porte du Hainaut ore 17.20-17.40

Analisi del percorso: Giornata campale di questo Tour: dopo l’antipasto fiammingo del giorno prima, il Tour incontra le pietre della Parigi-Roubaix in misura massiccia: ben 19.4 km di pavé (solo nel 2018 si era fatto di più) divisi in 11 settori, tutti concentrati negli ultimi 80 km. Senza occuparsi di elencarli tutti è importante sottolineare come la parte più succulenta si concentri nel finale, con i settori dal 5 al 3 che sono i più lunghi (tutti più di 2 km) ed i più impegnativi; sono anche i settori più ravvicinati: dall’imbocco del settore 5 (a 30.3 km dal traguardo) si sommano 10.6 km di pavé in appena 25.2 km. L’ultimo settore termina a soli 5.1 km dal traguardo. Dopo lo straordinario show del 2014 il pavé non ha mai regalato grandi emozioni (eccetto qualche caduta), probabilmente perché tutti si sono abituati all’idea di trovarlo al Tour alzando mediamente il livello. Tuttavia dopo aver visto Pogacar menar le danze al Giro delle Fiandre, tutti speriamo in cuor nostro che venga fuori qualcosa di grosso.

Giovedì 07/07 - 6a tappa: Binche - Longwy (219.9 km)

Partenza: Binche ore 12.15
Arrivo: Longwy ore 17.15-17.45

Sprint: Carignan km 145.9
Gpm: Côte des Mazures (370 m-3a cat.) km 87.2, Côte de Montigny-sur-Chiers (297 m-4a cat.) km 205.0, Côte de Pulvente dux (351 m-3a cat.) km 214.6

Analisi del percorso: Continua il climax delle giornate precedenti, con una tappa che chiude il trittico di imitazioni: dopo le pietre è il momento di una tappa dal sapore ardennese. Una giornata che concentra le sue emozioni negli ultimissimi km, motivo per cui non dovrebbe scavare grandi solchi, ma che comunque presenta un finale intrigante in cui i corridori più esplosivi possono raggranellare qualche secondo approfittando anche degli abbuoni al traguardo. A condire il tutto ci pensa il fatto che si tratta della tappa più lunga della corsa. La rumba inizia a 16.5 km dal traguardo, salendo la semplice Côte de Montigny-sur-Chiers (1.6 km al 4.4%); segue un tratto in salita piuttosto irregolare, di complessivi 2.3 km al 4.2%, che porta a Lexy; a questo punto in soli 3 km, divisi tra discesa e pianura, si giunge ai piedi del punto chiave di questa tappa, ovvero il muro verso Pulventeux di 800 metri al 12.3%. In vetta mancano appena 5.3 km al traguardo, ma non è finita: dopo 1 km pianeggiante e 2 km di discesa la strada torna a salire sulla Côte des Religieuses; formalmente sono segnalati gli ultimi 1600 metri al 5.8% (max 11%), che corrispondono al finale già visto nel 2017. Senza dubbio queste 4 salite poste in sequenza negli ultimissimi km smuoveranno qualcosa.

Venerdì 08/07 - 7a tappa: Tomblaine - La Super Planche des Belles Filles (176.3 km)

Partenza: Tomblaine ore 13.15
Arrivo: La Super Planche des Belles Filles ore 17.15-17.45

Sprint: Gérardmer km 101.2
Gpm: Col de Grosse Pierre (955 m-3a cat.) km 107.7, Col des Croix (678 m-3a cat.) km 136.1, La Super Planche des Belles Filles (Arrivo-1140 m-1a cat.) km 176.3

Analisi del percorso: La sequenza di tappe trabocchetto sfocia direttamente sul primo arrivo in salita che, come quasi sempre negli ultimi anni, sarà la Planche des Belles Filles, anzi la Super Planche, ovvero l’arrivo sadomaso del 2018 ribattezzato solo per il gusto di farcelo apparire nuovo. La tappa è poco più di un unipuerto e forse è meglio così: proprio nel 2018 abbiamo visto come la rampa finale in sterrato sia stata in grado di narcotizzare una tappa complessivamente ben disegnata, nonché di rovinare una salita in cui gli attacchi erano sempre partiti abbastanza distanti dal traguardo. Nel complesso si tratta di 7 km all’8.7%, che spiana dopo circa 4.7 km per poi impennarsi più avanti con una prima rampa al 20% a circa 1200 metri dall’arrivo (qui era posta tradizionalmente la linea), seguita poco dopo dall’ultimo terribile km sterrato che tocca il 24% di pendenza a ridosso del traguardo. Una sfida da ribaltamento tipicamente vueltesca che ci regalerà qualche minuto di apparente spettacolo, senza scavare particolari distacchi in classifica. Tutt’al più vedremo qualche big saltare per aria ad inizio salita e dire addio ai sogni di classifica.

