Erwin Janssen © L1 (Ralph Souren) e Lorena Wiebes ©Giro d'Italia Women
Giro d'Italia

Affaire Wiebes, SD Worx: "All'UCI dilettanti: non sanno pesare, nemmeno rispondono al telefono"

Le dichiarazioni dopo la 6a tappa del Giro d'Italia Women 2026: il team manager SD Worx annuncia azioni legali contro l'UCI, Balsamo nel frattempo ringrazia un team perfetto

Elisa Balsamo ha firmato la quarta vittoria in questo Giro d'Italia, conquistando in volata il traguardo di Brescello dopo 160 chilometri dalla partenza Ala. La maglia rossa ha potuto contare su un leadout magistrale di Lucinda Brand, che l'ha lanciata in un duello diretto con Maggie Coles-Lyster (Human Powered Health), battuta nettamente. Completa il podio Georgia Baker di Liv AlUla Jayco, davanti a Célia Gery della FDJ United-SUEZ. Un finale tutt'altro che semplice, con curve tecniche e una piccola caduta nell'ultimo chilometro, ma Lidl-Trek ha gestito la situazione alla perfezione.

Elisa Balsamo vince anche a Brescello ©Giro d'Italia Women
Elisa Balsamo vince anche a Brescello ©Giro d'Italia Women

La tappa ha vissuto un momento di tensione inatteso quando Uno-X Mobility ha aperto un ventaglio nei pressi di Volta Mantovana, spezzando il gruppo in tre tronconi. Marlen Reusser (Movistar) ha rischiato seriamente di perdere tempo, riuscendo a rientrare dopo un lungo inseguimento condotto anche in prima persona. La vincitrice uscente del Giro, Elisa Longo Borghini (UAE ADQ) ha chiuso la tappa senza problemi pur lavorando per la sua velocista Lara Gillespie, mentre Chiara Consonni (Canyon//SRAM) è quinta e Vittoria Guazzini di FDJ United-SUEZ ha tentato di chiudere il buco sul finale. La maglia rosa Anna van der Breggen di SD Worx-Protime conserva la leadership in classifica generale in vista delle giornate decisive che si avvicinano, con il Colle delle Finestre a due giorni di distanza.

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della sesta tappa del Giro d'Italia 2026

Elisa Balsamo: "Con una squadra così tutto sembra più facile"

“Con una squadra così tutto sembra più facile. Era un finale caotico, era l'ultima chance per molte sprinter, quindi eravamo in tante a lottare. Per fortuna ero piazzata alla perfezione, lontano dai pericoli. Mi sono lanciata a 200 metri dall'arrivo e tutto è andato al meglio. Spero di portare a casa la Maglia Rossa” -ha dichiarato la corritrice-. Quando hai il miglior treno di squadra del mondo, è semplicemente facile. Voglio dire, non è mai facile, ma con Lucinda [Brand] non devo lottare per la posizione. Devo solo fidarmi di lei, e so che è la migliore. Quindi questa vittoria è più merito suo che mio. Molte sprinter pensavano che oggi fosse una buona opportunità. Negli ultimi chilometri ho visto molti treni completi. Fleur [Moors], Lucinda ed io stavamo solo scattando, e a un certo punto abbiamo trovato il posto perfetto dietro Fenix-Premier Tech. Stamattina sull'autobus abbiamo detto che volevamo affrontare la curva a 1,3 km dall'arrivo in testa al gruppo. Non mi importava essere in seconda posizione, volevo solo stare al sicuro e poi avrei potuto gestire in qualche modo. Ma Lucinda era così forte che mi ha portata fino a 200 metri dall'arrivo: è stato perfetto.*”

Magdeleine Coles-Lyster: "È un risultato da sogno in questo momento"

