
Evenepoel sulla caduta: "Ho preso una buca, ma sto bene", poi punzecchia Vingegaard...
Remco è stato l'assoluto protagonista della terza tappa della Volta a Catalunya: prima l'attacco nel vento, poi il capitombolo nell'ultimo chilometro
Doveva essere una tappa interlocutoria, l'ultima dedicata ai velocisti, ma non è stato così. Ci si è messo di mezzo il vento, che ha provocato ventagli negli ultimi 40 chilometri della Mont-roig Del Camp - Vila-seca e che, anche domani, provocherà un cambiamento netto in quello che avrebbe dovuto essere il primo arrivo in salita della Volta a Catalunya 2026: avrebbe, perché gli organizzatori, a causa delle fortissime raffiche di vento previste nell'area dell'ascesa a Vallter, sono stati costretti ad anticipare il traguardo della quarta frazione a Camprodón, praticamente alla base della salita stessa. Spazio, vento permettendo, ai velocisti.
Remco Evenepoel: «La buona notizia è che non mi sono rotto niente»
Dopo essere stato curato per le ferite riportate nella caduta che lo ha visto protagonista all'interno dell'ultimo chilometro della terza tappa della Volta a Catalunya, Remco Evenepoel ha accolto i cronisti al pullman della Red Bull-Bora: «Stavo cambiando l'impugnatura del manubrio, per prepararmi alla volata a due, ma proprio in quel momento sono entrato con la ruota in una buca piuttosto grande, non segnalata e nemmeno così evidente», ha spiegato Evenepoel, cercando di trovare una giustificazione al suo capitombolo. Qualcuno è andato a visionare quel tratto di strada, ma di buche non ne ha trovate…
«Il manubrio mi è scivolato dalle mani e mi sono ritrovato a terra. Per fortuna, non mi sono rotto niente, ma ho ferite parecchio estese su tutto il corpo. Vedremo come andrà domattina».
A un cronista che gli ha chiesto un commento sull'azione con Vingegaard e sul fatto che il danese, come vedremo tra poco, ha confessato di essersi praticamente fermato, dopo la caduta del rivale, Evenepoel ha risposto: «Cooperation was amazing!» [“la collaborazione è stata fantastica!"], rimarcando, come già fatto platealmente in corsa, ma questa volta con un bel carico di sarcasmo, il comportamento tattico del corridore della Visma-Lease a Bike.

Jonas Vingegaard: «Ho aspettato il gruppo»
Dal canto proprio, Jonas Vingegaard, ntervistato subito dopo il traguardo, ha offerto la propria versione dei fatti, in particolare per quanto avvenuto al rivale: «La sua caduta mi è sembrata assurda, non ho capito cosa sia successo», ha spiegato Vingegaard, ritrovatosi così tutto solo a poche centinaia di metri da traguardo. «Spero solo stia bene, che non si sia fatto niente e che possa continuare domani».
Il 29 enne danese, a quel punto, ha però deciso di rialzarsi: «Non ho voluto approfittare delle situazione, ho preferito aspettare il gruppo». Un gesto di grande sportività da parte del danese, che aveva pure dato pochissimi cambi a Evenepoel, quasi disinteressato a quel tipo di azione. Su quanto avvenuto prima della caduta di Evenepoel, Vingegaard ha risposto filosoficamente: «Ognuno ha le proprie tattiche di corsa, anche se credo che le mie non gli siano andate a genio».