Sabato 09/07 - 8a tappa: Dole - Lausanne (186.3 km)

Partenza: Dole ore 13.20
Arrivo: Lausanne ore 17.25-17.55

Sprint: Montrond km 46.9
Gpm: Côte du Maréchet (918 m-4a cat.) km 75.6, Côte des Rousses (1097 m-3a cat.) km 101.3, Col de Pétra Félix (1144 m-4a cat.) km 126.9, Côte du Stade olympique (Arrivo-604 m-3a cat.) km 186.3

Analisi del percorso: Questo è un Tour che non sta mai fermo, con un’esigenza fortissima di uscire dai confini, possibilmente aborrendo le volate scontate. Questo non si può dire che ci dispiaccia, certo che scavalcare il Jura con un tale disinteresse per le salite risulta un tantino triste. La tappa per come è disegnata preannuncia l’arrivo quasi certo della fuga, considerando anche che tra ventagli, pavé e prime salite c’è già stata l’occasione di uscire di classifica per i diretti interessati. In ogni caso la tappa non è per niente banale, soprattutto per l’impegnativo traguardo posto presso lo stadio olimpico di Losanna. E’ il secondo arrivo in salita di questo Tour: si tratta di 4.8 km al 4.6%, falsati però da un tratto di discesa; la strada sale senza rampe tremende per un paio di km, quindi scende leggermente e poi si impenna per un km in doppia cifra; la strada spiana nuovamente nei pressi della “flamme rouge” rimanendo in leggera salita fin sul traguardo. Un altro arrivo esplosivo dove qualcuno potrebbe mangiucchiare qualche secondo anche in classifica.

Domenica 10/07 - 9a tappa: Aigle - Châtel Les Portes du Soleil (192.9 km)

Partenza: Aigle ore 12.45
Arrivo: Châtel ore 17.25-18.05

Sprint: Semsales km 56.5
Gpm: Côte de Bellevue (570 m-4a cat.) km 37.1, Col des Mosses (1445 m-2a cat.) km 108.5, Col de la Croix (1778 m-1a cat.) km 131.8, Pas de Morgins (1377 m-1a cat.) km 183.1

Analisi del percorso: La prima settimana di corsa si chiude con la prima vera tappa di montagna di questo Tour, l’unica di tutta questa edizione a presentare un chilometraggio elevato. E’ peraltro anche ben disegnata, con molte salite distribuite su tutto il percorso, una lunga ascesa nei pressi del traguardo, quindi discesa e veloce risalita. Per controparte va detto che non ci sono mai pendenze eclatanti; inoltre, essendo la prima, difficilmente qualcuno sarà interessato a inventarsi qualcosa. Rimane comunque una tappa interessante che in oltre 190 km accumula oltre 3000 metri di dislivello scalando quasi in successione 3 colli: Col des Mosses (13.3 km al 4.1%, divisi in 3 gradoni al 6/7% da alcuni tratti in falsopiano), Col de la Croix (8.1 km al 7.6%, quasi costantemente tra l’8% e il 9%) e Pas de Morgins (15.4 km al 6.1%, con i primi 11.5 km al 7.2%). In vetta a quest’ultima mancheranno soltanto 9.8 km, con i primi 5.6 quasi tutti in discesa e i restanti 4.2 nuovamente in lieve salita (media del 4.4%) per arrivare a Pré de la Joux. Da segnalare un tratto al 7\8% dai -2 all’ultimo km, seguito da un tratto di respiro prima degli ultimi 500 metri nuovamente in salita.