“È un risultato da sogno in questo momento” -ha dichiarato Coles-Lyster al termine della tappa.- “So di avere le qualità per affrontare un arrivo del genere, e anche la testa. Mi sento davvero gratificata da questo risultato. La squadra è stata fondamentale per tutta la giornata, come lo siamo state l'una per l'altra in tutti questi giorni fin qui. In questo momento abbiamo un'ottima mentalità nella squadra, e penso che si stia traducendo molto bene in gara perché siamo in perfetta sincronia insieme” - ha aggiunto Coles-Lyster.- “Comunichiamo molto bene. Ci aiutiamo molto bene, e sembra tutto così fluido lavorare insieme e dirsi quello di cui abbiamo bisogno. C'era molta confusione, come previsto, in quell'ultimo chilometro con le rotonde e le varie curve. Si è aperto un varco dietro di noi, il che era perfetto. Abbiamo potuto percorrere con tranquillità quelle ultime curve, poi si trattava solo di concentrarsi sull'ultima esse e cercare di tenere fino al traguardo. Lei mi ha superato, ma questo è lo sprint. Entri completamente in situazione. Escludi tutto il resto. Non gioco ai videogiochi, ma se ci giocassi, immagino che sia qualcosa del genere. Sei in uno stato di flusso. Lo adoro. Ero con Vollering e Longo Borghini e tante altre atlete che sapevo avrebbero combattuto per rientrare nel gruppo di testa, quindi non mi sono sentita particolarmente sotto pressione" -ha concluso- "Quelle atlete avevano qualche compagna di squadra e avrebbero sicuramente recuperato. Certo, c'è stato un momento di panico quando si sono formati i ventagli, ma tutto è rimasto abbastanza sotto controllo.”

Georgia Baker: "Sono davvero felice, la squadra ha corso benissimo"

“Sono davvero felice, la squadra ha corso benissimo. Sono davvero orgogliosa. Si vedeva che il gruppo era molto nervoso nella sezione con il vento laterale, le squadre non si aspettavano che si spezzasse così tanto, ma noi eravamo sempre in vantaggio. Volevo davvero ricompensare il lavoro della squadra. Abbiamo lavorato duramente sia per me che per Moni [Monica Trinca Colonel]. Nell'ultimo circuito la squadra ha fatto un ottimo lavoro per tenermi in testa al gruppo. Una volta girato verso il centro città era davvero difficile risalire, quindi hanno fatto un lavoro eccellente. Finire terza, sul podio, era sicuramente un obiettivo della squadra.”

Erwin Janssen (ds SD Worx-Protime): "Andremo a citare in giudizio l'UCI, abbiamo ingaggiato un avvocato"

“Andremo a citare in giudizio l'UCI e abbiamo ingaggiato un avvocato” -ha dichiarato il team manager della SD Worx-Protime ai microfoni di Wielerflits, sempre a riguardo della squalifica comminata alla velocista di punta del team, Lorena Wiebes, dopo la prima tappa, che la neerlandese aveva peraltro vinto- “Oltre a voler ottenere una riabilitazione, questa squalifica ha anche un enorme impatto finanziario.” “È difficile dire a quanto ammontino i danni in euro, ma bisogna pensare al montepremi di diverse tappe perse, alla mancanza di punti UCI e agli accordi nei contratti con gli sponsor. Stiamo cercando di calcolare tutto questo. È molto probabile che il caso arrivi al TAS. L'UCI semplicemente non risponde. Nessuno risponde al telefono. Solo il nostro avvocato è riuscito a contattare qualcuno ai vertici dell'UCI. È del tutto bizzarro che veniamo liquidati in questo modo. Dalle squadre ciclistiche ci si aspetta la massima professionalità, mentre lì ci sono dilettanti, semiprofessionisti, che devono effettuare la misurazione della bici in modo molto poco professionale. Sono davvero sbalordito da tutto quello che è andato storto. Normalmente il responsabile della squadra deve firmare un rapporto di misurazione, cosa che in questo caso non è avvenuta. E non c'era nemmeno alcuna possibilità di una perizia di parte. L'UCI semplicemente non si lascia convincere. Dicono: troppo leggera è troppo leggera. C'è poca comprensione e flessibilità, mentre noi non rischiamo mai con la bici. La bici di Lorena pesava sempre tra i 6,83 e i 6,85 chili, quindi è davvero solo colpa del vento. Quella bici oscillava da sinistra a destra. Da quello che mi hanno detto gli esperti, il vento può fare un'enorme differenza durante una misurazione. Quindi stiamo conducendo anche delle ricerche in merito” -ha concluso il team manager.

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