Corse

TOTA gioia, TOTA bellezza

La corsa trentino-tirolese prosegue la strada già intrapresa di tappe intense ma non eccessive, con 5 giornate tutte adatte agli scalatori

07.12.2022 17:45

Il prossimo appuntamento con il TOTA, la corsa che ha ereditato la nobile storia del Giro del Trentino, insiste (giustamente) sulla filosofia già intrapresa di test probante, ma non usurante, per gli uomini di classifica e non solo. Così il percorso - presentato circa 1 mese fa - prevede 5 giornate tutte più o meno dedicate agli scalatori, ma ciascuna modulata con variabili differenti, sempre evitando però da un lato salite estreme e dall'altro tapponi veri e propri. Al netto di questo il percorso risulta comunque più intenso rispetto a quello del 2022 che forse, effettivamente, peccava dell'assenza di giornate di vera montagna in cui i corridori potessero testarsi fino in fondo.

 

Lunedì 17 aprile - 1a tappa: Rattenberg - Alpbach (127.5 km)

Si parte subito con una giornata particolarmente intensa, che presenta pochissima pianura. La corsa entra nel vivo negli ultimi 55 km, con una serie di ascese brevi ma molto ripide: il GPM di Brandenberg (con i primi 4 km al 9% di media), la salita non segnalata di Aschau (circa 1500 metri al 10%), l'ascesa decisiva al Kerschbaumer Sattel (oltre 5 km tutti in doppia cifra) e la salita che porta al traguardo (6.2 km al 4.8%). 

 

Martedì 18 aprile - 2a tappa: Reith im Alpbachtal - Renon (165.2 km)

È la tappa più lunga di questa edizione e chiama anche in questo caso allo scoperto gli uomini di classifica che un arrivo posto fondamentalmente in salita. Dopo la lunga salita a gradoni (quasi 50 km) verso il Passo del Brennero si entra in territorio altoatesino. Primo momento importante è la salita di circa 5 km al 6% verso Volturno che anticipa l'ascesa finale composta dai due GPM di Barbiano e Monte di Mezzo: il primo sono 4.5 km all'8%, il secondo sono 7 km di salita molto irregolare (sulla cartina sono inseriti i dati del tratto più duro). Dopo il GPM, posto a 4 km dal traguardo, la strada rimane ondulata, con un solo km di vera discesa e l'arrivo posto in leggera salita.

 

Mercoledì 19 aprile - 3a tappa: Renon - Brentonico San Valentino (162.5 km)

Tappa che potrebbe essere decisiva per via della salita finale catalizzatrice, senza dubbio la più selettiva di tutte quelle proposte in queste 5 giornate. La tappa procede lungo la Valle dell'Adige senza grandi difficoltà fino oltre Trento, prima di affrontare l'impegnativa salita al Lago di Cei (i primi 7 km hanno una media poco inferiore al 10%). Questa forse è troppo lontana per smuovere qualcosa, tenendo conto dei circa 25 km di fondovalle che seguiranno. Tutto dovrebbe svolgersi dunque sulla lunga salita al Passo San Valentino di oltre 15 km al 7.5%, con lunghi tratti al 9/10% nella parte centrale.


Giovedì 20 aprile - 4a tappa: Rovereto - Predazzo (152.9 km)

Probabilmente è la tappa più accattivante, sicuramente quella con più dislivello (circa 3500 metri) e con salite sparse un po' ovunque, ottima per stuzzicare la fantasia degli arditi dopo che l'arrivo in salita della 3a tappa ha delineato la classifica. Si parte subito con la lunga ed impegnativa ascesa al Passo Sommo, seguita quasi immediatamente da quella più breve, ma comunque intensa, al Lago di Santa Colomba. Segue una fase apparentemente senza GPM ma comunque intensissima, con la salita verso Palù di Giovo e Maso Roncador (circa 9 km al 5%, con tratti in doppia cifra nell'ultima parte) e quella di oltre 5 km, più pedalabile, con cui si supera Segonzano. Una ventina di km di fondovalle sono l'unico punto morto prima della decisiva salita finale al Passo Pramadiccio, salita non tremenda, che può fare la differenza solo se la corsa è stata resa dura fin dalla partenza. In ogni caso lo scollinamento ad appena 15 km dal traguardo la rende il punto focale della tappa.

 

Venerdì 21 aprile - 5a tappa: Cavalese - Brunico (144.5 km)

L'ultima tappa offre il terreno per ribaltare la situazione. Il Lavazè è una salita molto impegnativa, ma sembra posta troppo distante per poter avere una reale funzione nelle dinamiche di corsa. Tutto è rivolto alla tremenda salita di Riomolino, di circa 5 km al 12% (non ingannino i dati che fanno riferimento al GPM, posto più avanti). A rendere tutto più esplosivo sono utili i successivi 7 km ondulati in cui si possono dilatare tremendamente i distacchi creatisi nel tratto ripido. Una volta iniziata la discesa mancheranno soltanto 15 km al traguardo, di cui solo gli ultimi 5 sono di pianura.

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