Thomas Pidcock © Team Ineos Grenadiers
Thomas Pidcock © Team Ineos Grenadiers

Anche per Pidcock arriva la prima di Coppa

Vittoria del britannico in CDM a Rucphen: battuti Iserbyt e Vanthourenhout. Vos all’ultimo respiro tra le donne davanti a Brand e Betsema. Domani si replica a Namur

Primo e unico nell’anno con due gare di Coppa del Mondo di seguito, questo fine settimana il circus del cross fa scalo a Rucphen, per la decima prova di CDM, che si risolverà in due gare molto lunghe: oltre 50′ per le donne, ben sopra l’ora per gli uomini. Il tracciato, complice anche la clemenza del meteo nell’ultima settimana nei Paesi Bassi (e in Belgio), risulta molto scorrevole, adatto a crossiste potenti come Brand (di ritorno dal training camp in Spagna) e Vos, le due favoritissime. Da non sottovalutare la presenza di qualche saliscendi, su ponti, collinette e in riva al lago, che nasconde anche insidie tecniche, poche a dirla tutta. La start list al femminile è di livello eccelso, assente tra le big solamente quella Kata Blanka Vas che domani a Namur, in coincidenza del suo ritorno, sarà una delle papabili candidate alla vittoria.

In partenza lo spunto migliore è proprio di Vos, immediatamente marcata dalla campionessa del mondo. Molto reattive, come sempre, anche la vincitrice di Vermiglio Van Empel e Pieterse. Dietro di loro un foltissimo gruppo guidato da Van der Heijden e Cant perde progressivamente terreno, a causa della selezione provocata dalla campionissima Marianne. A farne le spese sono principalmente Betsema e Worst, le quali sul finire del primo giro seminano le concorrenti e si lanciano all’inseguimento del quartetto di testa. A questo punto Brand decide di portarsi in testa e accelerare ulteriormente, in modo tale da evitare il ricongiungimento con le inseguitrici. Van Empel e soprattutto Pieterse perdono qualche secondo, mentre Vos non lascia nemmeno un metro all’iridata.

Il secondo passaggio sulla linea d’arrivo vede però una situazione cristallizzata, con le quattro neerlandesi ancora davanti, sempre inseguite da Annemarie e Denise. Più indietro Van der Heijden e poi una sorprendente Lechner, brillantissima su un percorso che non le risulta certamente favorevole. Van Anrooij e Alvarado dopo una partenza disastrosa risalgono posizioni, portandosi a ridosso della top ten. Nel round successivo è ancora Brand a fare il ritmo, ma grazie ad una fantastica Betsema, molto abile quando trova colline e saliscendi non troppo duri, la coppia formata dalla stessa atleta della Pauwels e da Worst rientra sulla testa.

Quarto e quinto giro nei quali Denise tenta di selezionare il sestetto per evitare una volata che la vedrebbe sfavorita contro quattro crossiste come van Empel, Worst, Brand e Vos; queste ultime due non le lasciano margine di manovra, rimanendole attaccata alla ruota sempre in seconda e terza posizione. Pieterse e Worst, invece, manifestano qualche difficoltà, staccandosi più volte nei tratti più tecnici e rientrando quando le quattro si studiano. Durante la sesta tornata Van Empel prende le veci della compagna e la Pauwels tenta quindi di sfruttare la superiorità numerica con Fem e Denise in prima e seconda posizione. Vos capisce al volo la situazione e segue immediatamente il nuovo scatto di Betsema. Una volta resasi conto che Brand non è stata altrettanto lesta e si trova dietro anche a Van Empel, un potenziale tappo in questa situazione, Marianne rompe gli indugi e scatena tutti i suoi cavalli sui lunghi rettilinei di Rucphen. Lucinda stavolta reagisce e rientra sul duo formato da Vos e Betsema.

Un terzetto approccia davanti l’ultimo giro, il settimo, e le energie rimaste in corpo alle tre sono le medesime. Due però sono velocissime, Marianne e la campionessa del mondo, una invece è ferma in volata e parte nettamente sfavorita, Denise. Brand prova a replicare la tattica che tante volte le ha consentito di portare a casa il successo e si tuffa in campo con l’intento di staccare col ritmo le altre due. Vos nonostante un piccolo problema col pedale le rimane agganciata e anche Betsema non è troppo distante. Sulle tavole che precedono il rettilineo finale Marianne tenta il sorpasso ma Lucinda difende l’interno e la crossista della Jumbo è rallentata da un ulteriore problema con le pedivelle. Un’altra disfatta all’ultima curva, dopo quella in Val di Sole, sembra essere realtà per Vos, che però con una volata stratosferica sopravanza la rivale appena prima della linea d’arrivo, cogliendo la terza vittoria stagionale, dopo quelle di Waterloo e Iowa, ambedue in Coppa del Mondo.

Con il secondo posto odierno Brand difende l’assalto lanciato da Betsema (terza a 8″) a Vermiglio per la generale, dove la portacolori del team Baloise ha un vantaggio di 13 punti sulla crossista della Pauwels (282 contro 269). Quarta Van Empel (17″) e quinta Pieterse (19″), entrambe oramai entrate definitivamente nel gotha del ciclocross femminile attuale. Un po’ deludente il piazzamento di Worst, sesta, mentre settima è Van Anrooij, la quale con una partenza più solida sarebbe al livello delle coetanee, almeno nei tracciati come quello di oggi. Chiudono la top ten Cant, un’ottima Lechner e Inge van der Heijden. Domani a Namur non ci sarà Vos, ma con il ritorno della quasi omonima Vas il campo partenti rimarrà di assoluta qualità e probabilmente vedremo qualche nome diverso in testa rispetto a quelli odierni (le due nordamericane Rochette e Honsinger, ad esempio).