Martedì 12/07 - 10a tappa: Morzine Les Portes du Soleil - Megève (148.1 km)

Partenza: Morzine ore 13.40
Arrivo: Megève ore 16.55-17.20

Sprint: Passy Marlioz km 123.8
Gpm: Côte de Chevenoz (808 m-4a cat.) 24.1, Col de Jambaz (1028 m-3a cat.) km 69.2, Côte de Châtillon-sur-Cluses (661 m-4a cat.) km 97.3, Montée de l’altiport de Megève (1382 m-1a cat.) km 145.9

Analisi del percorso: Se fosse necessario definire il concetto di tappa inutile, qui sicuramente ci sono le risposte necessarie. Dopo il giorno di riposo si apre il trittico alpino vero e proprio con una tappa che compie ampi giri in mezzo alle montagne evitando qualsivoglia salita degna di nota. Il tutto è chiuso però dal lunghissimo arrivo in salita dell’altiporto di Mègeve, anche questo addolcito da tutte le deviazioni possibili (rispetto alla cronoscalata del 2017 per esempio manca l’interessante passaggio sulla Cote de Domancy). Resta una tappa fatta quasi per la sua interezza da fondovalli e salite lievi, con la magia finale di collocare il GPM non sul traguardo, ma 2.2 km prima. Complessivamente si sale per 21.4 km al 4%, con 3 rampe al 7\8% negli ultimi 7.5 km, i più impegnativi. Difficile aspettarsi molte cose: potrebbe essere un’altra giornata da fuga con no-contest tra gli uomini di classifica.

Mercoledì 13/07 - 11a tappa: Albertville - Col du Granon Serre Chevalier (151.7 km)

Partenza: Albertville ore 12.30
Arrivo: Col du Granon ore 16.40-17.15

Sprint: Aiguebelle km 16.5
Gpm: Lacets de Montvernier (782 m-2a cat.) km 49.9, Col du Télégraphe (1566 m-1a cat.) km 83.8, Col du Galibier (2642 m-Hors cat.-Souvenir Henri Desgrange) km 106.7, Col du Granon (Arrivo-2413 m-Hors cat.) km 151.7

Analisi del percorso: Finalmente si fa sul serio, con una tappa dal finale ben congeniato, destinata a scavare solchi quasi definitivi in classifica, ma soprattutto col gradito ritorno del tremendo Col du Granon. Dispiace solo che emerga una volta di più il brutto vizio di centellinare le difficoltà, senza l’ardire di costruire un tappone in piena regola. Dopo 46 km pianeggianti, gli scenografici (ed impegnativi) “lacets” di Montvernier aprono le danze, con una salita di 3.4 km all’8.3%. Dopo la discesa e una breve risalita nel centro di Saint-Jean-de-Maurienne, la corsa prosegue con 14 km di fondovalle fino ai piedi del pezzo forte: il versante settentrionale del Galibier. Come sarà noto ai più, la lunga ascesa (35 km) è spezzata in due dal Col du Tèlégraphe, che occupa i primi 11.9 km al 7.1%, mantenendo soprattutto nella prima parte pendenze tra l’8% e il 9%. Una breve e pedalabile discesa porta a Valloire dove la salita riparte per i successivi 18 km al 6.9%: un primo strappo di circa 2 km, 2 km di falsopiano e altri 5 km di salita anticipano il tratto finale, quasi tutto sopra i 2000 metri, che porta da Plan Lachat alla vetta in 8 km all’8.3%. Il Galibier è tradizionalmente uno dei mostri sacri del Tour, nonché una di quelle salite che ti prendono per sfinimento, perfette per attaccare da lontano: certo è che essendo seguita dall’altrettanto duro Granon, nonché essendo il primo vero spauracchio di questo Tour, difficilmente vedremo movimenti a lunga gittata. Rimane il fatto che uno sforzo del genere, da un punto di vista prettamente metabolico, sarà accusato sulla salita finale, che inizia 34 km più avanti. Gli ultimi 11.3 km al 9.2% sono senza dubbio perfetti per scavare distacchi, supponendo peraltro che il Galibier abbia già sfoltito buona parte delle squadre, lasciando i capitani più o meno soli contro sé stessi. Per chiudere, va evidenziato come si percorrano altri 4 km sopra i 2000 metri di quota; il dislivello complessivo finale è di oltre 3500 metri, accumulati in poco più di 100 km.

