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Van Gils è la rabbia esaudita: stronca Bagioli, vince la tappa e ribalta tutto solo il Saudi Tour

04.02.2022 14:12

Ha appena 22 anni, Maxim Van Gils, non è un marcantonio e non è uno scricciolo, è quasi un neoprofessionista (passato nel 2021) ma ha già concluso un GT (la Vuelta). La scorsa stagione è stata per lui di assestamento, le prime esperienze nel ciclismo maggiore, la responsabilità di essere uno dei nomi nuovi della Lotto Soudal, qualche segnale lanciato qua e là (qualche fuga, qualche piazzamento), la consapevolezza di doti da scalatore che presto o tardi sarebbero state messe a frutto. Quel "presto o tardi" inizia a essere oggi, penultima ma già decisiva frazione del Saudi Tour: con notevolissima personalità, il ragazzo se l'è sbrigata da solo inserendosi nel ventaglio che ha indirizzato la corsa, e già questo gli avrebbe permesso di ribaltare la classifica, bastava resistere coi migliori fino alla fine per prendere la testa della generale.

Ma a Van Gils tutto ciò non è bastato, e alla fine ha trovato la forza per togliersi tutti di ruota e andare a vincere direttamente la tappa. L'ultimo a resistere con lui, fin quasi alla cima della salita di Harrat Uwayrid, è stato Andrea Bagioli, che strada facendo si era convinto di essere il favorito di giornata ma che ha dovuto sbattere contro un finale che forse non aveva preventivato.

La quarta tappa del Saudi Tour 2022, Winter Park-Harrat Uwayrid di 149.3 km, con una salita non banale che scollinava a meno di 9 km dal traguardo, è vissuta - come la precedente - con un'importante influsso del vento del deserto. Ed è partita, come le prime due, con la fuga del mitico Polychronis Tzortzakis (Kuwait) accompagnato sin dal km 1 dal malese Shahrul Mat Amin (Terengganu). L'azione è andata avanti fino ai -60, passando da un margine massimo di 3'30", dopodiché ci siamo trovati di colpo nel bel mezzo di una lotta di tronconi, perché il vento - come anticipato - stava facendo la propria parte, invitando alcuni team (uno su tutti: la Quick-Step Alpha Vinyl) a spingere per rompere la corsa.

Il leader della classifica Santiago Buitrago (Bahrain-Victorious) è stato preso in pieno nella rete, dato che è rimasto nel secondo drappello; davanti, in 18, ma poi i contrattaccanti si sono sbarazzati di Tzortzakis e Mat Amin e son rimasti al comando questi 16 corridori: Quick-Step in forse con ben cinque uomini (Andrea Bagioli, Davide Ballerini, Tim Declercq, Jannik Steimle, Bert Van Lerberghe), TotalEnergies con tre (Niccolò Bonifazio, Daniel Oss e Anthony Turgis), quindi le coppie, Simone Consonni e Alexis Renard (Cofidis), Nico Denz e Sam Welsford (DSM); e i cani sciolti: Luka Mezgec (BikeExchange-Jayco), Maxim Van Gils (Lotto Soudal), Danny Van Poppel (Bora-Hansgrohe), Jérémy Lecroq (B&B Hotels-KTM). Il più su in classifica tra questi era Van Gils, quinto alla partenza a 17" da Buitrago e seguito poi da Declercq (20"), Consonni-Van Poppel-Oss (21").

Presto il leader uscente non è stato più un problema, rotolato a un minuto di distanza nel giro di 10 km; il secondo troncone, tirato forte (ma non in maniera sufficiente, evidentemente) dai Bahrain, si è poi spezzato a propria volta in altri tronconcini, insomma si è proceduto per dispersione. Per una quindicina di altri chilometri il margine tra primi e secondi è rimasto sul minuto e venti, poi gli inseguitori si sono prodotti in qualcosa che assomigliava terribilmente allo sforzo finale, con buon coordinamento tra i vari team rimasti fuori dall'azione principale. Risultato vano quello, la convinzione nel secondo gruppo ha iniziato a scemare, inversamente proporzionale al distacco dai battistrada, arrivato a oltre un minuto e mezzo.

Qualche defezione ha fisiologicamente cominciato a esserci tra i primi, ai -27 ha mollato Denz, anche il ritmo non dev'essere più stato lo stesso, visto che il gruppo Buitrago si è un po' riavvicinato ritornando a 50" di ritardo quando mancavano 12 km al traguardo e la salitella verso Harrat Uwayrid era già stata approcciata. Proprio ai -12 Ballerini si è sfilato dopo aver tanto lavorato per Declercq (che era in classifica) e per Bagioli (che puntava a vincere la tappa), poi hanno finito la benzina anche Welsford, Turgis, Van Lerberghe e Lecroq. A 11 dal traguardo e 2.5 dalla vetta davanti erano in 10.

A quel punto una foratura ha fatto fuori Simone Consonni, proprio quando si arrivava sul tratto più duro; qui Steimle ha fatto un'estrema trenata per lanciare Bagioli, che è partito in progressione ai -10 sparpagliando l'intero drappello. Alle spalle di Andrea i soli Van Gils e Mezgec hanno resistito, e poi tra i due il solo fiammingo ha avuto la forza per riportarsi sul corridore della Quick-Step. Su rampe al 18% il 22enne nato a Brasschaat - già maglia verde virtuale a quel punto - si è proprio messo a fare l'andatura, aveva del resto l'interesse ad ampliare il margine nei confronti di tutti i rivali di classifica. Così facendo ha anche ottenuto un altro effetto: esaurire il buon Bagioli, che a poco meno di 600 metri dallo scollinamento ha dovuto infine mollare la presa, saltando di colpo e nettamente.

Van Gils ha scollinato così da solo ai -8.5 e già con mezzo minuto su Bagioli, conquistato in appena mezzo chilometro; l'italiano ha dovuto subire l'inesorabile riavvicinamento dei primi inseguitori, tra i quali Declercq (che pure era ben messo in classifica) esibiva una certa voglia di fare, ma piuttosto velleitaria. Ancor più indietro era salito bene Santiago Buitrago, che sull'ascesa di giornata aveva recuperato molto su "quelli del ventaglio", per andare a chiudere su di loro con Rui Costa (UAE Emirates); peccato per lui che il biondino della Lotto fosse già involato verso il bersaglio grosso...

Al traguardo Van Gils ha preceduto di 40" un gruppetto che ai 500 metri aveva preso e superato uno scorato Bagioli. È stato Mezgec a mettere la ruota davanti per il secondo posto davanti a Declercq, Van Poppel, Rui Costa, Oss (sesto), Renard e Buitrago; solo nono Bagioli a 44", decimo Alexandre Geniez (TotalEnergies) a 1'19" insieme a Lennard Kämna (Bora), 12esimo a 1'20" Anthon Charmig (Uno-X), altro uomo di classifica alla partenza.

La generale, tutta cambiata: Maxim guida con 36" su Buitrago, 48" su Rui Costa, 52" su Declercq, 57" su Van Poppel e Oss, 1'29" su Charmig, 1'36" su Geniez, 1'45" su Renard e 1'46" su Consonni, decimo. E domani si chiude con una probabilissima volata (se il vento è d'accordo), partenza e arrivo ad Alula Old Town, percorso pianeggiante e pure due giri di circuito (da 10.3 km l'uno) per un totale di 138.9 km. A noi basta che non ci siano cadute.

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