Assenze pesantissime al maschile. I due dominatori degli ultimi sette anni di ciclocross, Mathieu van der Poel e Wout van Aert, hanno dato forfait per motivi diversi al back to back del fine settimana, lasciando il campo sgombero agli altri contendenti. Il neerlandese inizialmente aveva in programma di rientrare proprio a Rucphen, ma a causa di una caduta nella quale si è procurato un infortunio al ginocchio ha deciso di posticipare l’esordio di una settimana (a Dendermonde). Tutto secondo calendario per il belga, in Spagna assieme alla Jumbo-Visma per programmare la stagione stradale e per mettere chilometri nelle gambe in vista dell’intenso periodo natalizio che ci apprestiamo a gustare.

Il favorito è Iserbyt, ma non vanno sottovalutati i due Baloise appena tornati dalla Spagna, Aerts e LVDH. Della partita come sempre anche Hermans e gli altri Pauwels Sweeck e Vanthourehout, ma soprattutto Pidcock, apparso in crescendo di condizione a Vermiglio e pronto a dominare la prova di domani a Namur, suo tracciato preferito. Unico dubbio su di lui il tracciato, molto veloce e non disegnato per le qualità del britannico. Van der Haar il più veloce allo start, seguito da Van der Poel (David) e Iserbyt. Non benissimo i due italiani, Dorigoni e Bertolini e nemmeno Pidcock, partito dalla terza fila. Finiscono subito a terra nomi importanti come Soete, Meeusen, Ronhaar e soprattutto quel Merlier che in un percorso del genere avrebbe potuto centrare un gran risultato (la sua rimonta è comunque degna di nota, quindicesimo alla fine).

I primi due giri scorrono tranquilli sotto il ritmo di Iserbyt e van der Haar, con selezione pressoché nulla e nei quali il principale interesse è seguire la rimonta di Pidcock, protagonista di molti sorpassi con l’obiettivo di andare in testa. Nella terza tornata, grazie ad Hermans, c’è la prima vera e propria accelerazione, con il gruppo che si va via via accorciando. In cinque tengono il belga: il compagno di team Van Kessel, Aerts (sempre sulle ruote), Iserbyt, Van der Haar e Pidcock. Proprio Tom, appena rientrato, si prende la responsabilità di guidare la corsa, portando al limite delle proprie forze molti rivali.

Per rispondere all’attacco lanciato dall’alfiere della Ineos, Eli supera prima delle scalinate i Tormans ma inciampa poco prima di mettere il piede a terra e finisce a gambe all’aria, sbattendo spalla e ginocchio. Fortunatamente questo incidente non preclude a Iserbyt la possibilità di rimanere davanti anche nei giri seguenti. Tornate successive che vedono ancora il forcing di Hermans e ancora la risposta di Pidcock, ma anche gli importantissimi rientri di Sweeck, Vandebosch e Vanthourenhout, tutti compagni di squadra del leader di Coppa. Superata metà gara Eli si prende la corsa sulle spalle e per due giri sta davanti a tutti, selezionando un terzetto composto da Tom e Michael. Ad inseguire Quinten, Toon e Lars, a distanza ravvicinata.

Sul finire del settimo e terzultimo giro Vanthourenhout sorpassa Iserbyt e Pidcock, rinforzando il lavoro del compagno. Eli si accorge che i continui cambi di ritmo stanno piegando Tom e tenta l’allungo decisivo, portandosi dietro Michael. Al suono della campana i due Pauwels hanno un vantaggio minimo, ma in un tracciato così veloce confortante, di 3″ su Pidcock. Il piccolo britannico non si arrende e un po’ alla volta mangia metri nei confronti dei battistrada. Poco prima del sand-pit opera il sorpasso nei confronti di Vanthourenhout, stremato dall’andatura di Iserbyt e dopo aver rilanciato con forza l’azione si riporta su Eli.

Mancano solo due curve e le tavole prima del rettilineo finale e lo spazio per sorpassare pare inesistente. Furbizia e abilità consentono a Pidcock di farcela: allarga la penultima curva per arrivare sulle tavole con maggiore velocità e grazie alla sua tecnica perfetta le passa via in un attimo, mentre Iserbyt le affronta ad una velocità sensibilmente più bassa, perdendo così la testa della corsa. Non c’è spazio per rimonte sul rettilineo finale e Pidcock può finalmente festeggiare la prima vittoria in carriera in CDM, la seconda nelle challenge dopo Gavere 2020. Iserbyt, abbattuto e deluso, è secondo a 3″, Vanthourenhout a 8″ completa il podio. Quarta piazza per Hermans (12″) il quale, come sempre, più che per inferiorità in termini di energie perde i confronti nella tecnica e nella tattica. Un po’ imballati i Baloise, Van der Haar quinto e Aerts sesto (Sweeck, Van Kessel, Baestaens e Vandebosch gli altri in top ten). Li aspettiamo domani, Toon soprattutto, per la riscossa in quel di Namur, anche se con questo Pidcock la vittoria sembra un’utopia.

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