
Lorenzo Mark Finn si racconta alla «Gazzetta»: «Il mio sogno? Una tappa al Tour»
Il ligure ha confermato che il 2026 sarà «un anno di sviluppo»
I due titoli mondiali in linea vinti a Zurigo (tra gli juniores) e a Kigali (nella categoria Under-23) hanno sensibilmente accresciuto le attenzioni intorno a Lorenzo Mark Finn. Il più grande talento del ciclismo italiano ha parlato di sé e dei suoi piani futuri in un'intervista a «La Gazzetta dello Sport».
Finn: «I miei modelli? LeMond e Thomas»
Alla vigilia del debutto stagionale, che avverrà con tutta probabilità al Challenge Maiorca di fine gennaio, il corridore genovese ha indicato i suoi obiettivi presenti e futuri: «La mia corsa dei sogni è il Tour de France. Dunque, il mio obiettivo per i prossimi anni è vincere una tappa della Grande Boucle». Un passo alla volta, si dirà. Ma i modelli di riferimento di Finn sono nobilissimi: «Un corridore del passato con il quale vorrei allenarmi? Greg LeMond. Se dovessi scegliere un idolo del ciclismo contemporaneo, direi Geraint Thomas. Ho seguito per la prima volta il Tour nel 2018, l'anno della sua vittoria, che celebrò con un discorso molto bello dal podio sui Campi Elisi. Oggi mi piace ascoltare il suo podcast». Infine, l'omaggio al totem della Red Bull-BORA-Hansgrohe versione 2026: «Per una fuga a due, sceglierei di sicuro Remco Evenepoel».
Finn ha poi parlato delle sue passioni, in larga parte comuni a quelle dei suoi coetanei: i film e le serie di Netflix, la saga di Rocky, un piatto di pasta con il pesto. Se l'accostamento con Jannik Sinner gli procura qualche imbarazzo («È troppo presto per dire se potrò avvicinare i suoi risultati»), i suoi desideri non lasciano spazio a equivoci: «Un superpotere? Non avere mal di gambe. Al divano preferisco il riposo attivo, così posso mangiare di più».

Gli obiettivi stagionali: Giro Next Gen e Tour de l'Avenir
La disarmante franchezza del teen-ager genovese - nato da padre britannico e madre italiana - traspare anche dalle sue dichiarazioni sull'anno che è appena arrivato: «Questa sarà una stagione di sviluppo, che mi aiuterà a essere pronto per il grande salto tra i professionisti nel 2027», ha confidato in un altro colloquio ai microfoni di Eurosport. L'iridato in carica degli Under-23 è comunque ambizioso: «Punterò anzitutto al Giro Next Gen per poi concentrarmi sul Tour de l'Avenir. Ad ogni modo, affronterò questa stagione con l'idea di migliorarmi e di affrontare qualche gara minore con la formazione World Tour». In vista delle sfide future nei Grandi Giri, Finn ha infine spiegato che cosa dovrà sistemare: «Dovrò curare al meglio le doti di fondo, ma questo processo richiederà ovviamente un po' di tempo. Allo stesso modo, sarà fondamentale lavorare anche sulle mie attitudini di cronoman».