Giovedì 14/07 - 12a tappa: Briançon - Alpe d'Huez (165.1 km)

Partenza: Briançon ore 13.20
Arrivo: Alpe d’Huez ore 17.50-18.30

Sprint: Le Monêtier-les-Bains km 11.8
Gpm: Col du Galibier (2642 m-Hors cat.) km 33.2, Col de la Croix de Fer (2067 m-Hors cat.) km 110.6, Alpe d’Huez (Arrivo-1850 m-Hors cat.) km 165.1

Analisi del percorso: Altra tappa di grande fascino, sia per il blasone delle salite, sia per il disegno quasi ineccepibile: due colli over 2000 (Galibier e Croix de Fer), anticipano la scalata finale all’Alpe d’Huez, accumulando un dislivello finale di quasi 4500 metri. I primi 2 km di salita vengono superati in trasferimento, ponendo la partenza nel lungo tratto in falsopiano che anticipa il Galibier vero e proprio, formalmente lungo 23 km e con una media del 5.1%; il tratto più impegnativo giunge ovviamente dopo il Lautaret (quota 2040 metri), con gli ultimi 8.5 km che presentano una media del 6.9% e l’ultimo km al 9%. Segue la lunga e tecnica discesa prima su Valloire, quindi (dopo la risalita al Col du Telegraphe) nella Maurienne e i successivi 15 km di fondovalle (in lieve discesa) verso i piedi della seconda ascesa: i 29 km al 5.2% del Col de la Croix de Fer. La salita è notoriamente spezzata in tre tronconi, tutti con tratti in doppia cifra: si parte con 3.5 km all’8.5%, seguiti da 2.5 km in discesa, quindi si imbocca il tratto più ripido di oltre 5 km al 9%; segue il tratto più facile della salita, con 2 km pianeggianti, 1.5 km di lieve discesa e 7 km al 4%; infine inizia il tratto più impegnativo, o quantomeno quello predisposto a fare la differenza se ci si volesse già muovere (cosa non molto probabile, per i soliti motivi esposti in occasione della tappa precedente), di 6.7 km all’8.3%. Irregolare è pure la lunga discesa che presenta due tratti in contropendenza, seguita dai 16 km quasi perfettamente pianeggianti che portano ai piedi del totem finale: i 13.8 km all’8.1% dell’Alpe d’Huez. Quasi inutile entrare nel dettaglio di una salita così mitica, che però negli ultimi anni sembra non essere più in grado di creare grandi differenze. Quello che è certo è che l’ultima volta che è stata collocata in chiusura di una tappa così dura, ovvero nel 2018, l’uomo preposto a rilanciare nel finale fu abbattuto dal pubblico. Chissà che non sia nuovamente (finalmente) teatro di un bel duello d’antan: sarebbe un bel modo di festeggiare il 14 luglio.

Venerdì 15/07 - 13a tappa: Le Bourg d'Oisans - Saint-Étienne (192.6 km)

Partenza: Le Bourg d’Oisans ore 13.20
Arrivo: Carcassonne ore 17.25-17.50

Sprint:  La Côte-Saint-André km 101.6
Gpm: Côte de Brié (450 m-3a cat.) km 30.4, Col de Parménie (571 m-2a cat.) km 79.2, Côte de Saint-Romain-en-Gal (466 m-3a cat.) km 148.6

Analisi del percorso: Tappa che ci dimostra una volta di più l’assurdo piacere provato dagli organizzatori nel riservare i chilometraggi più elevati alle tappe di trasferimento. Il percorso ondulato ma del tutto inadatto ad inventarsi qualcosa di serio sembra chiamare a raccolta i cacciatori di tappe per comporre una bella fuga di qualità destinata ad arrivare con palate di minuti di vantaggio. Impossibile a ridosso delle Alpi evitare del tutto le salite e così dopo 80 km ci scappano i 5 km al 7% verso il Col de Parménie. Il tracciato rimane mosso fin sul finale; i punti focali saranno: il terzo GPM di 6.6 km al 4.5%, con la strada che sale per un altro km prima di scendere e risalire ulteriormente fino al Col de la Croix Régis, valicato a 38.6 km dal traguardo; lo strappo di Sorbiers, di circa 1.5 km al 5%, posto a meno di 9 km dal traguardo.

