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La Vuelta Femenina 2023 - Analisi del percorso

Anche la Vuelta femminile cresce ad una settimana di corsa e assume i connotati di grande corsa a tappe al pari di Giro e Tour; decisiva la tappa conclusiva con arrivo ai Laghi di Covadonga

30.04.2023 19:30

Dei tre Grandi Giri, la Vuelta era ancora quello la cui prova al femminile appariva più scialba e meno in grado di reggere il confronto con la rispettiva prova maschile. Da quest'anno a tutti gli effetti assume nuovo prestigio, proponendo 7 tappe dai percorsi variegati e proponendo l'iconico traguardo dei Lagos de Covadonga. Oltre al traguardo in vetta ai Lagos - posto a chiusura di una tappa che propone anche un'altra salita e per questo preventivabile come “tappa regina” - ci sarà un altro arrivo in salita alla 5a tappa e una cronometro a squadre in apertura a muovere la classifica generale, oltre ad alcune tappe mosse.

 

Lunedì 1 maggio - 1a tappa: Torrevieja - Torrevieja (Cronometro a squadre - 14.5 km)

La corsa si apre con una cronometro a squadre di 14.5 km che potrebbe subito scavare alcuni distacchi importanti in classifica. Al momento sono state pubblicate soltanto le altimetrie, quindi al netto di un percorso per lo più pianeggiante, non è al momento nota la difficoltà del tracciato da un punto di vista planimetrico.

 

Martedì 2 maggio - 2a tappa: Orihuela - Pilar de la Horadada (105.8 km)

La prima tappa dovrebbe chiudersi in volata, nonostante alcune lievissime ondulazioni nella parte finale tra cui il primo GPM di questa Vuelta, il Puerto de San Miguel de las Salinas. Attenzione piuttosto alla vicinanza del mare e alla possibile influenza del vento.

 

Mercoledì 3 maggio - 3a tappa: Elche de la Sierra - La Roda (157.8 km)

Si ripropone anche per le donne un classico della Vuelta, la tappa per velocisti in altopiano. Il tracciato quasi completamente pianeggiante, soprattutto nella seconda metà, e privo di GPM non dovrebbe riservare sorprese e dare una seconda possibilità alle ruote veloci.

 

Giovedì 4 maggio - 4a tappa: Cuenca - Guadalajara (133.1 km)

Anche questa frazione è ufficialmente segnata come pianeggiante, ma è decisamente più insidiosa delle precedenti. Il tracciato ondulato in più punti culmina con l'ascesa all'Alto de Hurche (4 km al 4.9%) posto ad appena 12 km dal traguardo. Niente di trascendentale, ma sicuramente non si tratterà di una banale volata a ranghi compatti.

 

Venerdì 5 maggio - 5a tappa: La Cabrera - Mirador de Peñas Llanas. Riaza (129.2 km)

Prima tappa di montagna di questa Vuelta, in cui si inizierà a scrivere seriamente la classifica generale. Dopo una quarantina di km già lievemente mossi la corsa viene spezzata dalla lunga ascesa al Puerto de Navafria, di 11.5 km al 5.8%. Al termine della discesa mancheranno ancora 65 km al traguardo, distanza che rende difficile pensare a questa salita come decisiva, ma allo stesso tempo che non consente di sottovalutarla. Il percorso è relativamente semplice per 45 km, poi si fa sempre più ondulato fino ai piedi della salita finale: si arriva al Mirador de Peñas Llanas con 5 km al 6.7% ed un paio di tratti al 9/10%.

 

Sabato 6 maggio - 6a tappa: Castro-Urdiales - Laredo (106.1 km)

Con la classifica ben delineata, questa potrebbe essere l'occasione da parte di chi si sente più debole in salita per tendere una trappola: d'altronde siamo in odor di Paesi Baschi. Si tratta di una tappa di media montagna con due salite non durissime, ma comunque insidiose, poste piuttosto vicino al traguardo, ovvero l'Alto de Fuente de las Baras (6.4 km al 5.4%, con i primi 3 km intorno al 7% di media) e il Puerto de Campo el Hayal (8.2 km al 4.6% di media; un tratto in discesa la spezza in due tronconi abbastanza impegnativi, con alcuni tratti in doppia cifra nella prima parte). Al termine della discesa mancherà solo una quindicina di km, quindi su queste salite può effettivamente sganciarsi l'azione decisiva, altrimenti vedremo una volata a ranghi ristretti.

 

Domenica 7 maggio - 7a tappa: Pola de Siero > Lagos de Covadonga  (93.7 km)

A chiusura di questa settimana di corsa arriva la giornata campale, con l'arrivo posto in vetta a una delle salite più celebri di Spagna: i Lagos de Covadonga. Non va sottovalutata nemmeno la salita precedente alla Collada Moandi, posta ad appena 45 km dal traguardo e piuttosto cattiva (complessivamente 12.5 km al 4.6%, ma in verità si tratta di un falsopiano che conduce agli impegnativi 5 km conclusivi al 7.3%), nonché seguita da una discesa insidiosa. Ad ogni modo il punto focale rimangono gli ultimi 12.5 km al 6.9%, pendenza media falsata dai numerosi tratti di discesa posti in vetta; quello che conta è il primo tratto di quasi 10 km con una media di poco inferiore al 9% e punte del 16%. Una salita che ha sempre prodotto distacchi non banali nella corsa maschile e che sicuramente non deluderà nemmeno nel suo debutto alla Vuelta Feminina.

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Francesco Dani
Volevo fare lo scalatore ma non mi è riuscito; adesso oscillo tra il volante di un'ammiraglia, la redazione di questa testata, e le aule del Dipartimento di Beni Culturali a Siena, tenendo nel cuore sogni di anarchia.