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In Svizzera si resiste cantando "Bolla ciao"

17.06.2022 18:31

Continua l'ecatombe covid al Tour de Suisse, 36 ritiri in un giorno compreso quello dell'ex leader Vlasov. A Moosalp arriva la fuga e vince Nico Denz, bravissimo Fausto Masnada. Jakob Fuglsang primo in classifica


Una tappa deludente per tutti meno che per Nico Denz, per il quale l'arrivo in salita di Moosalp al Giro di Svizzera resterà un ricordo indelebile, ovvero quello della terza vittoria da professionista ma la prima nel World Tour, al termine di una fuga in cui il 28enne tedesco si è gestito ottimamente, digerendo al meglio le lunghe salite e l'altitudine della frazione alpina, tenendosi da parte non solo la freschezza per sprintare al traguardo ma pure la lucidità per individuare la miglior traiettoria possibile, elemento determinante per una volata che si decide al fotofinish. Male è andata a Clément Champoussin, fregato al colpo di reni, ma la giornata ha avuto anche e soprattutto un altro protagonista, Fausto Masnada, che proprio al Tour de Suisse rientra dopo quasi tre mesi di tribolazioni causa mononucleosi, e dopo un contestuale lungo periodo di stop totale dalla bici. Ebbene, il bergamasco non solo è entrato nella fuga ma è stato pure quello che più di tutti ci ha creduto, attaccando sia sul Nufenenpass che sulla salita conclusiva ma sbattendo contro la tenacia dei suoi rivali di giornata e contro la sua atavica idiosincrasia per le volate.

La notizia del giorno è però la stessa di ieri, e cioè che sarebbe servita la famosa "bolla" per tenere la carovana al riparo dal covid e invece il rilassamento (fisiologico, diremmo quasi legittimo) sulle varie misure di contenimento ha lasciato il gruppo completamente esposto al ritorno di fiamma del virus che continua ad appiedare corridori su corridori. Dopo le 20 defezioni di ieri, oggi ne contiamo ben 36, se non è record del mondo poco ci manca. La corsa ne viene resa monca, tanti protagonisti sono saltati ma soprattutto - diciamocelo - la preoccupazione che tutti ora vivono è che al prossimo Tour de France possa succedere qualcosa del genere: sarà il caso che le istituzioni ciclistiche pensino a delle contromisure da attuare alla Grande Boucle se non vogliamo ritrovarci tra un paio di settimane con una situazione critica anche nella corsa più importante del calendario.

Entriamo nel dettaglio del tutto. Sesta tappa del Tour de Suisse 2022, la Locarno-Moosalp (177.5 km), proprio come la precedente, è partita con una miriade di defezioni, in gran parte causa covid: fuori il leader della corsa Aleksandr Vlasov col compagno della Bora-Hansgrohe Anton Palzer; fuori l'intera UAE Emirates; fuori l'intera Alpecin-Fenix; fuori l'intera Bahrain-Victorious (già decimata ieri); fuori mezza EF Education-EasyPost (Rigoberto Urán, Stefan Bissegger, Alberto Bettiol, Hugh Carthy); e fuori altri 7 uomini sparsi qua e là, tra questi Tom Pidcock (INEOS Grenadiers), Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo) e Simone Petilli (Intermarché-Wanty). In pratica dei 153 partenti ne restavano in gara appena 93. Jakob Fuglsang (Israel-Premier Tech) ha ereditato da Vlasov la maglia gialla e con quella ha gareggiato.

La fuga si è attivata dopo poco più di 10 km con Quentin Pacher (Groupama-FDJ), Nelson Oliveira (Movistar) e Fausto Masnada (Quick-Step Alpha Vinyl), quindi dopo una trentina di chilometri sono rientrati sui primi pure Clément Champoussin (AG2R Citroën), Dion Smith (BikeExchange-Jayco), José Herrada (Cofidis), Andrea Pasqualon (Intermarché), Brent Van Moer (Lotto Soudal), Quinn Simmons (Trek), Roland Thalmann (Nazionale Svizzera) e Nico Denz (DSM), poi tutto solo Michael Matthews (BikeExchange) è riuscito a riportarsi sui primi al km 50, e con questa composizione a 12 l'azione ha preso definitivamente il volo.

Sulle rampe del Nufenenpass, posto a metà tappa, Smith ha perso contatto dai primi, Masnada ci ha dato dentro in maniera notevole ma poi è stato Simmons, già maglia di migliore scalatore, a transitare in testa al Gpm dei -85. Proprio su questa salita i fuggitivi hanno toccato il vantaggio massimo col tempo di 7'30" su un gruppo che - tirato prima dall'Astana Qazaqstan e poi dalla Israel - era ridotto a non più di 40 unità.