Sabato 16/07 - 14a tappa: Saint-Étienne - Mende (192.5 km)

Partenza: Saint-Étienne ore 12.30
Arrivo: Mende ore 17.05-17.40

Sprint: Yssingeaux km 50.7
Gpm: Côte de Saint-Just-Malmont (833 m-3a cat.) km 14.2, Côte de Châtaignier (790 m-3a cat.) km 39.1, Côte de Grandrieu (1131 m-3a cat.) km 135.3, Côte de la Fage (1442 m-3a cat.) km 162.1, Côte de la Croix Neuve (1055 m-2a cat.) km 191.0

Analisi del percorso: Tappa che non va sottovalutata, non solo per il consueto arrivo dell’aeroporto di Mende posto dopo la Montée Laurent Jalabert, ma anche per il tanto dislivello accumulato fin dalla partenza sulle montagne circostanti, in oltre 190 km: oltre 3000 metri, peraltro senza mai percorrere salite appariscenti. Ovviamente risulta difficile credere che qualcuno possa inventarsi qualcosa sui 4.2 km al 6% della Côte de la Fage, ma in ogni caso (nella peggiore delle ipotesi) si arriverà ai piedi della dura ascesa finale (3 km al 10.2%) con le micce bagnate. E’ un arrivo che non ha mai scosso più di tanto la classifica, ma talvolta ha dato indicazioni importanti su chi avrebbe avuto la possibilità di attaccare nei giorni successivi, mettendo in evidenza la condizione in crescita di questi ultimi: tutto ciò potrebbe essere ulteriormente accentuato dal tracciato esigente.

Domenica 17/07 - 15a tappa: Rodez - Carcassonne (202.5 km)

Partenza: Rodez ore 13.15
Arrivo: Carcassonne ore 17.35-18.05

Sprint: Saint-Ferréol km 147.0
Gpm: Côte d’Ambialet (4268 m-3a cat.) km 68.9, Côte des Cammazes (647 m-3a cat.) km 154.6

Analisi del percorso: La seconda settimana si chiude con una tappa di trasferimento, probabilmente destinata ad un’altra delle fughe a lunga gittata che monopolizzano i GT negli ultimi anni; peraltro è l’ultima di questo Tour a superare i 200 km. E’ la classica tappa ondulata, senza asperità terribili che può essere tenuta chiusa soltanto dai velocisti più resistenti, mettendo intenzionalmente in difficoltà quelli più puri. I non pochi metri di dislivello accumulati (oltre 2000) culminano con la salita della Côte des Cammazes: ignorando i dati formali e sommando anche il tratto verso il traguardo volante di Saint-Ferréol, risultano circa 11 km al 4%. Termina a meno di 50 km dall’arrivo, motivo per cui sarà un punto importante per capire se il gruppo ha ancora la voglia\forza di riprendere i fuggitivi e in seconda battuta proprio per vedere una prima selezione di questi ultimi e capire chi può giocarsi la tappa. Il percorso rimane ondulato anche successivamente, con un’ultima salitella di 2.5 km al 4% posta a 25 km dal traguardo. Tende a salire anche l’ultimo km, intorno all’1.5% di pendenza media.

Martedì 19/07 - 16a tappa: Carcassone - Foix (178.5 km)

Partenza: Carcassonne ore 12.40
Arrivo: Foix ore 16.55-17.30

Sprint: Lavelanet km 67.8
Gpm: Côte de Saint-Hilaire (275 m-4a cat.) km 13.7, Col de l’Espinas (543 m-3a cat.) km 36.6, Port de Lers (1517 m-1a cat.) km 125.1, Mur de Péguère (1375 m-1a cat.) km 151.3

Analisi del percorso: Dopo il giorno di riposo il Tour riparte con la prima delle tre tappe pirenaiche, destinata a concentrare le mosse sull’ultima salita. Sicuramente non si tratta di niente di esaltante, ma la sequenza di Port de Lers e Mur de Péguère rimane quantomeno dignitosa, con due salite impegnative ravvicinate e non troppo lontane dal traguardo. I primi 114 km sono mediamente semplici, scanditi dalle prime côte e poco più. Poi inizia, appunto, il Port de Lers, salita di 11.4 km al 7%, con un paio di tratti in doppia cifra. Una discesa per niente banale porta direttamente ai piedi dell’ultima salita di 9.3 km al 7.9%, con poco meno di 6 km costantemente al 5/6% e poi il muro finale di 3.5 km al 12%. In vetta mancheranno 27.2 km, una sorta di arma a doppio taglio: se da un lato una lunga discesa spesso da pedalare come questa può ampliare i distacchi, allo stesso tempo può favorire il rientro da dietro; tutto dipende dalle gambe di chi sta attaccando e da quanti compagni di squadra hanno a disposizione gli inseguitori. Anche dopo la fine della discesa vera e propria, la strada rimane a favore fino all’ultima curva, un’inversione a U che immette nel rettilineo finale di 180 metri.