Dopo che Matthews si è assicurato i due traguardi volanti, utili per la sua classifica a punti (ha infatti scavalcato Andreas Leknessund della DSM che la guidava fino a stamattina), l'ascesa di Moosalp ai -18 è stata presa dai primi con ancora 5'30" di margine; ai -16 Denz ha allungato insieme a Pacher, ai -15 sono rientrati Masnada e Simmons e l'italiano si è messo a fare il ritmo e subito ha fatto staccare Pacher. Poi ai 13.6 ha direttamente provato a piantare lì gli altri due, senza per il momento riuscirvi. Allora ai -11 Fausto ha dato un'altra bella botta e lì si è che ha fatto saltare completamente Simmons, mentre da dietro salivano regolari Champoussin e Herrada.

Uno sguardo dietro: quando anche il gruppo maglia gialla era arrivato sulle rampe della Moosalp, la INEOS di Geraint Thomas aveva preso il comando della situazione, però a tentare un attacco è stato poi Alexey Lutsenko (Astana) ai -11, poi più nulla fino ai -6 quando Maximilian Schachmann (Bora) ha proposto un allungo a cui ha risposto Fuglsang. Ma la INEOS, con Dani Martínez, ha risposto prontamente, ricomponendo la situazione.

Ai -4, colpo di scena, Herrada e Champoussin si son riportati su Masnada e Denz, l'italiano ha allora tentato un contropiede ma è stato solo un accenno. Meglio la rasoiata del corridore Quick-Step ai -3, a cui però Champoussin ha reagito e - dopo un attimo di tentennamento - pure Denz; sul successivo rallentamento si è rifatto sotto Herrada e il quartetto s'è riformato.

Lutsenko, che a lungo era rimasto con del margine sul gruppo, è stato raggiunto ai -4, e poco dopo la Bora ha mosso un'altra pedina, Felix Grossschartner, ma anche in questo caso la INEOS ha ricucito.

Ultimi colpi lì davanti, Masnada, battuto in volata, ha lanciato un altro paio di allunghi ai 1500 e poi ancora ai 1200 metri, ma la salita si era a quel punto di molto addolcita per cui non c'era più modo di fare la differenza; addirittura ai 400 metri è rientrato pure Simmons, approfittando dei continui rallentamenti dei battistrada, e l'americano ha lanciato proprio lui la volata ai 200 metri. Champoussin è uscito forte all'interno (il finale era tutto un curvare verso destra), ma il francese ha subìto a propria volta il ritorno di Denz, ancor più all'interno: il tedesco, sfruttando il fatto di poter fare qualche centimetro in meno sulla corsia da lui scelta, ha affiancato il corridore dell'AG2R e i due sono arrivati praticamente appaiati. Il fotofinish ha sancito l'affermazione di Denz.

Denz-Champoussin-Herrada-Simmons al traguardo, poi Masnada che ha chiuso quinto a 11" (la volata e Fausto sono due pianeti di sistemi solari diversi), e reduci dalla fuga ancra Pacher a 1'33" e Thalmann a 1'46"; a 2'14" il gruppetto dei migliori è stato allungato da Geraint Thomas (INEOS) che ha tentato di prendersi un buco e ha chiuso ottavo a 2'14"; alle sue spalle Sergio Higuita (Bora) ha chiuso il piccolo gap prendendosi il nono posto davanti a Fuglsang, Grossschartner, Thibaut Pinot (Groupama) e Domenico Pozzovivo (Intermarché). A 2'18" sono stati cronometrati Martínez, Bob Jungels (AG2R) e Neilson Powless (EF), a 2'22" è arrivato Leknessund, a 2'50" Larry Warbasse (AG2R), a 2'53" Stefan Küng (Groupama), a 2'55" Lutsenko e Antonio Pedrero (Movistar), e solo a 3'06" sono transitati Remco Evenepoel (Quick-Step), Schachmann, Hugo Houle (Israel), Keegan Swirbul (Human Powered Health), Andreas Kron (Lotto) e Sébastien Reichenbach (Groupama). Da segnalare che strada facendo si sono fermati altri sei uomini oltre ai 30 che non avevano preso il via da Locarno. Il totale dei componenti il gruppo scende così a 87, siamo curiosi di scoprire quanti di questi arriveranno a Vaduz.

La nuova classifica è la seguente: Fuglsang guida con 1" su Thomas, 10" su Higuita, 26" su Powless, 34" su Grossschartner, 46" su Leknessund, 49" su Küng, 1' su Kron, 1'07" su Pozzovivo (nono), 1'29" su Reichenbach, 1'36" su Jungels, 1'47" su Schachmann, 1'52" su Martínez, 2'44" su Houle e 3'08" su Evenepoel. Domani ancora un po' di montagna, altre salite classiche del Tour de Suisse nella settima tappa, la Ambri-Malbun di 194.6 km: il Lukmanierpass scollina dopo poco più di 70 km, poi solo un paio di strappetti prima della scalata che porterà al traguardo, quasi 13 km all'8.4%: i giochi si faranno praticamente tutti lì.
Notizia di esempio
C'è una crono in Belgio? Ci pensa Lampaert!
Marco Grassi
Giornalista in prova, ciclista mai sbocciato, musicista mancato, comunista disperato. Per il resto, tutto ok!