Mercoledì 20/07 - 17a tappa: Saint-Gaudens - Peyragudes (129.7 km)

Partenza: Saint-Gaudens ore 13.25
Arrivo: Peyragudes ore 16.45-17.15

Sprint: La Barthe-de-Neste km 32.9
Gpm: Col d’Aspin (1490 m-1 cat.) km 65.7, Horquette d’Ancizan (1564 m-2a cat.) km 81.6, Col de Val Louron-Azet (1580 m-1a cat.) km 109.5, Peyragudes (Arrivo-1580 m-1a cat.) km 129.7

Analisi del percorso: Se una cosa sembrava assodata, di certo era il fatto che la rampa dell’altiporto di Peyragudes non avesse senso come arrivo di una tappa di montagna; figuriamoci poi se questo dovesse avvenire nella penultima tappa in quota. E invece, no, non è un incubo ma la realtà: ecco che una tappa frizzante ed originale che sfrutta le “seconde linee” dei Pirenei viene del tutto messa in ombra dal tremendo finale da ribaltamento che rischia seriamente di bloccare la corsa; sarebbe bastato ricollocare l’arrivo dove stava nel 2012 e tutto sarebbe già stato diverso. Sperando di non dover vivere una lunga attesa per lo spettacolare scotennamento all’ultimo km (destinato a produrre solo distacchi di pochi secondi), proviamo ad elencare le difficoltà, convinti con un po’ di sano ottimismo che qualcuno voglia lo stesso inventarsi qualcosa. Sono pianeggianti soltanto i primi 54 km, poi si sale un grande classico, il Col d’Aspin, di 12 km al 6.5%, ma con gli ultimi 6 km al 7.7%. Una discesa breve ma insidiosa porta ai piedi dell’Horquette d’Ancizan, salita dal versante più semplice, formalmente di 8.2 km al 5.1%, anche se in verità la salita sale già un paio di km prima; da sottolineare i due tratti più impegnativi, spezzati da 1 km di discesa: il primo di 4 km al 7% e il secondo di 3 km al 6.3%. Altri 10 km di discesa tecnica riportano in valle, dove si percorrono circa 6 km di fondovalle prima di salire il Col d’Azet, salita di 10.7 km al 6.8%, con un tratto centrale di oltre 6 km all’8.5% di media. Si tratta di pendenze non impossibili, che però nell’ultima settimana si prestano a tentare attacchi dalla media distanza: d’altronde in vetta mancheranno 20 km al traguardo, quasi tutti divisi tra discesa e salita. Terminata la discesa – più veloce delle precedenti, ma comunque non semplicissima – si affrontano un paio di km pianeggianti fino a Loudenvielle, dove uno strappo di 500 metri e una discesa di 1 km ci portano ai piedi della salita finale di 8 km al 7.8%: i primi 5.5 km sono in comune alla strada del Peyresourde, con pendenze costantemente tra l’8% e il 9%; a questo punto si svolta a destra e dopo un breve tratto di respiro la pendenza va per una prima volta in doppia cifra; la strada torna per un po’ al 7/8% per poi impennarsi sulla pista dell’altiporto con una pendenza massima del 16%.

Giovedì 21/07 - 18a tappa: Lourdes - Hautacam (143.2 km)

Partenza: Lourdes ore 13.40
Arrivo: Hautacam ore 17.25-17.55

Sprint: Laruns km 58.5
Gpm: Col d’Aubisque (1709 m-Hors cat.) km 76.7, Col de Spandelles (1378 m-1a cat.) km 110.0, Hautacam (Arrivo-1520 m-Hors cat.) km 143.2

Analisi del percorso: Lourdes chiama, Hautacam risponde: ultima occasione per gli scalatori di guadagnare in vista della cronometro finale. La tappa è ahinoi un po’ breve, ma ben congeniata, con 3 salite di difficoltà simile (tutte piuttosto impegnative) poste in sequenza, senza soluzione di continuità. Servono una sessantina di km facili per arrivare ai piedi del Col d’Aubisque, salita lunga ed impegnativa dove volendo si può già iniziare a muoversi in prima persona: sono 16.4 km al 7.1%, con gli ultimi 10 km all’8.3%. Dopo i primi km di discesa tecnica, si sale per un paio di km fino al Col de Soulor, dove inizia la discesa vera e propria, particolarmente insidiosa e adatta a fare la differenza. Non serve nemmeno un metro di pianura per imboccare la seconda salita, l’inedito Col de Spandelles, di 10,3 km all’8.3%, con un primo tratto di 5 km al 9%: qui si può davvero inventarsi qualcosa di importante approfittando di pendenze che non mollano un attimo e sapendo che fino al traguardo non ci sarà mai terreno buono per inseguire. Si scende nuovamente per 16 km, sempre su strade insidiose, e dopo un paio di km pianeggianti iniziano le prime rampe verso Hautacam: la salita inizia formalmente più avanti e misura 13.6 km, con una pendenza media del 7.8%. Hautacam è sempre stata una salita indigesta per molti, una di quelle che in ogni epoca ha sempre permesso di scavare distacchi importanti: questo è reso possibile dall’insolito aspetto irregolare, fatto di numerose rampe in doppia cifra (in particolare vano segnalati i 3.5 km al 9.8% che terminano a 4.5 km dal traguardo) spezzate da tratti più semplici che impongono continui cambi di ritmo; se si è freschi si continua a rilanciare e mantenere il ritmo alto, se si è al limite si finisce per scoppiare e mollare la presa. Il fatto che manchi ancora una cronometro di oltre 40 km è estremamente positivo e potrebbe favorire una bella battaglia.

Venerdì 22/07 - 19a tappa: Castelnau-Magnoac - Cahors (188.3 km)

Partenza: Castelnau-Magnoac ore 13.10
Arrivo: Cahors ore 17.15-17.40

Sprint: Auch km 38.4
Gpm: Côte de la cité médiévale de Lauzerte (235 m-4a cat.) km 135.7, Côte de Saint-Daunès (267 m-4a cat.) 152.6

Analisi del percorso: Classica tappa di trasferimento utile solo ad avvicinarsi a Parigi prima della cronometro del sabato. Bisogna fare attenzione alla collocazione a fine Tour di questa tappa, che potrebbe favorire l’arrivo di una fuga considerando che le squadre dei velocisti potrebbero arrivare qua con qualche corridore in meno e tante energie già spese. C’è da dire però che di tappe per velocisti puri se ne sono viste sono un paio, motivo per cui potrebbe esserci qualcuno più ingolosito del solito. Non ci sono asperità degne di nota, però va segnalato come l’ultimo km, quasi completamente rettilineo, sia in leggera ma marcata salita, con una media del 2.5%. Insomma anche qui i velocisti più puri se la dovranno sudare.

Sabato 23/07 - 20a tappa: Lacapelle-Marival - Rocamadour (Cronometro-40.7 km)

Partenza: Lacapelle-Marival ore 13.05 (Partenza primo corridore)
Arrivo: Rocamadour ore 17.50 circa (Arrivo ultimo corridore)

Analisi del percorso: Cronometro piuttosto lunga che chiuderà la lotta per la maglia gialla e le posizioni di rincalzo. Se da un lato una crono così lunga dovrebbe consentire di scavare distacchi importanti, c’è da dire che alla 20a tappa il fondo e il recupero saranno qualità fondamentali e le differenze sul passo potrebbero appianarsi, anche perché il percorso è decisamente tortuoso ed ondulato, quindi di difficile interpretazione. Senza contare le due salite finali, già i primi 35 km si svolgono su falsopiani ed ondulazioni, con continui cambi di pendenza, curve e controcurve. Sarà fondamentale anche la guida del mezzo, non c’è dubbio.

Domenica 18/07 - 21a tappa: Paris La Dèfense Arena - Paris (Champs-Élysées) (115.6 km)

Partenza: Paris ore 16.45
Arrivo: Paris ore 19.25-19.45

Analisi del percorso: Quasi inutile dire che anche quest’anno il Tour de France si chiude con la consueta passerella sugli Champs-Élysées. Tappa breve, leggermente ondulata in partenza e poi incentrata sul circuito parigino con il consueto arrivo in lieve ascesa sui sampietrini.

 

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